Gli adolescenti e le loro maschere per sentirsi sicuri nel mondo

Stiamo vivendo un periodo di totale incertezza, crisi di valori, di ruoli, impossibilità di immaginare il futuro. In molti vivono situazioni di insicurezza, anche chi di carattere è sicuro di sé. Se è vero che l’insicurezza è un problema che può riguardare tutte le fasce di età, sono gli adolescenti a vivere questo problema in misura maggiore perché la loro è una fase della vita dedicata alla definizione di sé. Spesso le prime cose che ci vengono da pensare, quando incontriamo certi ragazzi sugli autobus, per strada, nei negozi sono: “Quanto sono sfacciati!”, “Quanto non si sopportano!”, “Quanto sono strafottenti!”. Ma siamo sicuri che sia davvero così? O forse si servono di maschere e scudi per apparire sicuri, nascondendo le loro incertezze?

Le insicurezze adolescenziali sono un tema di cui si parla sempre molto, cominciando da professionisti come psicologi e psicoterapeuti. Ciò sta a significare che è un argomento molto importante. Ma questi adolescenti cosa possono fare per sentirsi più sicuri? Dove e con chi si accompagnano? Dove incontrano modelli ed esempi, a volte anche negativi? Sicuramente le possibilità sono tante, ad esempio copiando stili di vita e comportamenti alla moda, compiendo violenze e rifugiandosi nel mondo dei social network. 

La moda in tutti i campi stabilisce regole di omologazione, seguirla fa sentire il ragazzo più sicuro di sé. È come se si mettesse addosso una sorta di corazza, uno scudo che lo protegge dal mondo che lo circonda e che gli dà quella forza in più per non sentirsi diverso dagli altri. Vale tanto per l’ultimo modello di smartphone, quanto per i capelli, i tatuaggi e i vestiti. Infatti, basta notare come spesso i ragazzi, quando sono in gruppo, siano vestiti uguali, con addosso capi alla moda, stessi capelli e tatuaggi. Quasi non si distinguono l’uno dall’altro e questo pare renderli invulnerabili, intoccabili, pronti a spaccare il mondo e sfidare tutti. Inoltre, seguire la moda li fa sentire uguali ai propri simili, permettendo loro di raggiungere un’apparente sicurezza nel momento in cui sono accettati e apprezzati da chi li circonda, ma non da tutti, bensì dai propri coetanei, amici che per loro rappresentano l’intero mondo, le loro oasi felici.

Se questo non avviene l’adolescente sta male e fa di tutto per farsi volere bene e sentirsi importante. Lo verifichiamo pure in una statistica dell’Osservatorio Nazionale Adolescenziale Onlus, il quale dice che a stare male, se non si è apprezzati, è il 34% dei ragazzi. Per l’adolescente l’insicurezza è così forte che se ci si comporta in modo autonomo, decidendo con la propria testa e secondo i propri gusti, si ha paura di essere visto come uno “sfigato”, un diverso e quindi non appartenente a un gruppo. Nella scelta di oggetti, acconciature e altro, l’adolescente omologato non si chiede se gli piace o meno una cosa, ma cerca di rispondere a una necessità, quella di essere apprezzato dal proprio gruppo di coetanei.

Altri aspetti seri che possono scaturire dall’insicurezza sono la violenza e il bullismo. Per questo tipo di comportamento, valgono un po’ le stesse dinamiche delle mode. I ragazzi usano violenza normalmente sui più deboli, in minoranza rispetto a loro e quasi sempre davanti a un gruppo e contro una sola persona. Anche se può sembrare un paradosso questo comportamento nei confronti di persone o animali, in realtà è caratteristico di chi è spesso debole e vive forti insicurezze. In questo senso, si usa la violenza per dimostrare che si è in grado di essere forti, mettendo uno scudo tra sé e il mondo. Fare paura agli altri crea un’immagine di sé da temere e rispettare. Come avviene per le mode, anche per le reazioni violente entra in gioco la questione di essere accettati dai propri coetanei, dimostrando di essere alla loro altezza.

Per quanto riguarda i social network, ormai pare che siano diventati vitali per gli individui di ogni età, figuriamoci per gli adolescenti. Attraverso questi canali ormai i ragazzi si riconoscono in tutto e per tutto. All’interno dei piccoli schermi si trovano anche dei modelli da seguire e le persone insicure ci si appoggiano molto. Purtroppo, non sempre questi modelli sono positivi e riescono a essere filtrati nel giusto modo dai giovani. La loro insicurezza li porta a voler essere sempre apprezzati, cercando in modo spasmodico, sia consciamente sia inconsciamente, la maniera per far sì che questo avvenga. Sui social la sicurezza si cerca pubblicando post con opinioni, mettendo foto e video di cui si è protagonisti e contando il numero di “like”. Come dicono anche molte statistiche, lo user di queste vetrine digitali prova delusione e a volte rabbia se non viene apprezzato. Inoltre i social permettono di apparire non per quello che si è ma per quello che si vorrebbe essere. Infatti, si può essere anonimi e nascondersi, magari sentirsi anche liberi di dire quello che si vuole e offendere chiunque, perché dietro la protezione di uno schermo nessuno ti vede e ti giudica.

L’insicurezza nell’universo adolescenziale è un fenomeno più diffuso di quello che può sembrare, perché intorno agli adolescenti c’è spesso molta superficialità. Bisognerebbe, invece, fare molta attenzione poiché si tratta di giovani alla ricerca di una propria identità, e questa ricerca può essere facilitata se le famiglie e la scuola riescono a innestare negli adolescenti strumenti di critica e autocritica, evitando di osteggiarli frontalmente e aiutandoli ad acquistare gradualmente sempre più sicurezza, facendoli così diventare adulti più liberi.

 

Anita Picconi