7/04/2016 Camera dei Deputati: seminario per una salute mentale più giusta

Il 7 aprile alla Camera dei Deputati con l’iniziativa dell’on. Ezio Casati e del Presidente del gruppo parlamentare PD, Ettore Rosato, si comincia a discutere di salute mentale. La proposta di legge “181”, di cui abbiamo più volte discusso, anche con qualche asprezza, apre alla possibilità di trovare finalmente un interlocutore politico con il quale non solo mettere a fuoco il quadro scoraggiante e spesso drammatico delle pratiche in salute mentale, ma anche per cominciare a costruire una proposta che possa vedere la convergenza delle migliaia e migliaia di soggetti, singolari e collettivi, generosamente attivi  nel campo.Le ragioni di una possibile convergenza (che noi personalmente auspichiamo) sono nell’affermazione della premessa che la Legge del 1978 resta quella che è: garante fino a ora insostituibile del diritto alla cura, alla dignità, alla libertà di chiunque incorra nell’avventura del disturbo mentale.

In discussione dovranno essere le politiche di salute mentale delle singole Regioni, la proposta di un ruolo programmatore e di verifica più forte da parte del Governo centrale con l’obiettivo di ridurre il divario intollerabile, ormai, tra le organizzazioni, le culture, gli investimenti nelle diverse Regioni: venti differenti sistemi sanitari. Ingiustificabili oramai e produttori di danni irreparabili le disparate organizzazioni, i dispositivi, i riferimenti tecnici ed etici.

Una legge per una salute mentale più giusta dovrà strutturare percorsi più certi perché il diritto, affermato dalla Legge oramai più di 30 anni fa, alla cittadinanza, alla dignità, alla soggettività, alla libertà diventino fatti concreti. Certezze inderogabili.

Non occorre qui ricordare lo scempio che si va facendo di uno strumento di garanzia come il TSO, e tanto meno occorre ricordare la morte di Andrea Soldi e le violenze subite e che continuano a subire tanti altri in ragione di una concezione oramai radicata del TSO come difesa dalla “pericolosità”, come affermazione di un confronto muscolare, come giustificazione della liceità della cattura, come negazione di ogni sensata e umana negoziazione, accoglienza, comprensione.

Non potrà eludere il problema della contenzione, dell’elettroshock, delle così dette strutture residenziali affollate che si aprono al nostro sguardo solo attraverso l’obiettivo delle telecamere della Guardia di Finanza o delle Forze dell’Ordine.

Dovrà certamente considerare la relazione finale della Commissione parlamentare sull’efficienza e efficacia del servizio sanitario, specie nelle parti in cui denuncia gli orari di apertura ridotti al minimo nei CSM e la mancanza di una reale rete di accoglienza territoriale.

Certamente dovrà, come quella relazione suggerisce, porsi il problema del CSM aperto 24h, 7 giorni su 7, e interrogarsi di conseguenza sull’affollamento dei Diagnosi e Cura con le porte blindate.

La chiusura degli OPG dovrà interrogare i legislatori per avviare un percorso che possa riarticolare, all’interno del diritto per tutti, reali percorsi di cura in una integrazione sensata con i Servizi di salute mentale.

Soprattutto bisognerà interrogarsi sullo sproposito di risorse bruciate per il mantenimento dei luoghi della cronificazione e dell’annientamento. Più dei due terzi delle risorse per la salute mentale in quasi tutte le Regioni vengono collocate senza tempo e senza verifiche per il mantenimento delle strutture residenziali.

Avevamo già, all’atto della presentazione in Parlamento della legge 2233, espresso le nostre congratulazioni a Renzo De Stefani anche se continuiamo a pensare, allora come oggi, che quella legge va riempita di significati, di standards e passaggi più forti che in quell’articolato non si ritrovano.

L’impegno e la perseverazione di Parole Ritrovate hanno portato in ogni caso a un importante traguardo. Lontani ora dalle discussioni accese, dobbiamo prenderne atto tutti.

Speriamo che il seminario cominci sotto i migliori auspici e che avvii un cammino che certo non sarà facile e non potrà che vedere coinvolti tutti quelli che hanno a cuore le sorti della salute mentale.

PS: chi potrà essere a Roma per il 7, farà bene a partecipare al seminario (vedi il programma).

Per accreditarsi e così evitare la file all’ingresso, è necessario inviare una mail all’indirizzo

pd.relazioniesterne@camera.it

con i seguenti dati:

  • Nome Cognome
  • Luogo e data di nascita
  • Luogo di residenza

All’ingresso occorre avere un documento di riconoscimento valido e per gli uomini è d’obbligo la giacca.

Nella stessa mail si possono mettere più nomi. Per entrare alla Camera   occorrerà comunque del tempo, per cui, è opportuno arrivare con un certo anticipo