Esperienze di didattica a distanza. Il racconto di Daniel

Le misure di sicurezza disposte per contrastare il contagio da Covid-19 hanno comportato dei cambiamenti non solo nel mondo della scuola dell’obbligo ma anche per tutti i corsi in aula, compresi quelli organizzati dalla Regione, come il Corso produzione discografica, booking ed organizzazione eventi musicali che fino a marzo si è svolto presso l’ente di formazione Phidia in zona San Paolo, a Roma. Con la quarantena molti corsi sono passati online e anche questo è stato riorganizzato in base alle nuove disposizioni 

La didattica a distanza può avere lati positivi e negativi. Negativi perché stando in classe c’è più concentrazione e meno disturbo, non ci sono problemi di connessione, c’è maggiore empatia con i compagni, si possono fare pause caffè chiacchierando del più e del meno e si può studiare facendo brainstorming, condividendo domande e risposte tutti insieme.  

Ma veniamo ai lati positivi, perché ci sono pure quelli. Ogni didattica a distanza deve adattarsi al tipo di argomenti da trattare. Nel caso del corso in questione, le materie oggetto di studio sono diverse: Discografia, Booking, Social media, Sicurezza del lavoro, Produzione di uno spettacolo, Direttore artistico. Quando abbiamo iniziato il corso in aula facevamo quattro ore al giorno tre volte a settimana, eravamo 18 alunni alcuni dei quali sono stati sostituiti durante il corso. Durante le prime lezioni ci hanno spiegato come funziona il mondo del lavoro, poi abbiamo iniziato a creare dei gruppi di studio ed era molto bello, eravamo quasi tutti musicisti e molto preparati. Nei gruppi abbiamo scelto un musicista per ognuno, preparando il lavoro per lanciarlo nel grande mondo della musica come fossimo Martelabel, l’etichetta musicale che collabora con il corso. Quindi facciamo il comunicato stampa e il press-kit, che spiegano il prodotto che stiamo lanciando e chi sono i musicisti che l’hanno creato. Ed è proprio sul più bello, quando stavamo per partire con un ipotetico lancio del disco (che non è uno sport, ma quando si inserisce nel mondo musicale un nuovo disco, LP, EP, vinile che dir si voglia con varie operazioni giornaliere!) che ci siamo dovuti riorganizzare con la didattica a distanza a causa della quarantena. 

Su Hanghouts Meet che è la chat per videoconferenze che abbiamo usato, quella di Google per intendersi, l’insegnante condivideva sullo schermo presentazioni, video, siti, usando link che sono rimasti disponibili per noi, per gli assenti o per studiare nel post lezione e si registravano le lezioni (in privato per docenti e alunni) in modo da poterle rivedere. Nella lezione Social Media abbiamo fatto delle esercitazioni su Facebook e alcuni siti tecnici per preparare grafiche, hashtag, post, eventi per i social, insomma un’attività molto utile che fare dal vivo sarebbe stato più difficile. Altri due sistemi di condivisione online fondamentali sono stati Classroom e Drive sui quali potevamo caricare e commentare tutto il materiale di studio e anche questi non avremmo pensato di usarli. Una volta preso il via i singoli gruppi hanno creato delle chat separate per sostituire i gruppi in aula. Probabilmente alcune lezioni si potevano fare nello stesso modo anche in classe ma quelle più tecnologiche forse è stato meglio farle così, anche se come ha spiegato l’insegnante della sicurezza del lavoro non è consigliato stare troppo tempo davanti agli schermi e proprio per questo anche se stavamo a casa ogni tanto facevamo delle pause. In conclusione, il corso ha un po’ allungato i tempi quindi non so come proseguirà, visto che è anche previsto uno stage finale prima degli esami. 

Questo è un racconto di come ho vissuto da studente la scuola in quarantena.