Una battaglia per un bene comune - Così i cittadini difendono il verde pubblico 

Un’area verde di sei ettari e mezzo è al centro di una disputa che dura ormai da quindici anni. E’ il parco “Il Tintoretto”, a Roma, nel quartiere Ottavo Colle, dove un gruppo di cittadini porta avanti una battaglia per tutelarlo. E a tale scopo è stata costituita un’associazione.  

 

Come ci dice Enrica Nardini, vice-presidentessa dell’associazione Ottavo Colle, l’iniziativa si colloca al di fuori della contrapposizione tra partiti politici: una mobilitazione che nasce dal basso su temi vicini agli abitanti del quartiere. 

La questione riguarda l’utilizzo dell’area, intorno a cui si contrappongono le posizioni dei cittadini e del costruttore Luca Parnasi balzato alle cronache per la vicenda giudiziaria intorno al nuovo stadio della Roma. Dopo processi, ricorsi al Tar e lunghi dibattiti, la questione rimane ancora in sospeso.Vi proponiamo di seguito l’intervista a Enrica Nardini, che ci spiega il punto di vista degli abitanti e della mobilitazione. 

 

Quando è nata l’Associazione Ottavo colle? 

 

L’associazione è nata nel 2004. Noi chiedemmo al Comune uno spazio per poterci incontrare, soprattutto per anziani e persone con handicap. Il Comune però non ci è venuto incontro. 

 

Nell’area che difendiamo, oltre allo spazio verde,c’era una fabbrica di ceramiche che si chiamava Capolino. Ora è chiusa. E Il costruttore Parnasi ha ottenuto la licenza per costruire un centro commerciale e un palazzo di dodici piani al posto della fabbrica. 

 

Come opera compensativa si era impegnato a costruire una strada tra Vigna Murata e Tintoretto. La strada è stata progettata per quattro corsie, ma gli abitanti del quartiere si sono opposti perché questa avrebbe ostacolato il passaggio per l’accesso alle tre scuole li situate. 

 

Noi, come associazione, abbiamo fatto ricorso al Tar. Nel novembre 2018, Parnasi ha siglato una convenzione col Comune. Abbiamo quindi chiesto un incontro con Parnasi, il quale si è detto favorevole a cambiare il progetto. Nel frattempo, l’VIII Municipio ha adibito l’area verde a parco urbano (votando in giunta contro il progetto del costruttore, ndr). Il progetto iniziale del costruttore prevedeva due torri e una strada  che noi non riteniamo necessaria. 

 

Come è nata l’associazione di cittadini?  

 

È nata con un passaparola tra i cittadini che si sono tassati per avere dei fondi da destinare all’organizzazione di attività ricreative. Tra l’altro stiamo organizzando delle visite guidate con una professoressa che ci dà una mano. Noi non siamo un’associazione politica, ma semplici cittadini che vogliono difendere il verde. Il sabato e la domenica, con le scuole chiuse, l’area si affolla di cittadini che possono passeggiare e i bambini possono giocare all’aria aperta. I cittadini si sono sensibilizzati quando hanno saputo che il progetto avrebbe deturpato l’area verde. 

 

Chi si occupa della protezione del parco? 

 

Anni fa abbiamo piantato degli alberi e ci siamo impegnati a tenere il parco pulito. Poi, il Comune ha deciso di assegnare lo spazio ad un centro sportivo, recintando l’area. Quindi, non potendovi più accedere, non abbiamo potuto curare gli alberi, che si sono seccati.