Per aiutare le persone ci vuole metodo

“Per aiutare le persone ci vuole metodo” è il sottotitolo del numero di questo mese, messo lì per rendere un po’ meno enigmatico il “Loro… E noi?” con il Parlamento sullo sfondo della prima pagina.

Loro chi? Il nuovo governo appena insediato, che in meno di un mese ha già fatto parlare molto di sé con dichiarazioni continue dei suoi esponenti su moltissime tematiche a noi care.

Dal sorprendente riferimento a più riprese sull’utilizzo di psicofarmaci prima da parte di Salvini, poi da parte di di Maio, evocati come inequivocabile segno dei disagi del nostro paese, alle dichiarazioni del Ministro della Famiglia Fontana su aborto e famiglie arcobaleno, fino ad arrivare alle parole (e azioni) di Salvini sulla questione migranti e accoglienza e alle intenzioni del nuovo ministro della giustizia Bonafede.

Argomenti a noi cari, perché vicini alla salute delle persone.

In questo numero abbiamo deciso di approfondire tali questioni dando parola a chi tali tematiche le affronta quotidianamente studiandole, lavorandoci, avendone esperienza diretta.

Perché l’esperienza in prima persona dell’argomento di cui si parla, spesso stravolge i luoghi comuni, i pregiudizi e gli stereotipi considerati veri dall’opinione pubblica.

Siamo nell’epoca della ‘terza persona’, dello sguardo distante, freddo e frettoloso che rinchiude le persone in categorie astratte.

Mentre corriamo ansiosi per non finire noi in quelle categorie ‘pericolose’ tanto disprezzate. Perché il clima è sempre più difficile per chi si ritrova ad essere ‘matto’, ‘gay’, ‘delinquente’ e potremmo continuare.

Persone che vengono travolte dall’informazione mainstream: si parla sempre di loro, molto raramente con loro.

E si diventa anonimi, inermi, di fronte alla retorica attuale volta ad iper-semplificare la realtà. Alla comunicazione veloce e superficiale in cui si indicano gli obiettivi, ma non i mezzi e le risorse.

Diversamente, per aiutare le persone, ossia per renderle più sicure e più felici, serve metodo e lavoro. Serve studio, analisi e approfondimento. Serve l’esperienza di chi già lo fa.

E per questo ci sentiamo chiamati in causa. Come giornale. Come rete di associazioni e cooperative che lavorano nel sociale. Realtà virtuose che raramente vengono interpellate nel dibattito pubblico.

Abbiamo voluto sentire la voce di organizzazioni che da anni producono fatti, redigono report, documentano la realtà, eppur sistematicamente vengono lasciate ai margini della comunicazione.

‘Medici per i Diritti Umani’, ‘Antigone’, ’Non Una di Meno’ le fonti delle idee e delle analisi dei nostri articoli sulle prime prese di posizione da parte del governo entrante.

Ministero della Salute, OMS e AIFA le fonti dei nostri dati per parlare dell’affermazione di Salvini sui Psicofarmaci.

Pensiamo che sia fondamentale alimentare il dibattito a partire dai dati, dai fatti e dalle esperienze concrete.

Potrebbe essere l’unico modo per ricucire le nostre comunità sempre più frammentate in fazioni contrapposte.

Perché solo la concretezza di soluzioni complesse ed efficaci può far ripartire quel processo di coesione sociale indispensabile per affrontare le mille problematiche che la società contemporanea ci impone.

Perché servono urgentemente soluzioni.

Tuttavia, l’urgenza non deve portare a considerare le soluzioni veloci come quelle realmente efficaci.

Pensiamo che carceri più grandi, pistole, espulsioni, respingimenti non siano soluzioni che possano rendere effettivamente più sicura e felice la cittadinanza.

Pensiamo che solo una rigenerazione delle comunità, dei quartieri, delle periferie e una rinnovata cura e innovazione dei sistemi di welfare possa portare a quella sicurezza esistenziale che cercano i cittadini. Unica premessa fondamentale per alimentare accoglienza e integrazione.

Un sistema in cui potersi riconoscere come persone ancora prima che cittadini. E’ un’impresa difficile.

Per questo serve l’aiuto di tutti.

 

 

IL WEB MAGAZINE

Numero #38 giugno 2018

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