Torna la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla sui disturbi alimentari

Doppio appuntamento a Roma il 14 e 15 marzo nella Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla,  per sensibilizzare sui temi dei Disturbi Alimentari (anoressia e bulimia, Disturbi dell’Alimentazione incontrollata).

Per il quarto anno l’intera penisola si tingerà di lilla per invitare tutti a riflettere su questo tema.
In 54 città d’Italia, infatti, saranno organizzati convegni, spettacoli, proiezioni di film, presentazioni di libri e punti di diffusione di materiale informativo.

Nella capitale gli eventi in programma si svolgeranno nel Comprensorio del Santa Maria della Pietà.
Sabato 14 marzo si terrà il convegno disturbi alimentari e bisogni di cura: un confronto fra operatori e famiglie sull’offerta terapeutica dei servizi romani, dove verrano presentati i risultati di un’indagine nazionale effettuata da, Consult@noi che svolge con impegno un lavoro indispensabile nel settore e che raccoglie 21 associazioni in Italia tra le quali FENICE LAZIO Onlus. L’indagine ha verificato il grado di congruenza tra le informazioni date dalla mappa dei servizi per i DCA del Ministero della Salute e l’effettiva offerta terapeutica garantita.

 Domenica 15 marzo presso il Museo della Mente sarà allestita una mostra con i lavori realizzati dai pazienti in cura presso il Centro ASL ROMA E e alle ore 11.00 sarà presentato lo spettacolo “Studio per uno spettacolo divertente per l’anoressia” di e con Carlotta Piraino, musiche di Claudia Loddo. Uno spettacolo per dirci che l’anoressia è prima di tutto nella società e che si può “guarire”, tutti, cambiando strada.
Per l’occasione, a partire dalle ore 9.00, il Museo sarà aperto al pubblico gratuitamente.
Il Fiocchetto Lilla è il simbolo dell’impegno e della consapevolezza nei confronti di queste problematiche e rappresenta, in modo sempre più universale, la lotta ai DCA.

Vi vogliamo anche segnalare un documentario prodotto da Rai3 “Ciò che mi nutre mi distrugge”, per la regia di Ilaria De Laurentiis e Raffaele Brunetti. Il documentario è stato interamente realizzato con sedute di  terapia seguendo, nell’arco di un anno, 4 storie di persone che soffrono di disturbi alimentari.