L’immigrazione e l’impatto sulla salute mentale

Le difficoltà di una buona integrazione 

LItalia di oggi viene definita una società multiculturale. Sarebbe improprio dire il contrario. Però il razzismo, soprattutto sul web, sembra ancora un’“infezione” di massa che si espande uniformemente, il cui contagio si allarga in maniera sempre più disinvolta. Il vero problema? Le differenze. Siamo incapaci di accettarle senza arrivare al conflitto. Eppure basterebbe cambiare punto di vista per modificare il modo di pensare. 

Il tema dell’immigrazione costituisce un settore estremamente complesso da arginare per lo Stato. La legge italiana ha cercato di farsi carico degli aspetti attinenti ai flussi migratori, lasciando aperta la questione dellintegrazione sociale e delle politiche di inserimento degli stranieri. La condizione dellimmigrato è una questione particolarmente delicata, trattata in modo approfondito dallo scrittore Tahar Ben Jelloun (noto per Il razzismo spiegato a mia figlia). Per esempio, Lestrema solitudine racconta come limmigrato sia costretto ad affrontare la vita lontano da familiari e amici: sradicato dalle proprie tradizioni, dai propri ricordi, proiettato in un mondo ostile con modelli etici, sociali e culturali diversi dai propri. Impossibile non sentirsi estranei. Urge il bisogno di parlare di salute mentale anche qui. Come prima cosa è necessario che le istituzioni abbiano un atteggiamento di apertura, quindi non possono essere tollerati attacchi di razzismo. Purtroppo le notizie di cronaca nera ci informano sul fatto che i migranti non ricevono l’accoglienza che meritano, per la quale la società italiana non può smettere di lottare. Affinché avvenga un mutamento in questo, luso dei mass media deve cambiare. 

Solo chi si ritrova costretto ad abbandonare il proprio Paese e i propri affetti magari per aver subìto persecuzioni per motivi di razza, religione o nazionalità proprio come i rifugiati può capire che cosa si prova. Spesso, durante gli sbarchi dei migranti allaccoglienza, ci si preoccupa che gli stranieri arrivati abbiano problematiche di natura fisica, poiché è lunica cosa visibile in quel momento. Nonostante, nella maggior parte dei casi, questi ultimi siano portatori anche di una sofferenza psichica non indifferente. Un elemento che può aggravare lo stato psichico dellimmigrato è il tenore di vita che ha. È essenziale precisare che la maggioranza della popolazione immigrata è costituita da stranieri provenienti da Paesi poveri. Innanzitutto non possiamo mettere sullo stesso piano profughi o rifugiati e semplici stranieri. 

Quando il migrante proviene da una società povera, le disuguaglianze saranno sentite più forti. Lo scenario che si prospetta è del tutto diverso rispetto a coloro che invece hanno una situazione economica più stabile. Un problema di disuguaglianza si riscontra anche dal punto di vista lavorativo. La mancanza di permesso di soggiorno non ammette la regolarizzazione dell’impiego, ossia si lavora in nero. A questo disagio si aggiunge quello di non avere una casa. Un migrante che vive una situazione simile si sentirà sempre “fuori luogo”, non sentirà né di appartenere al Paese di nascita, poiché lo ha lasciato, né di appartenere al nuovo Paese, poiché non riesce a integrarsi. É dentro il Paese, ma escluso al tempo stesso. 

Le famiglie con svantaggio socio-culturale si trovano in condizioni che accentuano il rischio di insuccesso scolastico dei figli. Le difficoltà di questi studenti stranieri sono acutizzate dai propri disturbi mentali, tra cui il disturbo post-traumatico da stress. Dallesterno sembra che ci siano delle resistenze alladattamento, delle ostilità, ma a volte il disagio mentale non gli permette di svolgere un processo di adattamento nel luogo nuovo in cui il migrante è andato a vivere. Un aspetto importante è l’ansia linguistica. Succede che lo straniero si rifiuti di imparare la lingua a lui sconosciuta, e spesso lo fa volontariamente. Questo è il rifiuto principale: lemblema della chiusura verso la nuova cultura. Nei bambini con un deficit linguistico non curato si rischia di arrivare al disturbo dellapprendimento. Rispetto a questultimo ci sono però dei pregiudizi. Alle volte gli insegnanti notano che il bambino straniero è incapace di apprendere adeguatamente, perché il bambino e la famiglia non accettano di imparare la nuova lingua, poiché rifiutano la nuova cultura. Accade in virtù del disturbo delladattamento di cui accennavamo prima. Lo straniero recentemente trasferito risulta esposto a una grande fonte di stress e non riesce ad adattarsi alla nuova realtà, sviluppando una risposta emotiva anomala con i comportamenti che ne conseguono. I sintomi di questi disturbi si ripercuotono nel funzionamento sociale, scolastico e lavorativo. 

Inoltre, gli stranieri che mostrano questo rifiuto, difficilmente si riescono ad aiutare da un punto di vista psicologico o psichiatrico, poiché manca la comunicazione, quindi anche se lo straniero vince lostacolo di rivolgersi ai servizi soventemente il trattamento è inefficace. Questo va ad accrescere altre difficoltà, non si potrà raggiungere un alto grado di autonomia, la qualità delle relazioni sociali e affettive non sarà di valore, poiché non daranno stabilità. Un altro disturbo in cui gli stranieri in particolare quelli che vengono continuamente discriminati possono intercorrere, non riuscendo a integrarsi con gli altri, sfocia nei comportamenti antisociali. Il profondo fallimento di sentirsi quello di troppo, a causa del mancato adattamento e il trauma vissuto lasciando il Paese di origine, generano un malessere sociale. Un modo per alleviare il disagio può essere labuso di sostanze. Non c’è da stupirsi se il rischio di psicopatologia tra bambini e giovani immigrati è maggiore rispetto ai loro genitori, capaci di gestire meglio la situazione. Ciò nonostante, il reale problema è che mancano servizi di salute mentale linguisticamente competenti, e nel 2021 è una carenza non da poco. È l’integrazione la chiave di tutto, la condizione necessaria sulla quale si basa una società multietnica, che punta a un equilibrato sviluppo culturale ed economico.

 

 

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