Streghe e persecuzioni: violenza “in o di” genere?

Andrea Terracciano

La caccia alle streghe, le torture e i supplizi medievali, sembrano ripetersi tutt’oggi. È infatti di poco tempo fa, la notizia della decapitazione di due donne siriane, accusate di stregoneria a scopi medici dagli uomini del califfato dell’Isis: ritorno all’inquisizione nel 2015? Chissà, eppure nelle pergamene religiose e nei libri di storia dell’Islam una condanna per stregoneria, non si era mai registrata. Tutt’al più, persecuzioni e supplizi simili si verificarono in Europa tra il XV e il XVIII secolo, periodo in cui si scatenò una vera e propria ondata d’indagini e persecuzioni nei confronti di donne viste come diverse e “malefiche”. Insomma, fino a quando non “tornò la ragione”, solo agli inizi dell’Ottocento, le cosiddette “streghe”, credute donne possedute dal diavolo, che vivevano trastullandosi con riti magici e “orgie demoniache” vennero condannate e giustiziate. Solo nel XV secolo vennero uccise da 40 a 60 mila donne accusate di stregoneria. Nel “Malleus maleficarum”, trattato quattrocentesco in cui sono riportati tutti i temi inerenti la stregoneria, queste donne venivano descritte come possedute dal demonio e conoscitrici delle arti magiche oscure e delle arti erotiche e seduttive. “Di debole intelligenza, ciarliere, vendicative, invidiose, colleriche, volubili, smemorate, mentitrici, dai desideri insaziabili, le donne – già per il loro corpo – sono preferite per la prostituzione diabolica”.

Secondo quanto scrivono Alexander e Selesnick in Storia della psichiatria, “diveniva sempre più imperativo per la Chiesa dare l’avvio a un movimento antierotico, il che significava che le donne, lo stimolo della licenziosità degli uomini diventarono sospette. Gli impulsi disgustosi degli uomini non potevano più essere tollerati, e così furono proiettati sulle donne sotto una bandiera misogina il cui motto era: “La donna è un tempio costruito sopra una fogna”. Le donne suscitavano le passioni degli uomini, perciò dovevano essere le portatrici del demonio. Le donne psicotiche, che non sapevano controllarsi nell’esprimere le loro fantasie sessuali e i loro sentimenti sacrileghi, erano il più chiaro esempio di possessione diabolica; e nel volgersi contro di esse la chiesa fece aumentare la già crescente paura per gli alienati mentali”.
In generale le donne venivano quindi descritte come predisposte a cedere a Satana. Sempre nel Malleus si legge che “Se non ci fossero le malvagità delle donne, anche senza parlare di stregoneria, il mondo rimarrebbe spoglio d’innumerevoli pericoli”. Ovviamente anche qualsiasi tipo di diversità veniva punito come demoniaco. Nel Formicarium, il primo trattato demonologico sulla stregoneria scritto, tra il 1435 ed il 1437, dal domenicano Johann Nider si racconta di una ragazza che pur dichiarandosi donna e vergine usava vestirsi con abiti maschili. Le autorità, dopo lunga discussione circa il carattere diabolico o divino dell’insolito fenomeno, decidono a favore del rogo in quanto soluzione più adeguata.
Avremmo parlato di fatti storici del tutto archiviati nel passato, se non fosse stato per l’Isis che nella sua crudeltà di “violenza in genere” ha fatto della “caccia alle streghe” una nuova “violenza di genere”.

Andrea Terracciano