“Noi siamo il Centro di Salute Mentale”

“Noi siamo il Centro di Salute Mentale” dice Giusy Gabriele Responsabile CSM P.le Tosti: “Non facciamo solo colloqui, psicoterapia e prescrizione di farmaci ma facciamo molte attività che costruiscono dirette e permettono l’inclusione. Migliorare la nostra vita è l’obiettivo, non solo quella degli utenti che vengono presso il Centro di Salute Mentale, ma anche quella di noi operatori che in questo modo ci troviamo più a nostro agio perché costruiamo delle relazioni significative con chi viene a chiederci aiuto, non esercitiamo tanto un potere ma aderiamo la nostra capacità di sentirci utili nell’aiuto. Le risorse economiche non sono molte, ma quelle stanziate per le attività riabilitative sono state messe a frutto in azioni davvero significative.”

Il gruppo giornalismo, il gruppo radio con Radio Fuori Onda, la Fermenti Band, il gruppo di mutuo-aiuto e di scrittura creativa, queste tra le attività che si svolgono nel CSM del Distretto XI della Asl Roma2. Tutte le persone che sono in cura seguono percorsi terapeutici e percorsi di risocializzazione. Le attività di risocializzazione sono molte, oltre a quelle già descritte ci sono anche i gruppi appartamento e le attività di comunicazione e giornalismo.

Riccardo: “Frequento il CSM e IL Centro Diurno, prima di arrivare qui ero sempre a casa a non fare niente. Ora posso lavorare come grafico presso il laboratorio d’informatica del Centro Diurno e fare anche altri lavori esterni alla Asl. La cosa più importante è che sto acquisendo un’autonomia abitativa grazie all’esperienza di un appartamento supportato. Vivo là, in appartamento supportato, grazie anche ad un sussidio mensile della Asl.”

“Mi chiamo Loverly James, sono sbarcato a Lampedusa dalla Libia, ho avuto un problema di disturbo bipolare, sono finito in OPG, perché mi hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Io non voglio rovinare la mia vita in OPG, ho fatto quattro anni e quattro mesi, con tante proroghe alla permanenza al manicomio. Poi sono uscito e grazie al CSM lavoro come giardiniere adesso. Sto bene e vivo da solo, ringrazio soprattutto la Dott.ssa Giusy Gabriele, responsabile del CSM ringrazio tutti.”

“ Mi chiamo Barbara, prima di arrivare al CSM ho trascorso un lungo periodo dentro casa, mi ero rinchiusa, non uscivo mai, ero sempre da sola. Sono entrata in cura al centro di salute mentale e grazie al supporto delle attività che vengono fatte al suo interno ho ricominciato ad uscire di casa. Adesso lavoro presso il centro studi e documentazione presso il centro di salute mentale. Oltre a questo frequento altre due attività che sono Radio Fuori Onda e il gruppo di giornalismo con la pubblicazione della rivista 180gradi, l’altra faccia dell’informazione.”

Anonima: “Salve, sono stata raggiunta in una Roulotte, sono affetta da una malattia rara e vittima d’infiltrazione mafiosa con abusi in seguito ad una causa di lavoro. Ho trovato assistenza anche per una soluzione alloggiava alternativa che pago con sussidio. Ricevo assistenza psicologica e assistenza psichiatrica.”

“ Mi chiamo Alessandra, prima ero depressa e ora grazie al CSM e alla psicoterapia ho ripreso a dipingere

“Mi chiamo Gaia, sono entrata in questo CSM che avevo davvero bisogno di un aiuto sostanziale e mi è stato dato, sia con cure psichiatriche che psicologiche. Entrando qui sono stata individuata come musicista e mi è stata data la possibilità di gestire un gruppo musica, quindi di rendermi anche molto utile in un momento difficile della mia vita. Sotto le mie mani è nato un gruppo musicale molto bello, grazie anche all’associazione 180 Amici. Ringrazio il CSM per questa possibilità e soprattutto per l’amicizia con cui sono stata accolta dai ragazzi. Mi vergognavo all’inizio di dire loro che sono stata male, sai come figura di guida poteva sembrare brutto, invece credo sinceramente che grazie a loro sono guarita ancora di più di come potevo guarire. Credo di essere un classico esempio di cura effettuata e riuscita… speriamo!”

Anonimo2: “Sono un ragazzo che ha attraversato un mare in tempesta, una vera e propria tempesta mentale. Dopo due ricoveri sono arrivato alla corte del CSM. Da circa un anno a questa parte la tempera ha iniziato via via a placarsi, grazie all’aiuto terapeutico della Dott.ssa Morigine e della stessa Dott.ssa Gabriele. Spero di continuare così su questa strada, ringrazio tutti gli operatori del CSM.”

“Ciao sono Daniel, sono stato molto male per tanto tempo e ancora non sono guarito del tutto, però grazie al Centro Diurno e al CSM dal quale sono in cura, ho fatto molte attività, come partecipare ad un gruppo musicale, con il quale faccio pianoforte e faccio concerti. Ho ripreso a suonare dopo tanto tempo a causa della malattia. Ho ricominciato a fare sport, vincendo due coppe di calcetto, anche quello avevo interrotto a causa della malattia. E ho avuto la possibilità unica di fare due missioni in Africa nelle quali ho conosciuto un mondo molto diverso dal nostro, ho avuto uno scambio culturale completo di 18 giorni. Ho fatto anche praticantato per due anni, ora ho quasi finito. Mi auguro che questi servizi non manchino mai perché senza di loro non saprei proprio come fare, ritornerei ad essere malato e quindi spero che non mi mancheranno mai queste persone intorno, senza di loro sarei perso.”

“Ciao sono Anita, frequento il CSM da una decina d’anni, prima di frequentare il CSM avevo attacchi d’ansia più forti di adesso, mi sentivo goffa, incapace e non utile, non all’altezza in tante situazioni. Da quando ho iniziato a frequentare, come frequento, tante attività qua al CSM, come la speaker radiofonica, le attività di giornalismo e di scrittura, ho cominciato a sentirmi utile, a conquistare sicurezza e a gestire di più l’ansia. Quello che mi piace di più della radio è che si lotta per degli obiettivi e degli aspetti fondamentali della salute mentale”.

“Mi chiamo Emilia, ho 43 anni e vengo da lontano. Quando i dottori parlavano con me, mi facevano sempre due domande, che ancora oggi risuonano nella mia mente e porto con me: come stai? E cosa stai facendo della tua vita? Questa sono le cose più importanti. E adesso che non sono più in comunità, che sono passata attraverso una casa famiglia e che adesso vivo per conto mio, queste domande io le porto con me! E’ come guardarsi allo specchio ed essere franche con se stessi. Adesso che vivo da sola e che lavoro per una cooperativa sociale che si occupa anche d’inserimento di persone disabili come me. Mi trovo abbastanza bene, sono soddisfatta, ci sono tante cose da imparare, però piano piano imparerò… E sono contenta! Nel mio piccolo gestisco la mia vita, la mia casa, ho anche un cagnolino e mi prendo le mie responsabilità: pagare l’affitto, pagare il condominio, pagare le bollette, il mio mangiare, il vestire, pensare al cane.. Eh! Le spese ci sono, le spese per le medicine, perché alcune non le passano… Però sono contenta! Quando mi si chiede come stai? Sto bene… Non posso lamentarmi, dico la verità.”