RomaFF14: “Motherless Brooklyn” di Edward Norton apre la Festa del Cinema di Roma 2019

Motherless Brooklyn – I segreti di una città scritto, diretto e interpretato da Edward Norton è il film d’apertura della quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. A quasi vent’anni di distanza da Tentazioni d’amore, l’attore Edward Norton torna a dirigere un film, stavolta non si tratta di una commedia ma di un noir metropolitano girato in una New York anni ‘50 resa magnificamente da scenografie e costumiMotherless Brooklyn comincia in medias res, si apre infatti nel bel mezzo di un’operazione in cui l’investigatore privato Lionel Essrog (Edward Norton), affetto dalla sindrome di Tourette, ha il compito di registrare mentalmente (grazie alla sua memoria infallibile) la conversazione che sta avvenendo in un appartamento tra il suo superiore nonché amico Frank Minna (Bruce Willis) e alcuni uomini loschi.

Ambientato negli anni ’50 tra Brooklyn e Harlem Motherless Brooklyn – I segreti di una città si presenta da subito in un perfetto stile noir: gli uomini indossano guanti in pelle, cappotto con bavero alzato e Borsalino (Lionel ha la coppola), la fotografia è dominata da colori freddi e scuri, inoltre, in una delle sequenze iniziali, esteticamente tra le più interessanti, le ombre e il fuori fuoco coprono i volti e confondono le figure rendendo perfettamente il punto di vista di un Frank frastornato e in pericolo.

Non in ultimo Lionel è un uomo solitario, ferito dalla vita, perde la madre all’età di sei anni e cresce in orfanotrofio. L’incontro con Frank gli cambierà l’esistenza, egli non solo gli darà un lavoro ma ricoprirà per lui anche il ruolo mancante di una figura paterna. Altro aspetto del noir degli anni ’40 è infatti quello di ricercare al di fuori dell’ambiente familiare nocivo o assente una figura maschile positiva che dia l’esempio e che rappresenti la giustizia. Ma già alla fine della prima lunga sequenza Frank viene ferito, morendo poco dopo e lasciando Lionel completamente solo, il quale comincia ad indagare sull’omicidio per rendere onore al suo capo, amico e padre, la cui ultima parola proferita (strizzando l’occhio a Quarto Potere di Orson Welles), è ”Formosa”.

In Motherless Brooklyn ci sono molti rimandi non solo al noir in senso lato ma anche ai film del periodo d’oro del genere e non solo (esplicite le citazioni a Chinatown di Roman Polanski e L’Atalante di Jean Vigo), tuttavia il film appare al tempo stesso troppo carico e mancante di qualcosa. La sceneggiatura risulta l’aspetto più elaborato eppure meno avvincente, così come la caratterizzazione del personaggio di Lionel che introduce il tema della sindrome di Tourette senza che questo venga realmente amalgamato con il contesto e la storia rappresentati: c’è la corruzione politica così come il melodramma sentimentale grazie all’attuale femme fatale Laura (Gugu Mbatha-Raw), venuta al mondo in conseguenza a uno stupro. In una sequenza si accenna alle similitudini tra un musicista jazz e una persona affetta dalla sindrome di Tourette che è come se avesse sempre un ritmo in testa che però non riesce a padroneggiare.

Sostanzialmente Motherless Brooklyn mostra gli aspetti più buffi e anti-sociali di tale disturbo ma anche qui, con l’avanzare della pellicola, viene scemando la componente comica delle frasi irrazionali ma musicali pronunciate da Lionel. L’aspetto migliore del film, della durata provante di ben 144 minuti, risulta decisamente la colonna sonora composta da Daniel Pemberton che accompagna costantemente, quasi pedina, il protagonista. Tra le musiche figura anche Daily Battles, la canzone composta da Thom Yorke e Flea appositamente per Motherless Brooklyn.

Voto: 5

Dal 7 novembre 2019 nelle sale italiane!