Mindfulness, un approccio “non giudicante” per guarire dallo stress

Dedham, Suffolk, UK. December 16,2017. Image shows a natural scene of an english river in the morning mist. The dawn sky glows pink, reflections of the trees can be seen in the river. Frost is scattered below a low lying mist.

Guarire dallo stress è possibile e i percorsi che lo permettono sono molti. Il dott. Stefano Ventura, psicologo intervistato a Radio Fuori Onda, ha spiegato gli effetti della mindfulness: un approccio meditativo per gestire lo stress attraverso la consapevolezza. Stefano Ventura fa parte di un gruppo di meditazione laica e secolare che pratica la mindfulness alla “Città dell’Utopia”, un casale situato alla cima di una lunga scalinata in via G. Chiabrera, nel quartiere San Paolo dell’VIII Municipio di Roma. E ha parlato dei benefici di questo approccio rispetto alla propria esperienza di disagio affermando che la mindfulness ha “migliorato la sua capacità di stare al mondo”. 

Cosa si intende per mindfulness?

Per mindfulness si intende l’esercizio sistematico della capacità di essere presenti nelle nostre esperienze. Quando si esercita questa capacità si torna intenzionalmente all’esperienza del corpo, alle emozioni e ai nostri pensieri con un atteggiamento accettante, accogliente, equilibrato e non giudicante.

Per praticarla cosa bisogna fare?

Una delle cose più complesse da fare è smettere di pretendere di non pensare, di restare immobili mentre la si pratica, pensando di essere già da subito dei provetti meditatori.

Infatti, nella fase iniziale è difficile cominciare ad accettare quello che c’è così com’è. Poiché è parte del training cominciare ad accettare il proprio modo di fare e di essere, accettando il lavoro di mindfulness.

Quale tipo di respirazione si pratica?

Per la mindfulness il respiro si lascia essere così com’è, proprio per accettarlo come già è.

È  possibile praticarla da soli, magari usando YouTube?

Personalmente non escludo nulla. Ma il punto di forza della mindfulness è il gruppo. Da soli si potrebbe finire per non eseguirla bene. Il confronto con gli altri è fondamentale.

Ci sono diversi approcci alla meditazione. Per meditazione, nella cultura orientale, si intende “sviluppo” della mente. Si sviluppa, quindi, una capacità per cui “si è presenti” e si può superare lo stress o anche il disagio esistenziale.

Hai consigli per chi si sta avvicinando alla mindfulness?

Il mio consiglio è scegliere dei percorsi che rispettino i protocolli MBSR (Metodo per la riduzione dello Stress basato sulla consapevolezza) del suo inventore Jon Kabat-Zinn, o MBCT (mindfulness based cognitive therapy), cercando istruttori mindfulness certificati, poiché certe volte viene praticata a sproposito. Ed è bene essere un po’ selettivi, poiché si sta cercando di migliorare la propria vita. Bisogna capire se ci interessa l’orizzonte spirituale e religioso del gruppo di persone con cui si prova a praticarla.

Qual’è il significato letterale di mindfulness?

Mindfulness è una parola inglese che significa “presenza mentale”, ossia, essere completamente presenti. Si è preferito lasciare vuoto il significato di questo termine, dando modo a chi pratica questo approccio di capirlo con la pratica, quindi, con l’esperienza di vivere a pieno quello che c’è.

Come si fa ad accettare le difficoltà, migliorando la propria vita?

Iniziando con l’esercitare la capacità di mindfulness, sperimentandola, potendo essere “libero” e cambiando atteggiamento rispetto ai pensieri che ci attanagliano e rispetto a ciò che ci sta accadendo.

La mindfulness è un po’ come la psicoterapia…

Non è psicoterapia poiché non entra nei contenuti, ma è una pratica che migliora il rapporto con i pensieri permettendo di convivere con quelli che si hanno, facendo entrare e uscire i pensieri dalla propria testa e considerando i fatti come qualcosa di naturale. Ciò che si riesce ad afferrare di ciò che ci accade, va tenuto, costruendoci sopra la propria vita. Questo è il lavoro della mindfulness.

  

È adatta per chi soffre d’ansia?

I percorsi di mindfulness non sono adatti a tutti. Esistono casi in cui praticarla è sconsigliato, per esempio nei casi di depressione. Meglio chiedere a uno psicologo. Per le persone che soffrono di ansia invece è molto utile, perché insegna a stare bene anche con i pensieri che provocano ansia.