Siamo gente di Larghe Vedute – Storie dalle Radio #2

Le nuove storie dalle Radio della Salute della Mente di Larghe Vedute. Dopo la prima puntata della scorsa settimana, ora è il turno di Radio Fuori Onda e Radio Fragola.

Radio Fuori Onda, Roma

Radio Fuori Onda è un progetto nato nel 2006 dall’Associazione FuoriOnda, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma C. Un luogo dove prima che utenti, operatori o psicologi, si è persone che vogliono esprimersi. Nel corso degli anni la web radio si è occupata di diversi argomenti riguardanti la salute mentale, ma ha anche seguito l’attualità, la cultura, lo sport sempre con un occhio sulla disabilità. Il tutto insieme a tanta musica.

I contenuti, a volte detti con affanno, altre volte sussurrati, derivano dalla genuina volontà di esprimersi e dire le ‘proprie’ verità, rappresentare la propria identità e far conoscere un altro punto di vista. Inizialmente la radio si svolgeva all’interno della comunità terapeutica di San Paolo, poi ha cominciato a trasmettere all’interno del Centro di Salute Mentale; negli anni Radio Fuori Onda è cresciuta, diventando un’associazione vera e propria “dove tutti noi utenti insieme agli operatori facciamo parte del consiglio direttivo, per l’appunto, tutti uguali senza distinzione tra utenti e operatori” (Danilo, speaker della radio).  Anita, una delle speaker storiche, racconta: “fare radio è stata una scoperta: mi sono subito appassionata perché qui si lotta per i nostri diritti, si dà voce a chi non ne ha, a chi viene calpestato, deriso ed emarginato. Facendo radio ho scoperto di avere una competenza che non sapevo di avere”. Per Anita, fare radio della salute mentale significa lottare contro il pregiudizio e lo stigma ancora presenti nei confronti di chi soffre di questi disturbi: “Significa dare voce a tutte quelle persone che si trovano in questa situazione e non riescono a difendersi e a liberarsi. Significa fare capire alla gente, e soprattutto a noi stessi, che anche chi ha avuto, e ha ancora, un periodo di sofferenza può fare una vita normale, come tutti. Una vita sociale, sentimentale e lavorativa come tutte le persone così dette “normali”. Fare questo tipo di radio significa acquistare consapevolezza di noi stessi. Essere in grado di fare anche una radio, ci restituisce fiducia e ottimismo, facendoci di conseguenza superare tante nostre insicurezze.” Un’altra speaker importante, Barbara, aggiunge: “per me l’arrivo a radio Fuori Onda ha coinciso con l’inizio di una nuova socializzazione. Ha rappresentato la presa di coscienza di uno stato mentale e l’importanza di far capire quante potenzialità hanno le persone che soffrono di un disturbo psichico”.

Adriano fa parte della “vecchia leva”, quando le trasmissioni erano realizzate presso il centro diurno e la comunità di S. Paolo. Dopo un periodo di assenza, nel quale ha vissuto altre esperienze, adesso torna ad occuparsi della redazione per condividerle con chi si collega al sito. Giorgio è un giovane speaker e ha fatto da poco il suo ingresso in radio. Consiglierebbe di ascoltarla perché “si possono conoscere persone interessanti e piacevoli, ed è una delle poche radio che tratta il tema delicato e forse poco conosciuto della salute mentale”. E poi ci sono Danilo, Fabrizia, Simone….tutti coinvolti un processo complesso e sicuramente non lineare, di cambiamento, una esperienza di crescita oltre la malattia. È un processo irripetibile per ognuno di loro. In radio si assapora tutti insieme la sensazione è che “il peggio è passato”, sperimentando un modo di vivere in cui si riguadagna fiducia in sé e si sviluppano aspettative  positive. A radio Fuori Onda si scopre il valore della Resilienza, della competenza di azione e di fronteggiamento insita nella quotidiana lotta della persona per la difesa della propria Salute Mentale. E questa è la nuova fase trasformativa del concetto di Salute Mentale, la fase in cui gli utenti prendono la parola.

Tutte le puntate e i podcast sono disponibili per l’ascolto sul sito di Radio Fuori Onda e sulla pagina fb FuoriOnda Radioweb.

Radio Fragola, Trieste

Nel 1984 non vivevo a Trieste. Passavo le giornate in giardino e immaginavo di diventare un pompiere come Grisù. Parole come manicomio, salute mentale non appartenevano al vocabolario dei miei genitori. L’unica presenza costante era la voce e il suono che fuoriuscivano da una radiolina nera, sgangherata, che in cucina occupava, fiera, il posto che in tante famiglie ha la televisione. Dieci anni fa sono entrata per la prima volta nel padiglione M. Sono arrivata a Radio Fragola, con tanta curiosità, passione e una punta di narcisismo, pensando che fare una trasmissione significasse comunicare cultura. Passano i mesi ed uno si rende conto che questo è un aspetto marginale del vivere una radio comunitaria come la nostra. Qualunque cosa venga detta, suonata, fatta davanti o dietro al microfono di Radio Fragola, genera un vortice di idee, di rinnovamento, a volte irrealizzabile. A Radio Fragola persone diversissime si incontrano; fra queste c’è anche chi è stato derubato della propria individualità da malattie silenti, inaspettate e violente come il disagio psichico, ma che, attraverso Radio Fragola, riesce a fronteggiare il malessere, lottare contro l’esclusione, ed esprimere al meglio la propria personalità, ricollocandosi nel mondo come un soggetto che si esprime attraverso un gruppo.

La verità è rivoluzionaria” è la grande scritta di Ugo Guarino sul Padiglione I davanti alla nostra sede. Noi siamo dei rivoluzionari: per vocazione diamo voce agli emarginati, a chi è lontano dal circo mediatico; ci muoviamo per difendere i diritti e la libertà di espressione di tutti, perché “la libertà è terapeutica” come diceva Ugo. E noi, memori dell’insegnamento di Basaglia, non possiamo che aggiungere il nostro personale “la comunicazione è necessaria”. Radio Fragola nasce ufficialmente sull’onda delle radio libere nel 1984 nel Parco di San Giovanni, luogo di sofferenza che si era trasformato in un grande laboratorio di integrazione, civiltà e libertà. Oggi Radio Fragola fa parte di La Collina, cooperativa sociale di tipo B, e del circuito nazionale di Popolare Network e di Larghe Vedute. Continuiamo a trasmettere su due frequenze e in streaming, con oltre 50 trasmissione settimanali prodotte da un centinaio di persone dai 15 ai 70 anni. Nel palinsesto ogni giorno si alternano contenitori musicali, programmi di approfondimento culturale e sportivo, performance radiofoniche e spazi di informazione locale e nazionale.  Inclusione sociale, lotta allo stigma, aggregazione sociale ed integrazione attraverso uno spazio di comunicazione sono alcuni degli stimoli che ogni giorno ci spingono a dare il nostro meglio: perché un altro mondo è possibile.  (Lucia Vazzoler)

Foto: Freaktography | Flickr | CCLicense