Ginnastica per la mente. Serve davvero?

Come qualsiasi attività, anche allenare la mente non può fare male, ma dati certi su risultati specifici, gli scienziati ancora non li hanno. Come leggiamo in un articolo del New York Times pare che, data la plasticità del cervello, questo possa rimanere attivo e riorganizzarsi anche grazie all’esercizio cognitivo al quale lo sottoponiamo. Il Boston Globe illustra un altro studio: il Nun Study, realizzato con monache cattoliche americane, pare dimostrare che le religiose che da giovani scrivono, impegnandosi in una prosa densa di idee e ricca sotto il profilo grammaticale, in vecchiaia non mostrano sintomi dell’Alzheimer, anche se ne fossero affette.

Esiste poi abbiamo un altro tipo di esercizio mentale che è quello della creatività. Si sa che per il lavoro creativo sono necessarie una buona funzionalità mentale e discreta intelligenza ma ciò non è detto coincida con l’essere creativo. Per mantenere e migliorare la creatività bisogna lavorare sulle facoltà cognitive. Lo Psychology Today spiega che il potenziale creativo dipende solo per il 10% dalla componente genetica individuale. È invece importante l’apertura alle esperienze. Per questo sono fondamentali gli stimoli nuovi ed esterni, come viaggiare, andare al cinema e leggere libri.

La ginnastica per la mente è utile e serve se ci si rende attivi fin da giovani. D’altra parte si sa che le persone anziane non sono tutte nelle stesse condizioni di salute e chi da giovane ha svolto più attività intellettuali, molto spesso è più lucido e ha meno problemi di chi nella propria vita è stato inattivo.


Foto di Nick Olejniczak, CCLicense