Il mio miglior amico sono io. Cos’è l’autostima?

Siamo esseri umani in mezzo a milioni di altri esseri umani, eppure siamo unici, insostituibili perchè prima d’ora non è mai esistita una persona identica a noi, con le stesse esperienze, conoscenze e lo stesso patrimonio genetico. Questo significa che la nostra vita è straordinaria e preziosa.

Per poter essere fino in fondo se stessi ed arricchire il pianeta è necessario possedere un livello di autostima che permetta di esprimere il nostro mondo interiore.

Cos’è l’autostima?

È il risultato dello sguardo che ogni individuo posa su di sé: sul proprio aspetto fisico, sulle proprie competenze, sui propri risultati personali e professionali, sulla propria ricchezza affettiva.

Ma il successo in uno o più di questi ambiti non è garanzia di autostima: infatti quest’ultima deriva da un equilibrio dei diversi aspetti.
Di natura fragile e mutevole, l’autostima aumenta quando viviamo nel rispetto dei nostri valori personali e diminuisce ogni volta che il nostro comportamento non è coerente con i nostri valori. Potremmo paragonarla ad un camaleonte: così come il camaleonte cambia colore ma non la pelle, l’autostima può modificarsi nel corso della vita, influenzata da successi e fallimenti, da quello che decidiamo o viviamo, rimanendo tuttavia immutata nella sua struttura di base.

Ritornando alla domanda originaria su cos’è l’autostima e se proviamo a rispondere per associazione libera, potremmo dire che è la fiducia in se stessi, il rispetto per sé, la sicurezza in sé e nelle proprie capacità. Da esperta posso dire che i punti su cui l’autostima si fonda sono: l’amore di sé e la fiducia in sé.

L’amore di sé dipende dall’amore che abbiamo ricevuto nell’infanzia nella nostra famiglia e dai «nutrimenti» affettivi che ci sono stati elargiti; infatti la costruzione della nostra autostima nasce nel contatto con gli altri: i genitori prima di tutto, ma poi gli amici, gli insegnanti.

La visione di sé è una forza interiore che ci permette di raggiungere gli obiettivi a cui aspiriamo, nonostante le avversità. L’Assenza di tale dimensione crea una dipendenza nei confronti del comportamento altrui, in attesa di una conferma, un segnale che ci faccia muovere.

La fiducia in sé ha bisogno di azioni ed eventi per mantenersi o svilupparsi: i piccoli successi nella vita quotidiana sono necessari al nostro equilibrio come l’ossigeno ed il cibo lo sono per quello corporeo.

Lo psicoterapeuta americano Branden, che ha a lungo studiato il tema, elenca sei comportamenti che possono rinforzarla:

1. Vivere in maniera consapevole non abbanonandosi ad illusioni ma accettando gli eventi senza cercare di eluderli o negarli;

2. Accettare se stessi rifiutandosi di assumere un comportamento ostile o autolesionista;

3. Assumersi la responsabiltà delle proprie scelte e delle proprie azioni, senza addossare agli altri la colpa degli insuccessi;

4. Imparare a farsi valere e battersi per le proprie convinzioni, i propri valori;

5. Avere uno scopo nella vita e agire per raggiungere gli obiettivi che ci si è pre ssati. Una sana risolutezza non è né ostile né offensiva;

6. Rimanere fedeli ai principi di comportamento che si sono scelti.

Dunque l’autostima è come un fiore che va innaffiato ogni giorno. Il potere è dentro di noi e nella cura che abbiamo di noi stessi, nella capacità di volerci bene. Essere tutto ciò che possiamo essere è il progetto di un’ intera vita, perché ogni nuovo giorno porta con sé sfide da raccogliere, difficoltà da superare e anche tante gioie da assaporare.

Buon viaggio!

Nadia Izzo

Psicoterapeuta

Psicologi In Ascolto