Aumentano gli inattivi: i dati ISTAT sull’occupazione

Disoccupati, occupati o inattivi questo è il dilemma. Secondo i dati Istat, ad agosto il tasso dioccupazione in Italia è stato del 59,2%, di conseguenza quasi la metà del Paese non lavora. La disoccupazione però  è scesa al 9,5%: e tutti gli altri? Gli altri sono finiti nel gruppo degli inattivi, le persone che non cercano lavoro, che ad agosto sono state 73mila in più.  Un grosso problema che ha dei lati positivi e altri negativi è che guardando i dati annuali sono aumentate di 14mila unità gli occupati over 50 che di conseguenza tolgono lavoro ai giovani. 

Sempre più spesso i posti di lavoro sono precari e durano poco tempo. Così molti italiani, soprattutto giovani, non hanno sempre le garanzie necessarie per costruirsi un futuro. Sembra quasi che l’aumento o il calo delle percentuali sull’occupazione sia semplicemente un ciclo: oggi tocca a me, domani a te. Peggio di noi solo la Spagna e la Grecia, ma questo non è consolante e infatti molti giovani che non trovano lavoro in Italia decidono di trasferirsi dove ci sono più possibilità, per esempio nel nord Europa. 

Il 30 settembre scorso, l’Istat ha pubblicato i consueti dati mensili sulla disoccupazione in Italia, che al momento in cui scriviamo sono gli ultimi disponibili. Sono dati molto recenti, poiché corrispondono al periodo di agosto 2019, che rispecchiano l’immagine di un paese poco attento ai giovani in cui il mercato del lavoro è sempre più anziano.

Andando con ordine, dal documento “Occupati e disoccupati” stilato dall’Istat emerge un tasso di disoccupazione al 9,5%, il più basso dal 2011, e un tasso di occupati al 59,2%. Così ad agosto le persone in cerca di occupazione (i disoccupati) sono diminuite di 87mila unità. Tuttavia, nello stesso mese, coloro che non lavorano e non cercano lavoro sono state 73mila unità in più, portando il tasso di inattività al 34,5%. 

Inoltre, si è registrata una diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile al 27,1% e degli occupati (-0,4%) mentre cresce il numero di inattivi, aumentato dell’1%.

Tra i giovani inattivi, sono soprattutto i giovanissimi compresi tra i 15 e i 24 anni, ossia i Neet, a far registrare un aumento di 59.000 unità, raggiungendo un numero totale di 4,3 milioni.

Il calo della disoccupazione, quindi, non sembra essere indice di un miglioramento dovuto a decisioni politiche capaci di incrementare la crescita e l’occupazione ma è dovuto in buona parte ad una generale mancanza di fiducia nel mercato del lavoro, soprattutto da parte dei giovani.

In contrasto alla forte inattività giovanile, l’Istat ha rilevato un aumento dell’occupazione nella fascia d’età degli ultracinquantenni con 140.000 occupati in più da gennaio ad agosto (anche per effetto della legge Fornero che ha sancito requisiti più restrittivi per il pensionamento, prolungando l’età pensionabile).

L’occupazione è diminuita per tutte le altre fasce d’età con un dato che spicca su tutti: 23.000 occupati in meno per la fascia tra i 15 e i 24 anni nel mese di agosto e 222.000 posti di lavoro in meno per la fascia tra i 35 e i 49 anni, in un anno.

Ad agosto è cresciuto poi il numero degli occupati a tempo indeterminato con 27.000 unità in più grazie al decreto dignità, arrivando a 190.000 unità su base annua.

Nel corso del mese sono aumentati anche gli occupati a termine con 5.000 unità in più, ma sull’anno si registra una flessione di questi contratti con 30.000 occupati in meno. Diminuiscono infine anche i lavoratori autonomi di 33.000 unità.

 

Daniel DellAriccia e Andrea Terracciano