Scuola, sostegno agli alunni disabili: la carenza cronica di docenti specializzati

Nel mondo scolastico italiano imperversano molti problemi. Basti pensare ai casi di decadente edilizia scolastica, al bullismo e al cyberbullismo, agli insegnanti sottopagati e precari, all’accessibilità agli asili con numeri che non consentono di rispondere alla domanda delle famiglie. Tra tutti questi “malanni”, la scuola e le istituzioni politiche sono chiamate ad affrontare con concretezza anche il sensibile problema della mancanza di docenti di sostegno per gli studenti disabili.

Il Fatto quotidiano riporta un po’ di statistiche logistiche e storie sul sistema del sostegno scolastico. I numeri dicono che, negli ultimi quindici anni, i docenti di sostegno sono aumentati: dai 65.615 del 2001 ai 124.572 del 2016. Allo stesso tempo, però, sono aumentati anche gli alunni che necessitano di questa categoria di maestri e professori (8.000 in più solo quest’anno). Le scuole del Nord sono quelle che hanno maggior bisogno di insegnanti di sostegno specializzati e i presidi nel far fronte al problema si arrabattano alla meglio toppando i buchi con supplenti e insegnanti comuni.

Alla base di questo arrangiarsi ci sono la carenza cronica di docenti specializzati e le continue deroghe del governo ai supplenti (delle 28.000 di quest’anno, solo 5000 sono per gli insegnanti di sostegno). In più, le deroghe alle supplenze hanno bloccato l’attivazione di un nuovo corso di tirocinio formativo attivo per gli insegnanti e comportano per gli studenti il disagio del continuo cambio di professori ogni anno. Tutto ciò avviene nonostante vi siano circa 15.000 insegnanti di sostegno precari distribuiti in gran parte nelle regioni meridionali.

In tale situazione, cosa potrebbe fare il governo?

Una soluzione a questi dati problematici potrebbe essere la redistribuzione degli insegnanti precari con l’immissione in ruolo e l’aumento della spesa pubblica in tal senso. Si potrebbe anche incentivare i giovani laureati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili con incentivi economici o un sistema di premialità specifico.

Foto di Radjaïdjah (CC BY-NC-ND 2.0)