A caccia di storie sul verde del Natale

Tante persone a Natale si sbizzarriscono ad addobbare casa con piante, erbe e l’immancabile albero di Natale. Agrifoglio e vischio sono sicuramente tra le decorazioni più diffuse, ma quanti di noi conoscono le loro proprietà, il loro significato e la loro storia?

Agrifoglio

Il nome originale latino è ilex aquifolium L. che gli ha attribuito Linneo, colui che la catalogò per primo. Fa parte della famiglia delle aquifoliacee ed è possibile trovarla sui Monti Cimini. Raggiunge l’altezza di 3 metri. Per le sue proprietà l’agrifoglio può curare la bronchite, diarrea e febbre.

La nota principale di questa pianta è che si regala per augurare un felice anno nuovo. L’agrifoglio è una pianta magica fin da prima dell’avvento del Natale cristiano, si dice infatti che proteggesse dai demoni. I suoi primi utilizzi risalgono all’Irlanda, dove anche le famiglie più povere potevano permettersi di utilizzarlo per decorare le proprie abitazioni.

Prima dei Cristiani troviamo storie legate all’agrifoglio già nella cultura pagana. I Pagani celebravano la rinascita del sole al solstizio d’inverno inscenando la rinnovata ascesa del sole in cielo come una battaglia tra la quercia estiva e, appunto, l’agrifoglio invernale. Le rosse bacche dell’agrifoglio rappresentavano la fertilità durante la profonda oscurità invernale, una promessa di ritorno di luce e calore.

Con l’avvento del cristianesimo all’agrifoglio furono attribuiti nuovi significati. Così secondo la nuova tradizione, la struttura della foglia ricorderebbe la corona di spine di Gesù Cristo e i frutti rossi il suo sangue. Inoltre i boccioli bianchi sarebbero immagine della purezza della Madonna. Si dice inoltre che le bacche dell’agrifoglio derivassero dal sangue coagulato di un pastore che nel recare doni a Gesù si era ferito con le foglie pungenti della pianta.

Vischio

Il nome originale latino è viscum album L. e anche in questo caso deriva da Linneo. Fa parte della famiglia delle lorantacee ed è una pianta parassita che cresce sugli alberi. Le sue proprietà curative possono aiutare a contrastare geloni, ipertensione, nervi, tosse e in generale a favore della circolazione del sangue. Oggi tra è le medicine alternative ed è utilizzata per le proprietà antitumorali.

La storia del vischio risale a quanto i Druidi la usavano nelle cerimonie purificatrici staccandola con un falcetto d’oro per donarla in augurio di fertilità. Si usa regalarla a Capodanno. Al Vischio sono riconducibili legende e tradizioni molto antiche: per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano “oloaiacet”, era, assieme alla quercia, considerato pianta sacra e dono degli dei; secondo una legenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie e continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio. È infatti diffusa l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami.

Il succo delle bacche veniva usato per preparare colle: a questo uso fanno riferimento alcuni modi di dire entrati nel linguaggio corrente, può essere “vischiosa” una sostanza attaccaticcia o una persona particolarmente tediosa, mentre non è gradevole rimanere “invischiati” in certe situazioni.

Abete – Pino Silvestre

Il nome originale in latino è pinus silvestris L. (Linneo). Fa parte della famiglia delle abietacee ed è diffuso in tutta Italia dagli 800 ai 2100 m. Cura l’asma, la bronchite, i capelli, la cistite, la gotta, la raucedine e i reumatismi.

La maggioranza delle tradizioni legate all’albero di Natale non ha radici cristiane, che ha invece una simbologia legata vita da tutte le culture. Per i Celti l’albero diventa un mezzo per celebrare il “culto della luce” nel giorno del solstizio d’inverno, la nostra Notte di Santa Lucia, la notte più lunga dell’anno. Prima di utilizzare le palle colorate che oggi noi conosciamo si adoperavano i frutti e i dolci che posti sopra i rami simboleggiavano la venuta della primavera dopo l’inverno che si perpetua attraverso un albero che resiste al cambio delle stagioni, come l’abete appunto che è sempreverde.

L’abete è associato al Natale in tutto il mondo. La sua forma è considerata una metafora a raggiungere il divino, perciò diventa il simbolo di un tramite tra Dio e la Terra. Nella tradizione cristiana si racconta anche che la croce di Cristo fosse fatta appunto di legno di Abete.

 

Foto di Maritè Toledo  (CC BY-NC-ND 2.0)