Il 2015 si è aperto e chiuso con due vere e proprie “mattanze”: gli attentati di Charlie Hebdo e la strage di Parigi. Senza dimenticare quelle causate dagli scafisti nel Mediterraneo. Attentati contro francesi, russi, statunitensi, ma anche in Medioriente e in Africa. La parola “matt-anza” ha la radice di “matto”. Ma non solo, poiché la “matt-anza”, con l’aggiunta di una “d” può divenire “matt-danza”. E penso alla scena del ballo folle che coinvolge tutte le nazioni in “guerra col terrorismo”. Vi partecipano gli Stati Uniti, dove spopola il magnate Donal Trump, che ha proposto la chiusura di internet per impedire le comunicazioni tra i jihadisti residenti in America. Erdogan, il folle ballerino turco, che danza in un equivoco assurdo, fornendo armi agli uomini del Califfo ma allo stesso tempo dichiarando guerra all’Isis. Putin è forse il danzatore più matto di tutti: ha proposto addirittura l’atomica come soluzione del conflitto in Siria. L’ultima piroetta è del califfo Al-Bagdhadi, prima dato per morto a causa di un raid aereo, ora forse a curarsi le ferite in Libia. Ma sullo sfondo della coreografia, vi sono alcuni leader europei. Sono forse il corpo principale della “matt-danza”: a innalzare barriere per vietare il passaggio dei migranti. Nella ridda internazionale delle dichiarazioni dei vari politici e delle diverse nazioni c’è solo da sperare che il turbinio si plachi e si trovi la soluzione al terrorismo e alle nefandezze che avvengono in Medioriente per mano dell’Isis. Di certo noi del popolo non godiamo della “matt-danza” né tanto meno delle mattanze.

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