Storia della Garbatella

Il 18 febbraio è stato l’anniversario della fondazione di uno dei quartieri tra i più popolari del municipio ottavo, ossia, la Garbatella, che ha compiuto 103 anni. In occasione del trentennale l’Università Roma Tre ha organizzato tantissime iniziative ed eventi  tra cui una visita guidata per le strade e i caseggiati Ater . La bellissima e lunga passeggiata è stata condotta dalla professoressa di architettura e restauro Francesca Romana Stabile e dal giornalista-scrittore Claudio D’Aguanno, che  hanno raccontato questo caratteristico quartiere, sia dal punto di vista  architettonico che storico, attraverso avvenimenti, personaggi, aneddoti e particolarità.

 

La giornata è iniziata con l’appuntamento in piazza Bartolomeo Romano, davanti al Palladium, ex Cinema Teatro  Garbatella  costruito nel 1930, e questo,  in qualche modo, significa che il nome Garbatella  era già in uso fin dai tempi dell’edificazione della borgata.

In occasione del cambio di nome nei primi anni Sessanta, il teatro fu inaugurato con il film ”Le quattro giornate di Napoli” del regista Nanni  Loy e con  un successivo incontro culturale organizzato da Pier Paolo Pasolini. 

Infine ha detto Claudio D’Aguanno : “ Questo luogo centrale del quartiere potrebbe essere chiamato la piazza della cultura per la presenza del Palladium, dell’università e della politica e anche la piazza del buon mangiare, per i tanti ristoranti che vi si affacciano. Ci sono stati diversi tentativi nel corso degli anni che avrebbero voluto trasformarla in un luogo prettamente commerciale, ma grazie alle istituzioni locali è rimasta sempre con una vocazione prettamente culturale”.

Foto di Francesca Ruggieri

La seconda tappa del percorso è stata a piazza Benedetto Brin, dove fu posata dal Re Vittorio Emanuele III e dall’ingegner Paolo Orlando la prima pietra della Borgata Giardino Garbatella. Lo SMIR ( Ente per lo Sviluppo marittimo e industriale) acquistò  dei terreni  in  questa zona per costruire case economiche per gli operai della zona industriale dell’Ostiense, inoltre, i nomi delle strade furono intitolati ad ammiragli, navigatori e armatori navali. La progettazione del quartiere fu affidata a Gustavo Giovannoni, Massimo Piacentini e a Innocenzo Costantini, direttore dell’ufficio tecnico dell’Istituto Case Popolari di Roma.  La città giardino sarebbe stata realizzata edificando piccoli villini economici, con orto annesso, con lo scopo di incentivare, dopo la prima guerra mondiale, l’attività edilizia ed aiutare l’economia della capitale. Dai recenti studi di Giorgio Guidoni, un ricercatore locale, si è scoperto che l’origine del nome Garbatella veniva da una ostessa di una trattoria della zona chiamata Clementina Eusebi, sposata con Cascapera e figlia di Maddalena Garbata.Per cui il passo è breve e logico: Garbata la madre Garbatella la figlia. 

Ci sono diverse testimonianze dell’esistenza di questa trattoria sulla via Ostiense fin da metà dell’Ottocento. Il poeta romano Giochino Belli, infatti, in alcuni suoi sonetti raccontò di un gruppo di donne, che avevano come meta “la trattoria della Garbatella” fuori porta San Paolo, confermando  così l’ipotesi che il nome Garbatella fosse preesistente alla nascita del quartiere nel 1920.

Anche il poeta Alessandro Barbosi descrisse in un suo sonetto in dialetto romanesco come, dopo un battibecco con il figlio, andarono a mangiare in questa trattoria, che aveva un succulento menù. Paolo Orlando l’ingegnere e presidente dello Smir, che realizzò questo quartiere lo volle chiamare Borgata  Giardino Concordia, per dare un segnale di pace e distensione sociale, ma il nome nell’uso corrente rimase quello più popolare di  Garbatella. Anche se durante il fascismo  addirittura vollero chiamare la borgata Remuria,  perché costruita sui colli di Remo.

Foto di Francesca Ruggieri

 

La terza tappa è stata su  via delle Sette Chiese, dove insiste il Parco Giovannipoli (all’interno ci sono  anche le Catacombe di Comodilla), in onore del pontefice Giovanni VIII (872-882) che decise di fortificare Roma in difesa dalle invasioni dei Saraceni. Durante questa tappa è intervenuto il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che ha ricordato: “ Questi eventi sono stati organizzati in collaborazione con l’Università Roma Tre per il suo trentennale, in collaborazione con Rai Ufficio Studi. E con questa particolare iniziativa vogliamo valorizzare, difendere e tutelare il territorio della Garbatella per la sua importanza nella storia della città di Roma”.

 

La quarta tappa si è svolta nel cortile del lotto 12, alle spalle del Palladium. Dopo la spiegazione dell’originalità degli spazi interni ai lotti adibiti a stenditoi, aree giochi ecc…da parte della professoressa Stabile, Claudio D’Aguanno ha ricordato uno spaccato degli anni Settanta con la presenza nel quartiere del gruppo extraparlamentare di Lotta Continua, che aveva la sede nella vicina Via Passino. I suoi militanti, infatti, organizzavano davanti al cinema Palladium i mercatini rossi, durante i quali si vendevano i prodotti a prezzi bassi per agevolare chi stava in difficoltà e per protestare contro l’intermediazione e il carovita.

 

Foto di Francesca Ruggieri

Nella quinta tappa, presso la Villetta, la guida ci ha raccontato come la notte del 4 giugno 1944, prima dell’arrivo a Roma degli Alleati, questo stabile, che era la sede del gruppo rionale fascista, diventò con l’occupazione da parte dei gap della VII zona, la sede del Partito comunista Italiano. In questo luogo, nel dopoguerra si facevano tante iniziative culturali, come il teatro di massa, seguito da personaggi importanti come Luchino Visconti. Il 28 settembre 1962 Pierpaolo Pasolini venne in Villetta a presentare il film “Mamma Roma”, di ritorno dal festival del cinema di Venezia. L’evento meritò un articolo sul quotidiano l’Unità.

La sesta tappa è stata effettuata davanti alla la Casa dei Bimbi, che era intitolata a Luigi Luzzatti. Luzzatti era un politico italiano e Ministro del Tesoro ( fu anche presidente del Consiglio dei ministri nel 1910) che propose la legge istitutiva degli Icp nel 1903.  A lui furono dedicati a Garbatella anche gli alberghi suburbani ( quattro grandi edifici costruiti intorno a piazza Michele da Carbonara e piazza Eugenio Biffi). Continuando per via Magnaghi, una sorta di direttrice del quartiere, si possono notare a destra le vie dedicate a uomini di mare e a sinistra quelle intitolate a missionari. Nel percorso abbiamo visto dei luoghi rimasti celebri per le scene di alcuni film famosi tra cui Caro Diario di Nanni Moretti e Le Ragazze di piazza di Spagna di Luciano Emmer.

Siamo arrivati alla penultima tappa a piazza Sapeto nella zona delle case padiglione per gli sbaraccati progettate da Giovan Battista Trotta e inaugurate da Mussolini nel 1925. 

Giuseppe Sapeto era un missionario che visse e operò molti anni in Africa e quando tornò in Italia fu fondamentale per l’acquisto della Baia di Assab,  il primo possedimento commerciale italiano.

L’ultima tappa della visita guidata si è svolta davanti ai 13 villini del Lotto 24, le case modello  costruite dall’Icp per partecipare al XII Congresso internazionale delle abitazioni e dei piani regolatori che si tenne a Roma nel 1929. Infine le guide ci hanno salutato a piazza Sant’Eurosia, vicino all’oratorio San Filippo Neri, del quale ci hanno descritto le sue origini. La visita è durata circa due ore tra analisi architettoniche e aneddoti su personaggi e  storia della Garbatella.

di Daniel dell’Ariccia e Anita Picconi

Foto in copertina di Francesca Ruggieri.