Gaia e fermenti

                                                         (Di come un maestro di musica trova le sue mutande per terra mentre distribuisce le parti al gruppo)

Prendete un concerto che vi tiene fuori tutta la giornata e da bravi maestrini precisi mettetenello zaino le mutande di ricambio, giusto se vi prende lo sfizio di cambiarvi poco prima disalire sul palco.Prendete lo zaino e portatelo in giro per un mese riempiendolo di bollette da pagare,volantini di svuotacantine e pizze a domicilio varie.Continuate a riempirlo di fascicoli di parti concerto per concerto, di settimana in settimana.Tutta quella roba piccola che si è depositata in un mese sul fondo (cacciaviti, foglispiegazzati alla rinfusa, una spazzola, un rossetto, del tabacco, una torcia, una merendinaavvizzita, una bottiglietta vuota, la terra di sole), può decidere di tradirvi.Ed ecco che l’ha fatto venerdì scorso. Apro lo zaino, estraggo dei fogli e“Forza ragazzi, prendete i fogli che vi ho portato”.Poi vado verso il pianoforte e scivolo su una specie di gatto morto.Non cado, mi ricompongo e guardo cos’è.Le.Mie.Mutande.3 lunghissimi secondi di silenzio.“Oddìo, ma queste sono le mie mutande! Ma com’è possibile? Ma come ci sono finite???”(tra l’altro meno male che erano pulite)Giorgio mi guarda e mi dice “non ti preoccupare, l’ho visto solo io”Sguardo d’intesa.Fortuna che quando faccio qualcosa ufficialmente da maestrina la band non mi si caga.

Gaia Possenti