Aiutarsi in SPDC

Il mondo di oggi ha bisogno sempre più di solidarietà e trasparenza nel far fronte alle difficoltà dei più deboli. Per fare ciò l’unica strada è la creazione di strutture che riescano ad interagire con il mondo della sofferenza ed in modo particolare con il disagio mentale.
Ormai sono circa dodici anni che convivo con la “schizofrenia” e l’esperienza che ho acquisito con due ricoveri, anni di medicinali e strutture che ho frequentato, mi hanno permesso di avere una certa conoscenza di ciò che prova colui che è affetto da questo tipo di disagio e deve affrontare la quotidianità.

Un’esperienza vissuta, all’inizio della malattia, che voglio raccontare, è ciò che mi è capitato nel mio primo ricovero presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Ospedale S. Eugenio di Roma. Nella stanza dell’ospedale dove risiedevo in quel periodo, misero insieme a me un ragazzo molto violento. Inizialmente pensavo che la cosa fosse stata fatta senza alcun criterio, ma col passare dei giorni mi sono accorto che invece era stata studiata per un fine terapeutico.

Infatti una persona come me, che aveva tentato il suicidio (quindi violento verso se stesso) veniva a confrontarsi quotidianamente con una persona di indole opposta (violenta verso gli altri). Il tempo ha fatto si che le due tipologie di violenza si annullassero. Quel ragazzo ed io siamo stati dimessi dall’ospedale nello stesso giorno.

Alla luce di quanto sopra detto, è necessario che la famiglia del disagiato sia seguita da strutture e non abbandonata a se stessa: per fare ciò è necessario che la politica riversi più risorse per la corretta assistenza e preparazione degli operatori e delle strutture che si interessano al problema del disagio psichiatrico, dai casi più semplici a quelli più complessi (vedi TSO). La concretizzazione di tutto ciò permetterebbe il non verificarsi di episodi di malasanità che sono stati alla ribalta della cronaca (vedi maltrattamenti a persone inermi con malattie mentali importanti perpetrati da personale inadeguato alle funzioni per le quali dovrebbe essere predisposto). Sarebbe auspicabile, infine, che il paziente psichiatrico sia accompagnato nel quotidiano da strutture tipo Centro Diurno oppure da Cooperative Sociali che ne permettano l’inserimento lavorativo, fornendo servizi utili alla comunità.

Roberto Rueca

Foto: Ian Livesey | Flickr | CCLicense