Quando la rete è una trappola: web dipendenze

Sono tanti i problemi che possono intervenire in età critiche dello sviluppo per chi sin da piccolo viene “catturato” dalla rete: da disfunzioni della sfera cognitiva e comportamentale a problemi di vista e di postura, fino a vere e proprie patologie psichiatriche. Per aiutare chi fin da piccolo diventa preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie – da smartphone a tablet e pc – con conseguenti rischi sul fronte dello sviluppo sta per aprire i battenti al Policlinico A. Gemelli di Roma il Centro Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia da web. L’intento è quello di essere un buon esempio di presidio clinico multidisciplinare mediante un modello di intervento condiviso tra Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile e Pediatria.

“Il Centro, il primo in Italia che integra discipline diverse nello stesso percorso clinico, nasce dalla collaborazione tra l’Area Neuroscienze e l’Area Pediatrica del Policlinico Gemelli, per la presa in carico di un numero crescente di patologie legate alla grande diffusione di internet e delle applicazioni digitali”, ha spiegato, nel corso della presentazione del Centro. il Prof. Federico Tonioni, Istituto di Psichiatria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Responsabile dell’Area delle Dipendenze da Sostanze e delle Dipendenze Comportamentali – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli.Per i bambini e gli adolescenti un uso disfunzionale del tempo passato online può innescare distorsioni nei processi di costruzione dell’identità e dell’immagine personale correlate a nuovi fenomeni dissociativi, portando alla dipendenza patologica e a segnali crescenti di ritiro sociale, con aspetti sovrapponibili al fenomeno giapponese Hikikomori”. “Allo stesso modo”, ha proseguito Tonioni, “le trasformazioni neurocognitive, conseguenti a un modo diverso di interagire con la realtà aprono dinamiche nuove nella clinica e nella riabilitazione dei disturbi dell’apprendimento e di quelli legati all’area neurologica”. Bambini troppo esposti alla rete possono presentare diversi tipi di patologie neuropsichiche, ma anche di tipo prettamente fisico. La permanenza eccessiva davanti a pc, smartphone e consolle digitali, infatti, può avere conseguenze sullo sviluppo e il sano funzionamento del corpo, intervenendo negativamente sulla vista, sulla postura e indirettamente anche sull’obesità infantile.

“La Pediatria sta cambiando radicalmente e deve sempre più occuparsi di problematiche una volta sconosciute, ma che sempre più hanno risvolti sociali e comportamentali.”, ha poi affermato il Prof. Pietro Ferrara, Istituto di Clinica pediatrica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Referente Nazionale per maltrattamento e abuso della Società Italiana di Pediatria A preoccupare è soprattutto “la volontaria reclusione di bambini e adolescenti di oggi che, come avverte anche l’Accademia Americana di Pediatria, trascorrono in media circa 7 ore al giorno davanti a TV, computer, cellulari e altri dispositivi elettronici, a dispetto delle 2-3 ore giornaliere consigliate”, ha detto Ferrara. “Dati simili sono emersi anche in Italia da recenti indagini sulle abitudini di bambini e adolescenti. La facile accessibilità, il superamento dei normali vincoli spazio-temporali e l’anonimato tipici del mondo digitale rappresentano infatti un’alternativa allettante alla realtà, offrendo esperienze sensoriali e relazionali nuove”. Ma non per questo segno di progresso ed esenti da rischi. Anzi.

“Per il modo in cui è stato ideato”, ha concluso il Prof. Eugenio Mercuri, moderatore dell’incontro e Direttore dell’Istituto di Psichiatria e Direttore dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile – Fondazione  Policlinico Universitario  A. Gemelli “il Centro rappresenterà un’esperienza pilota in grado di affrontare il problema delle dipendenze da rete a 360 gradi, riuscendo a coprire non solo gli elementi psicologici legati alla dipendenza ma anche le ripercussioni a livello fisico e cognitivo. Per la prima volta si offrirà una presa in carico completa aiutando i ragazzi e le loro famiglie nell’affrontare tutte queste problematiche”.

Al nuovo Centro afferiranno tre Ambulatori: l’Ambulatorio per la Dipendenza da Internet e Cura-Prevenzione Cyber bullismo, collocato presso i locali dell’UOC di Consultazione Psichiatrica del Gemelli che già oggi si occupa di attività clinica ambulatoriale con adolescenti che presentano ritiro sociale, dipendenza da Internet e psicopatologie legate al fenomeno del cyber bullismo; l’Ambulatorio di Pediatria; Ambulatorio di Neuropsichiatria Infantile. A questi si affiancherà l’attività dei Gruppi di Riabilitazione e di Sostegno, che accolgono i pazienti e i genitori. Diverse anche le figure professionali coinvolte nel progetto, fra le quali uno psicologo per l’accoglienza, due per condurre i gruppi di riabilitazione e sostegno, tre psicoterapeuti per i colloqui individuali, oltre ai medici di riferimento.

Sarà possibile accedere al Centro prendendo appuntamento tramite l’Ambulatorio per la Dipendenza da Internet (Dott.ssa Gianna Autullo / lunedì-venerdì, ore 10-14 / tel. 0630154122), correlato con gli Ambulatori di Neuropsichiatria Infantile (Dott.ssa Daniela Chieffo / mercoledì, ore 14.30-16.30) e con gli Ambulatori di Pediatria (Dott.ssa Valentina Giorgio / mercoledì, ore 15-16.30).

Paola Sarno

Foto: Federico Morando | Flickr | CCLicense