Matti a cottimo e i quaranta ladroni

Andrea Terracciano

“Mad pride” è un’organizzazione torinese, composta da persone che rivendicano la libertà di vivere il proprio disagio psichico senza essere per questo emarginati, sedati o rinchiusi.

In questi mesi è stata sviluppata una nuova iniziativa. Ci sono quaranta persone che hanno iniziato a fare soldi a partire dal nulla. Sembrerebbe la trama di Alì Babà e i quaranta ladroni ma in questo caso nessuno sta trafugando tesori come i famosi predoni, bensì impiegandosi in mansioni del tutto normali. Gli utenti psichiatrici del capoluogo piemontese hanno iniziato a lavorare grazie all’iniziativa della cooperativa sociale “Matti a cottimo” fondata nel 2011 da Luca Atzori e Simone Sandretti, che ha organizzato anche il Torino Mad Pride.

“Matti a cottimo” promuove l’inserimento lavorativo dei pazienti con disagio mentale, riscuotendo ottimi risultati dal punto di vista dell’occupazione lavorativa. Da due semplici impieghi di facchinaggio, la cooperativa è riuscita a posizionare un folto numero di pazienti, come addetti alla manutenzione e alla pulizia dei macchinari industriali. Hanno un sito internet ben fatto, e una pagina Facebook nella quale spiegano che stanno “cercando di costruire una rete che consenta alle persone di poter mettere in circolazione le proprie competenze perché possano trasformarsi in lavoro”. Il tutto in un’ottica precisa: dare la possibilità anche a una persona “incostante a causa del disagio psichico o sociale” di entrare nel mondo del lavoro senza passare per l’assistenzialismo. Una macchina che possa funzionare da sola e sul lungo periodo. O come lo chiamano loro, uno “stabile recipiente dell’instabilità”. Matti a cottimo ha promosso una facile e veloce strada verso la candidatura agli impieghi, aprendo un portale di ricerca professionale e offrendo così la possibilità di registrarsi per accedere all’impiego prescelto. L’ ironica intitolazione “Matti a cottimo” serba, in realtà, un vero e proprio servizio di collocamento lavorativo, al pari di molti altri servizi regionali e provinciali, dislocati in tutta Italia.

L’idea della cooperativa è di implementare le occasioni di lavoro attraverso l’estensione ad altri soci cooperanti, ma soprattutto alle aziende che volessero collaborare. La Coldiretti è una delle associazioni più importanti ad aver aderito e oltretutto a fare da patrocinante al progetto con una vasta prospettiva per i pazienti che vogliono inserirsi nel mondo dell’agricoltura e dell’allevamento. E Matti a cottimo lancia un appello a chiunque fosse interessato ad offrire lavoro a contattarli.

Andrea Terracciano