L’orto sinergico Silvanus: uno spazio aperto e di contaminazione tra persone e natura

Giampaolo è un ragazzo con sindrome di Down che ha saputo dimostrare ai genitori quanto sia forte il rapporto con la terra, cominciando col coltivare un orticello in giardino e iscrivendosi poi a un corso di avviamento professionale al servizio giardini del Comune di Roma, dove si è appassionato ancora di più alla cura della terra e alle tematiche ambientali. I suoi genitori, Raffaella e Giancarlo, lo hanno aiutato a costituire l’associazione di promozione sociale Gipa fuori dalla stanza finalizzata all’occupabilità, l’integrazione e la socializzazione tra persone, specialmente coloro che soffrono di un disagio psico-fisico, che spesso tendono a chiudersi e a isolarsi nel proprio mondo.

L’incontro fortunato tra questa associazione e un’insegnante di agricoltura sinergica, Anna Fanton, ha permesso la nascita dell’orto Silvanus, luogo agricolo con finalità sociali che si trova in via della Giustiniana 879, coltivato dallo scorso maggio. Con Anna abbiamo parlato di come funziona l’agricoltura sinergica e in che modo si trasforma in un’attività per ragazzi con disabilità fisiche e mentali. 

Che cos’è un orto sinergico?

L’orto sinergico è l’applicazione dell’agricoltura sinergica, che è un metodo di coltivazione e una filosofia che prende le origini dall’agricoltura naturale messa a punto durante la prima metà del Novecento in Giappone da Masanobu Fukuoka (microbiologo e fitopatologo). Fukuoka scopre che le piante migliorano il suolo e che vengono attaccate da malattie principalmente perché sono coltivate in monocoltura. Se invece si lascia che la natura dia al suolo tutto quello che gli serve per andare verso uno stadio sempre più evoluto e fertile, non ci sarà più bisogno di rivoltare il suolo, di concimare, di usare diserbanti e pesticidi, ma solamente di creare una giusta interazione e quindi equilibrio tra le piante spontanee e quelle che si vogliono coltivare.

L’orto sinergico è l’applicazione più circoscritta di questo pensiero dell’agricoltura naturale messo a punto dall’agronoma spagnola Emilia Hazelip, la quale ha applicato ai nostri climi le scoperte di Fukuoka. L’orientamento in campo agricolo va sempre più verso questa direzione anche se non ne sono pienamente coscienti. Basti pensare ai finanziamenti per un’agricoltura ecosostenibile, ovvero un’agricoltura che non consuma il suolo né combustibili fossili.

Come è strutturato un orto sinergico?

L’orto sinergico è una porzione di terra di varie dimensioni, dai 40 mq fino a ettari, dove vengono realizzate delle aiuole rialzate con un’irrigazione a goccia che permette di irrigare in maniera autonoma le coltivazioni nel periodo estivo e su queste aiuole manteniamo sempre attive delle coltivazioni. Le aiuole, che non vengono arate né calpestate (si cammina nei passaggi tra un’aiuola e l’altra), sono coperte con la paglia, la quale evita l’evaporazione e il disseccamento del suolo, nonché il diradamento nelle giornate di pioggia, ma soprattutto disgregandosi la paglia aiuta il processo di formazione dell’humus. L’humus è una sorta di ricarica del suolo che contiene tanta vita a livello microbico, e insieme alle radici delle piante fa sì che queste aiuole non solo non perdono fertilità ma diventano sempre più fertili.

Quali sono le regole dell’orto sinergico?

Le regole dell’orto sinergico sono: non arare, non calpestare, non fertilizzare, non usare pesticidi, concimi né niente di chimico o organico. I motivi sono che se il suolo non viene calpestato non c’é bisogno di ararlo; se si mantengono le radici alle piante esse fertilizzano il terreno perché permettono di vivere a tantissimi funghi, batteri e microrganismi vari; se si mantiene coperto con la paglia si deve irrigare di meno.

Nell’orto sinergico sono presenti piante da coltivare insieme ad alberi da frutto, piante officinali e via dicendo… Un sinonimo della sinergia è che il risultato di tutti gli elementi che vanno a comporre un sistema è maggiore della somma dei singoli elementi che vengono messi in campo.

Fate GAS  (Gruppi di Acquisto Solidale)?

Stiamo iniziamo ma poiché l’orto non è solo finalizzato alla vendita è difficile rispondere a una richiesta precisa come a chi chiede 6 kg di verdure al giorno. Le persone che vengono devono sostenere ciò che si fa, ovvero se ora nell’orto ci sono fagiolini, bieta e insalata devono essere disposte a mangiare questi prodotti stagionali. Per poter fare le cassette da vendere a kg bisogna concimare il terreno perché altrimenti non ce la si fa, ma l’orto sinergico non va in questa direzione.

Come sono composte le aiuole? Quali sono le sinergie vincenti tra piante?

C’è uno schema da applicare alle aiuole: le leguminose (come le fave) si sostituiscono alle concimazioni, perché sono piante che prendono l’azoto atmosferico, lo trasformano in ammonio e lo distribuiscono alle altre piante. In ogni aiuola quindi ci deve stare sempre una leguminosa, mentre una la raccogli, un’altra deve stare in crescita. Le piante prendono dal terreno solo il 5% della loro massa corporea vegetale, di cui il 2,5% è azoto, di qui l’importanza delle leguminose che danno l’ammonio al terreno, il quale è sintetizzabile dalla pianta. Al contrario, concimando il terreno vi si immette l’azoto che fa crescere molto la pianta ma che non viene smaltito, e quei nitriti che rimangono in circolo sono addirittura cancerogeni.

Tornando allo schema: leguminose al centro; aglio, cipolla, porro e scalogno sui bordi a zigzag, soprattutto l’aglio serve a disinfettare essendo un antibiotico naturale; le aromatiche in testa e in coda perché avendo una grande massa di radici aiutano la parte più vulnerabile dell’aiuola, dove batte il sole e tira il vento; e poi si mettono sempre sia radici che piante a foglia e a frutto senza mai finire la produzione.

L’orto Silvanus è anche un laboratorio per ragazzi con disabilità fisiche e mentali, quali tipi di attività svolgono qui i ragazzi?

Raffaella: Al momento è un laboratorio spontaneo, noi abbiamo cominciato a farlo da soli e lo stiamo offrendo. Ci siamo proposti con le persone che conosciamo, con le autorità sanitarie della zona e con chiunque possa arrivare a un pubblico più ampio, affinché i ragazzi con qualunque fragilità fisica e sociale possano venire qui, usufruire della vita all’aria aperta e della sinergia di questi orti. Non sappiamo cosa diventerà questo orto, è una cosa che abbiamo cominciato noi e speriamo che possa avere un ascolto più grande possibile.

Giancarlo: Più che far uscire le verdure, noi vogliamo far entrare la gente. Vorremmo che delle persone interessate ai nostri prodotti possano venire ad acquistarli qui in modo tale da incontrare i nostri ragazzi e contaminarsi a vicenda delle varie diversità. Il nostro obiettivo è che le persone disabili e no possano stare insieme in maniera sinergica.

 

Video ufficiale di presentazione dell’orto Silvanus: https://aiuolaalta.wordpress.com/2019/08/12/vi-presentiamo-lorto-sinergico-silvanus/

Canale instagram: Orto Sinergico Silvanus

 

Martina Cancellieri