Lo spread va su e la pillola va giù

Crisi economica e disturbi mentali. Stress, depressione e dipendenze: psicopatologie in tempo di crisi

Il futuro che appare nero ha fatto aumentare i casi di disturbo mentale. La crisi e la precarietà hanno delle ripercussioni sul nostro benessere mentale e quindi sulla nostra salute.

La maggioranza degli italiani ritiene che l’aggravarsi della crisi finanziaria abbia contribuito ad accentuare la diffusione di disturbi psichiatrici. E non è solo una percezione diffusa ma lo confermano i risultati dell’indagine “Gli italiani e l’impatto percepito della crisi sulla psiche”, condotta nel 2013 dall’ISPO di cui si è discusso al 19° congresso nazionale della Società di psicopatologia (SOPSI), intitolato Psicopatologia in tempo di crisi: stress, vulnerabilità e resilienza (Milano, 23-26 febbraio).

I dati della ricerca rivelano che nel periodo compreso tra il 2009 e il 2014 la percezione di un peggioramento della situazione economica è passata dal 53% al 62%. Una recente ricerca di Osservatorio Sanità Unisalute, compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, segnala che la metà degli italiani è sempre meno disposta a spendere per la propria salute: nell’ultimo anno ci sono state meno visite mediche; solo quelle indispensabili. Permane la percezione di estenuanti attese nel pubblico e di costi troppo elevati nel privato.

Ancora dall’indagine dell’ISPO, emergono due effetti principali della crisi: un aumento dei disturbi dell’adattamento e delle condotte di abuso da un lato e la slatentizzazione dei disturbi dell’umore dall’altro. Si rileva infatti un incremento delle patologie legate all’abuso di sostanze, dipendenza dal gioco, shopping compulsivo e working addiction, in fasce di popolazione eterogenee.

In tempo di crisi, sono stati attuati molti tagli alla sanità pubblica, provocando forti ripercussioni sulla salute fisica e mentale degli italiani. In questo senso si registra ad esempio un incremento dei suicidi. I dati parlano di circa quattromila persone che si sono tolte la vita solo nel 2013. A ulteriore conferma del collegamento tra crisi e danni alla salute anche i casi di Grecia, Spagna e Portogallo ci danno un’agghiacciante panoramica. Un’inchiesta di The Lancet mette in evidenza come in questi Paesi, dove l’austerity si è realizzata in corposi tagli alla sanità pubblica, i costi sanitari si siano riversati direttamente sulla popolazione, senza risollevare l’economia. Sono saliti i suicidi, la depressione e le malattie infettive (Aids in primis), l’alcolismo e la mortalità infantile.

Eppure il 30-40% delle persone che è esposto ad eventi traumatici non sviluppa disturbi mentali. Questo è dovuto alla resilienza, termine mutuato dalla fisica dei materiali, che indica come alcuni individui abbiano risorse personali utili a reagire positivamente agli eventi avversi, elaborando molteplici strategie di problem solving. Ciò sembra dovuto alle predisposizioni individuali e alle condizioni ambientali.

image credit Sarah LeClerc