Basaglia e la sua fondamentale legge ricordati al Campidoglio per il quarantennale

Sono passati quarant’anni da quello storico 13 maggio del ‘78 che cambiò la storia dell’Italia. Per questa occasione sono state organizzate tantissime iniziative in tutto il Paese: una di queste si è svolta al Campidoglio l’11 e il 12 maggio dal titolo “Diritti, Salute e Libertà”.

Questo evento si è svolto nella sala della Protomoteca, un’iniziativa promossa dalla Unasam insieme a tantissime altre associazioni, tra cui prima su tutte la fondazione Basaglia. A questa assemblea, patrocinata dalla Camera dei Deputati, è stata conferita una medaglia dal Presidente della Repubblica.

Le due giornate sono state molto intense e ricche di appuntamenti. Venerdì i protagonisti hanno tirato le somme sulla situazione attuale della psichiatria esponendo le domande che hanno ancora oggi bisogno di risposte, pronunciandosi su come orientarsi per una cura proiettata al metodo della Recovery, su cosa bisogna fare e cosa ancora manca e infine sulla questione dello stigma.

La seconda giornata è iniziata con la presentazione dei libri della Collana 180, che si occupa della tematica della salute mentale nata nel 2010. Sono state delineate le varie argomentazioni che si affrontano in questi libri che spaziano da avvenimenti storici, ad aspetti tecnici, fatti di cronaca e altri, ovviamente tutti inerenti al mondo della salute mentale, graficamente espresse attraverso immagini sulle copertine dei libri.

Si è fatto, inoltre, un parallelo fra la situazione odierna e quella prima del ’78, ripercorrendo anche un po’ la storia di quegli anni e di Basaglia, soprattutto sul crudele trattamento che era riservato a chi si trovava dentro un manicomio, dove appunto le persone erano considerate semplici numeri e malati da isolare, irrecuperabili e mai più guaribili. Al contrario, dalla 180 in poi, la persona con disturbo è considerata un soggetto con i propri diritti, i propri sentimenti e le proprie emozioni, persone che, attraverso le varie strutture residenziali, possono essere reinserite nella società con l’obiettivo di trovare una guarigione o, almeno, la possibilità di tornare a svolgere una vita più normale possibile.

A tale fine è stato sottolineato come sia importante che, alla riabilitazione dell’utente, debbano concorrere più soggetti come, per esempio, nel caso di inserimento nel campo del lavoro. È emerso che, attraverso il lavoro, l’utente raggiunge un’autostima maggiore, molto spesso assente in questi soggetti, e che attraverso un’occupazione si passa da un periodo di passività a uno di attività, conquistando fiducia nei propri mezzi.

Si è passati poi all’ascolto delle testimonianze dirette degli uditori di voci e dei loro gruppi. Molto toccante è stata quella di un ragazzo che ha raccontato come sia stato importante per lui l’avvicinamento a questi servizi e come ancora oggi sia fondamentale nella sua vita; è stato fatto anche l’esempio di una donna che è riuscita a diventare mamma, nonostante le allucinazioni uditive. Si è sottolineata l’importanza della funzione di questi gruppi e della loro utilità nell’esperienza specifica in cui persone uditrici di voci sono riuscite a uscire dal tunnel e ad affrontare la quotidianità, svolgendo spesso una vita normale.

Tra i relatori della giornata, due rappresentanti dell’Associazione Cavallo di Latiano (Puglia), nata nel 2008, che va avanti con il grande impegno di volontari da marzo del 2012 che svolge attività basate su una metodologia basagliana, stile anni ‘60, con assemblee aperte in cui si discute e ci si confronta su cosa succede fuori e dentro il centro. L’assemblea principale è quella dell’agire collettivo, aperta anche all’esterno, in cui si decide insieme sulle attività e le cose da fare. Ognuno dà quello che può, contribuendo alle decisioni. È stato messo in evidenza come nel loro metodo di cura si punti soprattutto sulla riabilitazione, limitando quanto possibile le terapie farmacologiche.

Molto spazio è stato dedicato anche ai centri diurni romani, giudicati fra i migliori, con immagini che ne illustravano le diverse fasi e tappe.

Infine, come ultimo argomento, la questione molto delicata e ancora molto dibattuta delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Si è parlato soprattutto del problema della sicurezza e dei programmi individuali previsti per ogni utente preso in carico dalle strutture del CSM (Centro di Salute Mentale). Ci si è chiesto se le regole siano effettivamente rispettate e se i fondi economici necessari siano sufficienti.

All’interno di queste due giornate molto intense abbiamo intervistato Alessandro Sirolli, presidente dell’Associazione 180 amici dell’Aquila, che è intervenuto all’evento Diritti, salute, libertà.

L’Associazione 180 amici L’Aquila si occupa della tutela e difesa dei diritti dei cittadini sulla salute mentale.”, afferma Sirolli, “Noi svolgiamo varie attività di auto-aiuto: uno dei gruppi storici è quello del ‘dialogo’, mentre un altro è rivolto agli utenti e ai loro familiari”.

Le attività che svolgono sono comunque fondate sul sollievo, sulla socializzazione e sugli scambi tra gli stessi utenti, fattori convergenti che permettono alla persona di superare l’isolamento che si crea in queste fasi della vita. Tra le attività, in particolare, l’Associazione organizza dei soggiorni estivi, focalizzati a far conoscere altre realtà agli utenti e dare sollievo ai familiari, e dei corsi per diventare tecnico del suono. Per il futuro, ci sono anche dei progetti sull’abitare condiviso, un modo per dare maggiore autonomia al paziente che spartisce una casa con altri utenti.

La salute mentale non va assolutamente bene”, continua il presidente riferendosi alle zone colpite dai terremoti che si sono susseguiti dal 2009 a oggi, “ad esempio, i Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso) sono aumentati: nel 2012 erano solamente otto/dodici” per arrivare nel 2016 alla cifra di centodiciassette. Questo dato fa emergere uno scarso controllo delle istituzioni sul territorio.

In futuro si auspica una “nuova legge 180” più attuativa e meno generale, che preveda un nuovo progetto/obiettivo nazionale sulla salute mentale: dato che la psichiatria in particolare è molto cambiata rispetto al passato, bisogna intervenire su nuove problematiche.

In riferimento all’anniversario del quarantennale della legge Basaglia (la numero 180 del 1978), Sirolli introduce gli eventi organizzati dalla sua associazione: “per l’estate dedichiamo una rassegna estiva, “Follie d’estate”, con convegni, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e momenti di riflessione”.

Infine, come ultimo tema di questa chiacchierata con il presidente, abbiamo affrontato il discorso dell’antico gemellaggio tra la Web radio romana, “Radio fuori onda” e quella dell’Aquila “Radio stella 180″ chiedendogli a che punto è e se questo rapporto sta proseguendo. Lui ci risponde che questo legame è nato nel momento in cui è iniziato il raduno delle varie realtà delle radio della salute mentale, tutto questo per fare rete. Ma ci riferisce anche che questo legame è presente fra tutte le radio e non solo Radio fuori onda. In conclusione, Sirolli aggiunge che attualmente la situazione è un po’ ferma e che bisogna tornare a creare questi scambi.

Questi gli argomenti principali trattati nel corso dei lavori che, insieme agli altri temi, hanno fatto sì che si vivessero due giornate veramente interessanti e importanti per celebrare una legge e un dottore che hanno rivoluzionato una nazione intera e il suo modo di pensare.