Vibrazioni: Mindfulness, Teatro e Musica

Argomenti ricchi di vibrazioni positive nella trasmissione di oggi: intervisteremo infatti Paola Berlenghini, responsabile della Festa Europea della Musica a Todi, approfondiremo l’argomento discusso la scorsa puntata sulla Mindfulness con il dottor Stefano e Ventura e parleremo di teatro patologico.

Intervistiamo Paola Berlenghini, responsabile della Festa della Musica di Todi. Paola ci spiega che il progetto, nato in Francia, si svolgerà a Todi il 21 giugno e ospiterà concerti in aree archeologiche valorizzando il territorio e svolgendosi quindi in strada, senza palchi nè strutture adibite. Nell’evento un ruolo di spicco sarà quello ricoperto da alcune band della salute mentale, tra cui “Fermenti Band“, che si esibiranno in questa occasione. Paola sottolinea l’importanza e il valore della semplicità e della spontaneità che si respirano in questa occasione che accomuna partecipanti e uditori.

Stefano Ventura ci reimmerge nella mindfulness e ci spiega come liberarci dei pensieri negativi o disturbanti. Come possiamo, attraverso la mindfulness, riuscire a prendere le distanze da ciò che ci preoccupa? Stefano ci introduce al concetto di “defusione cognitiva” che consiste nel prendere le distanze da ciò che ci preoccupa. Nel caso di un pensiero disturbante ad esempio, la defusione cognitiva ci insegna a restare con il nostro pensiero disturbante prendendone le distanze, riuscendo a vederlo quasi come qualcosa di più distante da noi, di cui non dobbiamo preoccuparci troppo. Il fine è proprio quello di riuscire a vedere i nostri pensieri come qualcosa che è inerente alla nostra esperienza e non l’esperienza assoluta o reale. Stefano ci spiega anche come la mindfulness sia utilissima in caso di patologie croniche perchè spesso il dolore fisico viene acuito da una serie di condizioni psicologiche che non fanno che intensificarlo. Stefano ci spiega che una variabile imprescindibile è il tipo di dolore cronico di cui si sta parlando ma, al di là di questo, con la mindfulness posso rendermi conto di come l’esperienza del dolore non è esclusivamente legata al dolore fisico ma è corredata di una serie di aspetti di preoccupazioni, ansie, paure, angosce che ne caricano il peso. La mindfulness ci permette di vedere che quel dolore è associato ad altre componenti e possibilmente, separarle dalla sensazione fisica.

Stefano ci spiega anche la differenza tra mindfulness e meditazione trascendentale. La meditazione trascendentale si basa sulle tecniche di meditazione Indù e, attraverso la ripetizione di un mantra, la mente sincronizzata sulla respirazione, si raccoglie su quel mantra che per gli Indù ha un valore esoterico. Nella meditazione trascendentale il mantra va scelto sulla base della propria inclinazione e quindi è l’istruttore a dare ad ogni discepolo il suo mantra. La mindfulness o meditazione di consapevolezza invece non utilizza un mantra ma un supporto differente, ad esempio il respiro e il suo scopo è quello di far sì che la persona faccia esperienza dei propri pensieri, focalizzando l’attenzione sul corpo e sull’attivazione fisica quando un  pensiero si affaccia alla nostra mente. La differenza tra le due meditazioni è che nella meditazione trascendentale si mantiene uno stato di quiete, mentre nella meditazione di consapevolezza quello stato di quiete serve poi ad approfondire degli aspetti “disfunzionali” o comunque che si vogliono modificare della propria vita.

Carmelo ci parla di teatro patologico, cos’è? Nel 1992 Dario D’Ambrosi dà vita a questo teatro formato da persone diversamente abili. I ragazzi del teatro patologico si sono esibiti al Teatro Eliseo ed è accaduto in quest’occasione un fatto increscioso in cui sono state annullate le repliche degli spettacoli (leggi qui per saperne di più sulla notizia) e ci prefiggiamo di intervistare i diretti interessati per saperne di più su questa assurda vicenda.

Negli ultimi anni non sono il teatro ma anche il cinema si è mosso sulle orme dell’inclusività: non molto tempo fa un film di cui abbiamo parlato in una puntata passata, “Detective in corsia“, ha visto degli attori diversamente abili recitare accanto ad attori noti come Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Lillo e Paola Cortellesi che per la realizzazione non hanno percepito alcun compenso e che nel film risultano dei personaggi marginali rispetto ai “colleghi” meno conosciuti.

Citando un noto film del 2008 con Claudio Bisio che ripercorreva lo spirito basagliano, ci viene da dire….

…Si può fare!