Parole Ostili: un progetto per combattere la violenza verbale su internet

Da diversi anni, ormai, la vita delle persone è radicalmente cambiata. Tutti nel nostro quotidiano siamo, volenti o nolenti, condizionati dalla rete, da internet e da tutto ciò che gli gira intorno. Anche i più legati al passato, inconsciamente, in qualche modo sono influenzati da questo mondo, virtuale e frenetico, che connette ormai la maggior parte delle persone.

I nuovi media, o media digitali, legati alle nuove tecnologie, come gli smartphone, si differenziano dai mediatradizionali per le caratteristiche di multimedialità e interattività hanno delle caratteristiche distintive, quali la velocità di comunicazione, la potenziale portata geografica e demografica del messaggio diffuso da un singolo utente, l’enorme potenziale di memoria a disposizione.

E attraverso i social, basati fondamentalmente sulla diffusione di immagini, parole ed esperienze, si è generato un nuovo accesso all’informazione per i cittadini, in cui tutti possono facilmente diventare ‘creatori’ e ‘produttori’ di messaggi multimediali. Con il diffondersi degli smartphone e il potenziamento del web, si aperta una nuova era in cui il potere di informare si è distribuito ad un numero sempre più ampio di persone.

I social hanno quindi il grande merito di diffondere informazioni e punti di vista, ma con quale linguaggio? E quali sono le conseguenze di un linguaggio violento su internet?

Per rispondere, basta leggere le sempre più frequenti notizie di cronaca legate al cyberbullismo, così come si può notare come il dibattito pubblico tenda ad una sempre maggior polarizzazione tra punti di vista diversi e contrapposti: il dialogo viene sopraffatto da dispute violente, portate avanti dai cosiddetti ‘haters’, che tendono ad amplificare pregiudizi e ad allontanare l’attenzione dalle possibili soluzioni, per accanirsi contro ‘chi’ porta avanti un punto di vista e dimenticarsi di entrare nel merito delle questioni per trovare soluzioni condivise.

Parole ostili è progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole e si occupa proprio di questo.

Il progetto nasce infatti per educare e responsabilizzare tutte le persone su una comunicazione in rete che non sia violenta, offensiva e denigrante nei confronti di nessuno, evitando conseguenze che possono essere anche molto gravi, soprattutto per le persone più fragili e vulnerabili.

Per raggiungere questi obiettivi, sono state sviluppate diverse iniziative in collaborazione con il MIUR e con l’Università Cattolica del Sacro Cuore: da un piamo operativo per sviluppare attività strategico-formative dedicate al mondo della scuola e dell’educazione, ad attività di monitoraggio attraverso ricerche, rilevazioni e analisi, condotte dai più importanti enti di ricerca italiani e internazionali, per comprendere e studiare a fondo il fenomeno, alla creazione di un osservatorio sul dibattito politico e le modalità di conduzione delle campagne elettorali.

Le parole hanno un potere grande: danno forma al pensiero, trasmettono conoscenza, aiutano a cooperare, costruiscono visioni, incantano, guariscono e fanno innamorare. Ma le parole possono anche ferire, offendere, calunniare, ingannare, distruggere, emarginare, negando con questo l’umanità stessa di noi parlanti. Ecco perché dobbiamo usare bene e consapevolmente le parole, sia nel mondo reale sia in Rete. Se è vero che la Rete e i social network sono luoghi virtuali dove si incontrano persone reali, dobbiamo domandarci chi siamo e come vogliamo vivere e comunicare anche mentre abitiamo questi luoghi.

Il progetto (si può visitare il sito, www.paroleostili.com) promuove eventi, libri e materiali didattici per perseguire questo scopo, ed in particolare, è stato diffuso un codice etico per un uso consapevole e fruttuoso dei nuovi media, il Manifesto della comunicazione non ostile.

10 principi di stile, nati in rete per la Rete, per ridefinire il modo di stare su internet e rendere i social media un luogo sicuro, dove poter approfondire e dialogare in modo efficace e proficuo per tutti.

Ve li riportiamo:

  1. Virtuale è reale
    Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.
  2. Si è ciò che si comunica
    Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
  3. Le parole danno forma al pensiero
    Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
  4. Prima di parlare bisogna ascoltare
    Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
  5. Le parole sono un ponte
    Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
  6. Le parole hanno conseguenze
    So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
  7. Condividere è una responsabilità
    Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
  8. Le idee si possono discutere.
    Le persone si devono rispettare
    Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
  9. Gli insulti non sono argomenti
    Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
  10. Anche il silenzio comunica
    Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

Attualmente, i promotori di questa bellissima iniziativa sono circa 300. Si tratta di figure professionali, esperte nel campo della comunicazione: insegnanti, imprenditori, blogger e influencer. Il progetto collabora attivamente con scuole, università, imprese, istituzioni e associazioni.

Fondamentale la loro presenza nelle scuole dove nel programma vengono seguite delle schede didattiche con domande precise per gli alunni e dove si svolgono degli incontri in cui si spazia da Seneca e Cicerone fino a personaggi dei giorni d’oggi con cantanti come Mengoni a Fabbri Fibra.

Le domande che si trovano nelle schede vertono su argomenti svariati, per esempio sulla diversità: “Vedo bambini diversi da me?”, “Come sono fatti?”, “Siamo tutti uguali anche se diversi?” etc., etc. Oppure si propongono dei giochi di gruppo attraverso i racconti di favole. E ancora, si affronta il problema della rete come fuga dal mondo reale con diversi tipi di domande.

Il linguaggio, nel corso della nostra esistenza, è linfa vitale fin da bambini.

Pronunciamo le prime sillabe per comunicare con la mamma e attraverso la parola comunichiamo con il mondo, conosciamo le persone, costruiamo i nostri rapporti sentimentali, lavorativi e affettivi, ci leghiamo alle persone, amiamo, esprimiamo emozioni, sentimenti.

Tuttavia, le parole possono fare anche molto male: quanti casi di bullismo hanno origine in rete? E le offese omofobe o razziste? Le calunnie? Le minacce? Tutti casi in cui le parole feriscono e distruggono. Internet è uno strumento molto potente e delle regole etiche e condivise ci possono aiutare a renderlo un luogo sicuro: o meglio, un mezzo per essere veramente connessi, anche emotivamente.