Le meraviglie delle Necropoli di Cerveteri e Tarquinia 

Continua il nostro viaggio nella cultura con tutte le sue meraviglie e le sue particolarità. Questa volta raggiungiamo nuovamente l’alto Lazio, entrando nelle Necropoli di Cerveteri e Tarquinia.

Entrando in entrambe le Necropoli si provano calma e rilassamento, nonostante si tratti di cimiteri che, di solito, provocano angoscia e tristezza. Si tratta di una lunga passeggiata, attraverso un percorso nel verde ricco di alberi, soprattutto pini marittimi e cipressi, che porta alle tombe. Ai lati alcune hanno la forma di tumolo con ricopertura di cucuzzolo erboso, si tratta di tombe di una forma molto particolare e originale, in piena sintonia con la natura. In queste Necropoli troviamo delle sepolture molto diverse tra loro ma tutte molto interessanti. In quella di Cerveteri c’è anche la presenza di una guida che ti segue lungo tutto il cammino e ti fa conoscere tutti i particolari di queste tombe, soprattutto con l’ausilio di commenti registrati di Piero Angela.

La bellezza e la particolarità di queste immagini è che attraverso di esse si riesce a entrare nel vivo della storia. Vengono proiettate anche immagini in 3D nei vari punti della tomba al momento della spiegazione, in più la guida è a disposizione di chiunque voglia e abbia bisogno di ulteriori spiegazioni e anche per aiutare a capire aspetti che, magari, non risultano chiari. In questo modo il visitatore conosce la storia del defunto, la sua vita e la sua classe sociale, aspetto non di poco conto, dato che si riesce a captare molto bene in queste tombe etrusche la differenza di trattamento che si aveva anche dopo morti, oltre che già da vivi.

Infatti, sono presenti tombe di famiglie nobili e non, ed è molto interessante vedere come i due mondi abbiano un’impostazione molto diversa. Un chiaro esempio sono i giacigli in cui venivano deposti i defunti. Per le famiglie povere, e comunque quelle di poco conto, erano piccoli, molto semplici e con nessuna particolarità. Quelli dei nobili erano invece molto più spaziosi e più eleganti. Inoltre, per i ricchi c’era una cura particolare, anche nel riposo eterno, e grande attenzione a ogni minimo particolare, mentre per tutti gli altri il trattamento era decisamente spartano. Una visita molto suggestiva ed emozionante che sicuramente lascia qualcosa al visitatore, sia dal punto di vista della storia sia dal punto di vista dell’informazione.

Ed è un modo, molto originale, per arricchire la propria cultura. A Tarquinia le tombe hanno forma di casetta, con delle scalette interne, in discesa, che portano in ambienti ricchi di meraviglie uniche, visibili attraverso grate perché si tratta di sepolture dipinte. Ognuna ha la sua storia e in tutte è rappresentata una particolarità, o una caratteristica della vita aristocratica di questo popolo. Troviamo rappresentati banchetti, feste, giochi e l’abbigliamento sia maschile sia femminile, oltre a personaggi importanti, e le loro gesta. Si tratta di rappresentazioni molto affascinanti e attraenti nelle quali si può capire la filosofia di vita di questo popolo. Queste opere sono così uniche e particolari che l’arte figurativa della Necropoli di Tarquinia è considerata il primo capitolo della storia della pittura Italiana, come la definisce il padre dell’etruscologia, Pallottino.

Inoltre c’è da dire che questa forma di arte è diffusa anche altrove nell’Etruria, ma solo qui la testimonianza è di così ampia portata, con decorazioni molte deliziose e delicate, eleganti omaggi artistici ai defunti o a eventi che li riguardano. Queste fanno da cornici alle immagini e sono realizzate con figure vegetali e naturali come i fiori, o con forme geometriche, lavorate e curate nei minimi particolari, o con ornamenti vari molto fantasiosi che non lasciano indifferenti.

Due Necropoli diverse ma entrambe piene di fascino e particolarità, molto diverse tra loro ma che vale la pena di andare a visitare almeno una volta nella vita.

 

Foto di Luca Cerabona | Flickr | CCLicense