Un omaggio a Claudia Celentano

Lo scorso agosto è trascorso un anno dalla morte di Claudia Celentano, una coordinatrice che ha lavorato nella nostra redazione per molti anni. Claudia, che ci ha lasciati alla giovane età di 38 anni, in tutti questi anni è stata per la redazione di 180gradi un punto di riferimento, sempre in prima linea nelle battaglie contro il pregiudizio e lo stigma, a favore delle minoranze, contro la violenza sulle donne e ogni forma di razzismo. Soprattutto a favore della tutela e della diffusione e della conoscenza della legge 180, detta legge Basaglia, obbiettivo principale della nostra rivista da sempre. Claudia, che già da qualche tempo si era allontanata da noi per questioni personali, ha lasciato in tutti noi che la conoscevamo un vuoto grandissimo sia professionalmente sia a livello umano. Era una persona molto profonda, coraggiosa e tenace, che non si tirava mai indietro nelle sue battaglie e nei suoi obiettivi e per tale motivo per noi della redazione rimarrà nel cuore insieme a tanti ricordi, eventi e lotte condivise insieme. Tra questi, molti viaggi della nostra radio, “Radio fuori onda”, in varie parti di Italia con iniziative e maratone con altre radio legate agli ambienti della salute mentale. Da Trieste a Milano, dove ci si incontrava sempre per gli stessi motivi, ossia, oltre quello di conoscere realtà simili e arricchirsi, anche quello della divulgazione contro lo stigma insieme a chi aveva gli stessi obiettivi. Tra le tante persone che in questi anni hanno avuto la fortuna di conoscerla e di lavorare al suo fianco alcune di loro hanno voluto ricordarla così:  

Emanuele Sirolli (psicologo, ex responsabile radio Fuori Onda) 

“Concordo pienamente con Anita, per me è ancora difficile descrivere chi è stata Claudia. Ricordo che ci siamo conosciuti durante le nostre prime battaglie contro l’istituzionalizzazione, era il 2003, andavamo ad Aversa a visitare l’ospedale psichiatrico giudiziario, poi chiuso. Con lei ho condiviso tutto il mio percorso politico, professionale, personale e di formazione. Psicologa, femminista, basagliana, sempre dalla parte di chi lotta e dei più deboli. Mi manchi, ci manchi”. 

Andrea Terracciano (redattore e responsabile web 180gradi) 

“Claudia era impegnata nelle lotte del femminismo, trasmetteva la lealtà profonda che le donne sono in grado di esprimere. Aperta ai diritti omosessuali e costante nell’impegno politico per dare manforte al mondo della salute mentale già nella pratica dell’aiuto e nella direzione dei collettivi di sinistra. Claudia era capace di una forte vena democratica che applicava già nel suo vivere quotidiano. Lei era un’abile sostenitrice delle persone con disagio psichico e la sua empatia arrivava a livelli di comprensione dell’altro estremi”. 

Daniel Dell’Ariccia (redattore 180gradi) 

“Claudia sarà sempre con noi, ci ha lasciato articoli per tutto il periodo che ha collaborato con il nostro giornale, articoli che la rendono immortale, un’immagine del suo pensiero e dei valori che ha descritto Anita nell’introduzione, tutti noi li porteremo avanti come fosse ancora con noi”. 

Martina Cancellieri (redattrice 180gradi) 

“Sono felice di aver avuto l’onore di lavorare con una persona come Claudia, spontanea, propositiva, schietta, altruista. Tra i fondatori della testata 180gradi, in qualità di psicoterapeuta ha dedicato la sua vita agli altri, alle persone con problemi di salute e dipendenza da sostanze, collaborando con diverse associazioni. Non mi capita spesso di incontrare persone come lei, con una vera vocazione per aiutare il prossimo. La ricordo come un vulcano di idee ed energia, una femminista e una tenace attivista per i diritti delle minoranze. Un ricordo che ho con lei è quello del giorno della mia laurea magistrale, ci tenne a essere presente perché sapeva quanto fosse importante per me (per chiunque immagino) e mi fece molto piacere, visto che non eravamo propriamente amiche, ma colleghe. Questo episodio può essere solo un esempio di come Claudia metteva nelle relazioni un’umanità rara, impegno, positività e un sincero interesse verso gli altri, e tutto questo veniva percepito”. Attraverso tutti questi bellissimi messaggi e parole, chi l’ha conosciuta ha avuto la possibilità di condividere un breve o lungo periodo della propria vita testimoniando il profondo ricordo che tutti abbiamo di una persona meravigliosa che era e del vuoto grandissimo che ha lasciato in tutti noi, lasciandoci improvvisamente e inaspettatamente.