“Zombieland – Doppio colpo”: una commedia spassosa per un’America post-apocalittica

Con Zombieland – Doppio colpo il regista Ruben Fleisher torna a dirigere, a distanza di dieci anni esatti da Benvenuti a Zombieland, quel che resta di un mondo post-apocalittico popolato da pochi superstiti umani e tanti zombi a causa di un’epidemia globale.

Zombieland – Doppio colpo ha inizio fin dall’apparizione del logo della Columbia Pictures, quando la statua della libertà hollywoodiana (la donna che la incarna è Jenny Joseph), vedendosi attaccata dagli zombi, si difende a colpi di torcia per poi ricomporsi al suo posto sullo schermo.

Zombieland – Doppio colpo comincia sulla linea del precedente Benvenuti a Zombieland: subito dopo un breve prologo parte una sequenza a ralenti, una vera e propria sigla che, facendo il verso ai videoclip metal, ci (ri)presenta i nostri quattro eroi mentre impugnano fucili, mitra, mazze e pistole come se fossero strumenti musicali, accompagnati dall’apparizione dei titoli di testa in un’estetica pulp e dall’immancabile musica dei Metallica con Master of Puppets. Similmente a quanto accade nel film del 2009 dove, dopo l’elenco delle prime regole per la sopravvivenza varate da Columbus (Jesse Eisenberg), una sequenza analoga era sostenuta proprio da un altro brano dei Metallica, For Whom the Bell Tolls.

Zombieland – Doppio colpo è innanzitutto uno zombie movie divertente, sarcastico, addirittura fanatico se si pensa alla casa di Elvis Plesley con i cimeli del Re del Rock ‘n’ roll, che si prende gioco della politica e dei blockbuster americani. Non a caso Columbus e i suoi amici Tallahassee (Woody Harrelson), Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin), nel primo film alla continua ricerca di un posto da chiamare casa, si sono finalmente stabilizzati nella Casa Bianca.

La voce narrante di Columbus ci accompagna nel corso di tutto il film in una sceneggiatura che cita continuamente i luoghi comuni e li imbriglia letteralmente nella sua trama, esemplare il personaggio della bionda svampita Madison (Zoey Deutch) così come il musicista hippy Berkeley (Avan Jogia) e la sua comunità di pacifisti contrari a qualsiasi arma. Lo stesso Columbus e i suoi amici sono dei personaggi fortemente stereotipati atti a rappresentare quel che resta della società.

Togliendo la memorabile sequenza in casa di Bill MurrayBenvenuti a Zombieland risultava noiosamente statico e poco avvincente nel suo continuo vagare alla ricerca di un posto dove stare. È vero che Zombieland – Doppio colpo perde qualcuno dei suoi colpi nella seconda parte, dove rischia di ripetersi, stavolta nella rappresentazione dei molti stereotipi, e in una sequenza finale troppo prevedibile in ogni suo risvolto. Tuttavia la pellicola risulta bilanciata grazie a una buona interpretazione del cast e ai dialoghi spassosi, oltre a una regia spettacolare nelle sequenze d’azione. Una chicca: la breve clip con protagonista Bill Murray durante i titoli di coda.

Voto: 6

Al cinema dal 14 novembre!