Verso la legalizzazione?

Legalizzare tutto il flusso di cannabis in Italia sembra un’impresa quasi impossibile. Eppure molti parlamentari di diverse frange della politica italiana hanno intrapreso un percorso legislativo che potrebbe finalmente dare una regolamentazione al grande mercato nero della marijuana da consumo ricreativo.

Un mercato vasto, i cui numeri sono riportati sul sito dell’intergruppo parlamentare cannabis creato appositamente per illustrare tutti i “pro” di una possibile legalizzazione della marijuana: 13 milioni di italiani hanno fatto uso di cannabis nella propria vita, 4 milioni di italiani la consumano ogni anno, 147 tonnellate vengono sequestrate ogni anno alle mafie che lucrano ben 12 miliardi di euro l’anno attraverso la vendita di questo prodotto. I sondaggi pubblicati nel sito, rispetto all’opinione degli italiani in merito alla legalizzazione della cannabis tendono tutti verso una volontà favorevole a questa proposta parlamentare. Uno dei fattori che spinge le persone a stare dalla parte della legalizzazione è proprio il commercio nero delle mafie che lucrano e speculano sul consumo di marijuana.

La proposta di legge contempla regole per la produzione e il consumo personale, prevedendo l’apertura di Cannabis Social Club. Questi ultimi sono costituiti in forma associativa e non possono comprendere più di 50 consumatori e non più di 5 piante per associato. Si tratterebbe in ogni caso di mini associazioni da registrare all’ufficio regionale dei monopoli competente per territorialità. Altro cavillo di legge che interessa questa proposta parlamentare è senza dubbio descritto dal paragrafo del sito che titola “Se fumi, non guidi”. È chiaro che come l’alcol anche la cannabis potrebbe comportare, per una persona che la consuma, un’alterazione della concentrazione alla guida di un’auto o di qualsiasi altro mezzo di trasporto, dopo averne fatto uso. Il dettaglio da definire è sicuramente la tecnica di controllo dell’effetto della cannabis su un guidatore.

Nel sito dell’intergruppo parlamentare non è esplicitata alcuna menzione sulla produzione e l’uso di hashish, una sostanza derivata dalla canapa che assunta sotto forma di fumo ha effetti psicoattivi. L’assenza di questo termine nel sito e nella proposta di legge lascerebbe un buco legislativo, perché l’hashish è senza dubbio molto consumato in Italia. La parte di popolazione più sensibile alla legalizzazione della cannabis non può trascurare i pochi aspetti non chiari della proposta di legge.