Gli usi della canapa

In Italia, fino agli anni 30, eravamo dietro la Russia i secondi produttori per quantità e i primi per qualità della Cannabis Sativa, la varietà per utilizzo industriale più dominante di canapa con un contenuto di thc inferiore allo 0,2%. Il thc è il principio attivo responsabile delle proprietà curative e degli effetti psicoattivi, maggiormente presente nella canapa indica (marijuana e hashish). Oggi la coltivazione della canapa industriale è proibita salvo deroghe, perché non è distinguibile dalla canapa indiana. Eppure una maggiore coltivazione della canapa per uso industriale sarebbe auspicabile per promuovere un equilibrio ambientale e un’economia sostenibile.

I settori industriali dove la canapa è utilizzata e dove si è sviluppato un indotto economico relativo sono i seguenti.

Settore alimentare

La canapa è utilizzata perché è il seme più nutriente che ci sia, è alimento protettivo specialmente il suo olio, dato che contiene proteine al 20/25% e 9 amminoacidi essenziali, l’omega 6 e l’omega 3. Il suo consumo nel cibo aiuta anche il sistema immunitario e fa abbassare il colesterolo. Inoltre dagli stessi semi si ricavano farine con cui realizzare dolci e pasta. Fiori e foglie sono invece utilizzate per aromatizzare e decorare le pietanze.

Settore cartario

La canapa si usava per produrre la carta già duemila anni fa, adesso solo il 5% della carta mondiale è di canapa o lino. Agli albori la canapa venne usata da Gutenberg per stampare la prima copia della Bibbia, la Costituzione Americana e quella Francese. La cellulosa presente in un ettaro di canapa è pari a quella di 4 ettari di foresta, da qui il vantaggio economico ed ambientale di produrre la carta con la canapa. Non di meno è l’imponente spreco di sostanze chimiche inquinanti per sciogliere il legno.

Settore dei bio carburanti

Fino al 1800 l’olio di canapa serviva come combustibile per le lampade. Quello realizzato con la canapa è un combustibile puro, rinnovabile e a bassissimo impatto ambientale, simile all’etanolo, un prodotto delle biomasse su oggi nel mondo si investe molto.

Settore tessile

La canapa è utile per produrre tessuti usati per l’abbigliamento, l’arredamento, la produzione di corde e tappeti. La sua caratteristica è di rimanere fresca d’estate e calda in inverno ma sono rilevanti anche le sue proprietà antibatteriche e antifungine, dato che è in grado di assorbire l’umidità del corpo. Inoltre è resistente all’usura perché è tre volte più resistente agli strappi rispetto al cotone. Il cotone tra l’altro resta probabilmente il più grande inquinante del pianeta perché esige il 25% di pesticidi, nonostante sia nel 3% dei terreni agricoli e richiede il doppio dell’acqua rispetto alla canapa. Quello che manca tuttavia per implementare questo settore è incentivare trasformatori e produttori.

Cosmetica

Grazie all’olio omega 3 e 6 e all’elevata presenza dell’acido y-linolenico, fa si che abbia un ruolo importante nella fisiologia e fisiopatologia della pelle. Grazie ai tocoferoli la canapa è anche un potente antiossidante naturale, mentre la vitamina E combatte l’invecchiamento precoce. I suoi grassi acidi gli permettono di avere proprietà antinfiammatorie e rigeneranti combattendo l’eczema. Alcune pubblicazioni dicono inoltre che è in grado di combattere psoriasi e xerosi. Aiuta la cura di cicatrici ed è un anti-aging naturale per il buono stato di salute della pelle.

Applicazioni antibatteriche

In America, nel Colorado, la canapa è usata per combattere la diffusione delle infezioni da stafilococco negli ospedali. Il motivo è il suo tessuto antibatterico, dove i batteri non sopravvivono.

Foto: Francesca Ruggieri| 180gradi.org | CCLicense

Roberto Rueca