Salute mentale: esordio psicotico e territorialità

Il Centro Studi e Documentazione Luigi Attenasio e Vieri Marzi, ha tra i suoi obiettivi quello di conoscere le altre realtà, rispetto alla salute mentale, sul territorio italiano. Questo il motivo per cui, a ottobre, siamo andati in visita a Grosseto.

Abbiamo avuto la possibilità di osservare un modo funzionale e innovativo di fare salute mentale, articolato in gruppi di auto mutuo aiuto, sportivi, comunità terapeutiche e realtà associative create da utenti e parenti che svolgono attività da integrare con la città. L’ambiente e le persone sono stati accoglienti e disponibili con noi e abbiamo contraccambiato con un invito a Roma. Durante l’incontro con il direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Grosseto, Giuseppe Cardamone e la sua équipe, abbiamo affrontato principalmente gli argomenti dell’esordio psicotico e della territorialità delle attività dei centri di salute mentale, come mezzi per migliorare il mondo della psichiatria.

Per esordio psicotico si intendono i primi segnali del disturbo mentale. Le conoscenze scientifiche negli ultimi due decenni hanno fatto notevoli progressi. Il passo più significativo riguarda la consolidata certezza, sostenuta da solidi studi epidemiologici, che quasi tutti i disturbi, soprattutto quelli cosiddetti gravi, insorgono spesso in modo sfumato ma progressivo, in giovane e giovanissima età (indicativamente 14-24 anni), ma vengono riconosciuti come tali e affrontati in fasi avanzate, con sintomi ormai stabilizzati e con danni spesso irreversibili. Individuare i primi segnali di una possibile patologia allo scopo di poterla prevenire o quanto meno di poterne attenuare o arginare il manifestarsi può cambiare l’evolversi della malattia e il futuro dei pazienti.

Il cervello è in cambiamento costante durante la vita. Ci sono alcune fasi della vita nelle quali avvengono radicali trasformazioni dell’architettura neurale e delle funzioni. Una di queste fasi è quella tra i 17-18 anni, che cade a metà di un periodo cruciale dello sviluppo cerebrale che inizia subito prima della pubertà e termina nella terza decade della vita. Circa la metà dei disturbi mentali che osserviamo in età adulta hanno avuto esordio prima dell’età adulta, e possono essere rilevate importanti correlazioni tra fattori ambientali e processi di sviluppo neurobiologici cerebrali. Cosa vuol dire territorialità delle attività dei centri di salute mentale? “Diventare territoriali vuol dire anche usare territori ‘normali’ fuori dall’ambito della psichiatria contaminandosi con i circuiti della normalità” ci spiega brevemente il dott. Cardamone, che sente la necessità che si crei un movimento autentico di utenti per ottenere servizi come quelli europei. Una delle dottoresse presenti ci fa l’esempio del gruppo sportivo Atleticomaremma, nato nel ’98-’99, una squadra di calcio che inizialmente svolgeva la sua attività sportiva negli spazi del Centro di Salute Mentale, ma da molti anni ormai è diventata un’entità territoriale nel senso che ha coinvolto strutture sportive della città di Grosseto. Riportando il discorso sul territorio di Roma ci sono alcuni esempi di “territorialità” anche se si potrebbe fare di più.

Per quello che mi riguarda, sono pienamente d’accordo con il dott. Cardamone, penso che ognuno di noi debba crearsi degli spazi di azione diversi da quelli offerti dai CSM o Centri Diurni per contattare la “normalità” per provare a sentirsi “normali”. Sento che questi spazi ci restituiscono un senso di libertà nello scoprire nuove realtà, di stare in un gruppo senza che nessuno sappia che sei un utente, senza la presenza degli psicologi, anche se da molti anni non sono più dei custodi asettici ma amici con cui confrontarsi.