Il ruolo dei genitori nell’insicurezza dei figli

L’insicurezza che nasce in famiglia è la più radicata. La stabilità della famiglia resta infatti il fattore più importante per un sano e positivo sviluppo del bambino. È la famiglia che dovrebbe far sentire i figli in un luogo al sicuro. Tuttavia quando questo luogo sicuro viene a mancare il figlio cresce con delle gravi carenze. Ci sono casi in cui emerge semplicemente una bassa autostima e casi in cui il figlio non riesce ad inserirsi in maniera corretta nella società.

L’ambiente familiare di fatto è alla base di comportamenti devianti. In base anche al temperamento del figlio le reazioni all’ambiente familiare disfunzionale cambiano. Quali sicurezze potrebbe avere un figlio vittima di violenza in famiglia per esempio? Le violenze domestiche sono in aumento e i dati sono allarmanti.

Si parla di violenza sia fisica sia psicologica, anche se quest’ultima al giorno d’oggi viene ancora sottovalutata, eppure è un abuso e ha delle conseguenze gravi oltre che sui figli anche sui genitori, che non restano indenni da conseguenze quando il figlio manifesta una condotta antisociale. Non ci sono dati quantitativi effettivi rispetto alle violenze psicologiche, perché questo fenomeno ancora non ha acquisito il valore che merita, infatti in molti casi questo tipo di abuso (che può manifestarsi ad esempio con continue minacce o coercizioni) non viene denunciato.

Un figlio che subisce abusi durante l’infanzia o l’adolescenza è molto probabile che adotti comportamenti devianti che andranno a caratterizzare la sua personalità nel corso della vita. Inoltre è fondamentale ricordarsi che il genitore deve essere un modello coerente e dare un buon esempio in prima persona, proprio per evitare che i figli crescano con modelli sbagliati.

La violenza e l’istigazione fanno gli stessi danni delle carenze d’affetto. Nei casi peggiori le grandi carenze affettive da parte dei genitori, la disgregazione familiare e la privazione di una figura genitoriale, sono tutti fattori che possono rendere l’adolescente un potenziale delinquente.

Le caratteristiche dei giovani delinquenti si possono riscontrare nelle seguenti condizioni:

Temperamento: sono piu? irrequieti, impulsivi, distruttivi e aggressivi;

-Atteggiamento psicologico: appaiono ostili, pieni di risentimento e spesso rivendicano diritti;

-Condizione familiare: si riscontra inadeguatezza e incapacità dei genitori di dare protezione, poca coesione familiare, scarsi valori sociali; una famiglia non idonea quindi a fungere da modello di identificazione.

Il ruolo genitoriale deve avere una funzione chiara e incisiva nell’educazione del figlio: è di fondamentale importanza che il genitore abbia interesse riguardo il benessere del figlio e che sia in grado di trasmetterlo. 

La famiglia costituisce il luogo sociale primario. Secondo alcuni studi una tale carenza può divenire causa principale di inclinazione al delitto. La propensione alla delinquenza è correlata all’indole che si è sviluppata in maniera deviata poiché i processi di interazione con la società esterna sono minati. L’affetto del padre e quello della madre hanno sia funzioni che conseguenze differenti sul figlio: ad esempio la figura materna incide fortemente durante i primi mesi di vita del bambino. Ma l’educazione si sviluppa su due poli: non solo su quello affettivo, ma anche normativo. È in quest’ultimo caso che risulta centrale la figura paterna: il padre infatti insegna anche i valori civili, il senso del limite, il contenimento. Raffigura in un certo senso la giustizia. 

Se vogliamo dare una lettura come hanno fatto gli psicoterapeuti Fulvio Scaparro e Gaetano Roi, possiamo dire che il delinquente sceglie quel tipo di affermazione personale poiché non trova migliore scorciatoia per evitare di entrare in contatto con la propria insicurezza profonda. Rifugge così dal dubbio di non essere all’altezza dei compiti esistenziali.

Ad esempio, vivere con un genitore alcolizzato o tossicodipendente crea un ambiente familiare conflittuale a causa dell’aggressività e degli improvvisi sbalzi d’umore legati alla dipendenza, che si ripercuotono sull’interiorità del figlio, andando ad incidere sul suo equilibrio psicologico. L’individuo adulto, se non ha acquisito limiti saldi, non riesce a conquistare un’identità stabile, indipendente e sicura rispetto all’angoscia di devastazione e al timore di essere sopraffatto nelle relazioni col mondo e con gli altri. Allora sarebbe buona cosa che ogni famiglia acquisisse competenza e sensibilità educativa maggiori e cominciasse a pensare che molte situazioni drammatiche si innestano da eventi sottovalutati, minimizzati e soprattutto mal gestiti, come potrebbe essere un divorzio.

Fonti:

L’ambiente familiare e le cause del disadattamento in http://www.crimeout.it/doc/articolo_melchiorre.pdf

La maschera del cattivo. Delinquenza minorile e responsabilità adulta, F. Scaparro, G. Roi.

 

Maria Anna Catera