Che cos’è il DrumSelf?

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che suonare il tamburo è estremamente salutare per lintero sistema psico-fisico: sollecitando frequenze acustiche e ritmicità ancestrali, latto del percuotere coinvolge la coordinazione di movimenti semplici e funzionali e stimola la produzione di endorfine, labbassamento dei livelli di ansia e della pressione sanguigna. Gli effetti benefici immediati sono poi accompagnati da effetti più a lungo termine, legati al senso più generale del rituale, dellessere inseriti in gruppo e dello sperimentare la propria espressività in relazione agli altri. Tutto questo stimola un processo di crescita personale alimentato dalla tensione dinamica che si esprime nel rapporto tra lindividualità e la gruppalità, tra il singolo e linsieme, tra la parte ed il tutto. Inoltre, il riflettere sullesperienza del suonare con gli altri consente di aprire una finestra sul mondo affettivo e relazionale, in modo da far emergere alla coscienza i propri blocchi, le proprie potenzialità ed alcuni temi esistenziali e personali. 

Il metodo del DrumSelf si avvale del collaudato approccio del Drum Circle, nel quale un facilitatore formato (generalmente un musicista) guida il gruppo dal balbettio ritmico iniziale verso progressivi successi, da unesperienza di ansia ed inadeguatezza allemozione di aver contribuito a costruire livelli crescenti di armonia. Per usare le parole di uno dei massimi facilitatori mondiali, Mickey Hart: «Il Drum Circle offre uguaglianza perché non vige una gerarchia al suo interno. Include persone di tutte le età e l’obiettivo principale è la condivisione del ritmo e l’essere in armonia con se stessi e con gli altri. Lo scopo è formare una coscienza di gruppo, divertire. Con divertimento, intendo il formarsi di una nuova voce, una voce collettiva, che emerge dal gruppo mentre si suona tutti assieme» 

Partendo dunque dal Drum Circle, il DrumSelf si costituisce come un percorso che persegue una funzione terapeutica in senso ampio, con lobbiettivo cioè di aiutare lindividuo ad affrontare i suoi problemi e a riconoscere e sviluppare le sue potenzialità dazione. Questa funzione viene esplicata anche grazie alla presenza di uno o più psicoterapeuti che affiancano il facilitatore, osservano i processi in atto, ed aiutano a riflettere sulle dinamiche che si sono spontaneamente sviluppate nel cerchio. Concretamente, il DrumSelf necessita di uno spazio in grado di accogliere i partecipanti, un certo numero di tamburi, un facilitatore ritmico, uno o più psicoterapeuti ed un gruppo di partecipanti. Il tempo di durata è di due ore. La frequenza è quindicennale. Ogni incontro si compone di tre momenti: 

1) Attivazione. I partecipanti formano un cerchio ed iniziano a suonare un ritmo guidato dal facilitatore, in modo da prendere confidenza con lo strumento e con gli altri membri del gruppo. Questa fase mira specificamente a risvegliare lo stato di vigilanza e consapevolezza attiva. 

2) Sperimentazione. I partecipanti vengono lasciati liberi di esprimersi spontaneamente. Di tanto in tanto il facilitatore può intervenire sul gruppo o sul singolo, parlando, suonando o attraverso altre espressioni non vocali. Gli psicoterapeuti osservano ciò che accade. Questa fase è quella in cui emergono le dinamiche del gruppo e dei suoi singoli elementi. Eil campo di partecipazione in cui si prende contatto col proprio modo di stare con gli altri ed in cui è possibile sperimentare il cambiamento. 

3) Riflessione. I partecipanti raccontano ciò che hanno sperimentato e vissuto. Gli psicoterapeuti intervengono ponendo domande atte a stimolare la coscienza riflessiva ed incoraggiando la formazione di un pensiero gruppale che possa amplificare e connettere le esperienze allinterno di una rete di significati personali e collettivi. Questa fase è quella in cui si cerca di dare un senso psicologico allesperienza vissuta.