Telefono rosa, un sostegno per le donne in difficoltà

Per tutte le donne entrate nel vortice di una relazione sentimentale traumatica esiste la possibilità di un primo aiuto concreto, fornito dagli operatori del servizio Telefono rosa (tel.1522), che si avvale delle competenze di avvocati e psicologi.

A tal proposito abbiamo incontrato Laura Vassalli, responsabile relazioni esterne del Telefono rosa la quale ci racconta che questo servizio è in vigore da circa 31 anni…

“L’utenza a cui è rivolto comprende donne italiane e straniere di tutte le età e di tutte le classi sociali.

Coloro che usufruiscono del servizio hanno la possibilità di ricevere una prima consulenza gratuita da parte di avvocate civili, penaliste e psicologhe. L’entità dell’aiuto varia, poi, da caso a caso.

A Roma sono a disposizione due case rifugio che possono ospitare ben 8 e 12 persone.

È possibile chiamare il 1522 da tutta Italia, per poi ricevere informazioni sui riferimenti di associazioni che si occupano del sostegno alle donne nel territorio di appartenenza.

Il Telefono rosa è gestito come un 113, quindi è molto importante ed è a livello nazionale. Il 1522 è un pronto intervento, le operatrici all’ascolto si avvalgono di un collegamento diretto con carabinieri e polizia, ed è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal dipartimento delle pari opportunità da 5 anni.

Sul piano psicologico, nel caso di traumi si interviene con gruppi di auto aiuto, dove le donne che hanno subito traumi si rendono conto di non essere sole, abbattendo così la auto-colpevolizzazione. Il servizio, infatti, si avvale di psicologhe molto brave ed ha sedimentato un’esperienza trentennale, essendo, probabilmente, la prima associazione ad occuparsi di violenza domestica. Fondato da Gabriella Carnieri Moscatelli.

Le donne che si rivolgono al Telefono rosa hanno, quasi tutte, dei figli.

Le operatrici aiutano le utenti a trovare lavoro, anche se non hanno mai lavorato. Fanno in modo che possano ricostruirsi una vita. E sono tutte volontarie.

In più, le avvocate seguono le utenti in tribunale avvalendosi del gratuito patrocinio dello Stato di cui si può usufruire soltanto in particolari condizioni di reddito dell’assistito.”

 

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