Italia campione della Dream World Cup: mondiale di calcio a 5 per persona con disagio psichico

Gli azzurri hanno vinto la Dream World Cup, il campionato del mondo di calcio a 5 per pazienti psichiatrici.

A Roma, dal 13 al 16 maggio 2018, si è svolta questa competizione internazionale, che, ogni due anni, cerca di combattere i pregiudizi che ruotano attorno al mondo delle persone con problemi psichici.

Nove nazionali per centocinquanta giocatori in campo hanno popolato il Pala Tiziano nell’anniversario del quarantennale dalla legge Basaglia, che ha rivoluzionato il mondo della psichiatria in Italia, rendendola unica nel panorama mondiale, proprio come la nazionale che ha vinto questo campionato del mondo. La finale, Italia contro Cile, si è conclusa 17 a 4.

Il calcio a livello psicologico, essendo una realtà organizzata, obbliga i giocatori a essere sempre concentrati sulle intenzioni dell’altro”, commenta Santo Rullo, ideatore dell’evento, “e questo fornisce una sorta di riabilitazione neurocognitiva: ti abitui a stare nella testa dell’altro”.

A questo si aggiunge anche un livello sociale, che implica vivere in un gruppo, organizzare un gioco di squadra e condividere decine di emozioni, che permettono ai pazienti di superare gli ostacoli che incontrano nella vita di tutti i giorni.

I ragazzi che hanno vestito la maglia azzurra sono stati selezionati tra 180 candidati, provenienti da tutta Italia, nell’arco di sei mesi: questo ha permesso un’accurata selezione che ha fatto nascere la squadra vincitrice della Dream World Cup.

Ci sono stati anche dei momenti negativi nell’organizzazione dell’evento: “Abbiamo avuto difficoltà nel reperimento dei fondi”, continua Rullo, “perché noi abbiamo ospitato tutte le nazionali di calcio, mentre due anni fa in Giappone ci fecero pagare tutte le spese per l’alloggio. Per gli arbitri e la logistica, abbiamo avuto un finanziamento dalla Lega Nazionale Dilettanti”.

Per l’accesso delle nazionali alla competizione, non si effettuano dei turni o delle qualificazioni come nella Campionato del mondo dei professionisti, ma le squadre “sono state coinvolte con il criterio della simpatia culturale nei confronti del progetto: i peruviani, ad esempio, sono nostri ‘fratelli’, così come gli argentini”, conclude Rullo, che è anche presidente del Comitato internazionale per il calcio nella salute mentale.

Campioni del mondo di calcio a 5, quindi, ma anche di socialità e umanità. Prossimo appuntamento in Perù, nel 2020.