Una nuova figura professionale: l’influencer, il ritratto di un mito?

Un personaggio popolare nel mondo virtuale che ha la capacità di influenzare le scelte di un determinato gruppo di utenti. E c’è chi ne ha fatto un corso di laurea.

Lo sviluppo di internet e dei social network ha generato nuove figure lavorative, tra le quali quella dell’influencer, che sta diventando essenziale per la promozione di prodotti e tendenze di ogni tipo. La gente si fida molto più di loro che dei “banali libri” che si trovano in libreria. L’influencer può essere definito come un personaggio popolare nel mondo virtuale che ha la capacità di influenzare le scelte di un determinato gruppo di utenti. Queste figure sono spesso dei personaggi consapevoli della propria autorevolezza, in grado di orientare le preferenze di quanti l’ascoltano e ne imitano le azioni. 

La visibilità di un influencer è collegata alla quantità di pubblico che lo segue ogni giorno. In questo modo, nasce un vero passaparola virtuale che garantisce maggiore visibilità al singolo prodotto o ad una tendenza. L’influencer riesce ad ottenere successo in virtù del rapporto di fiducia che sa instaurare coi suoi seguaci. Il web marketing genera guadagni e fa decollare il business di chi ha visibilità e piace. Tuttavia, non tutti possono fare da influencer, bisogna avere stoffa! Nella maggior parte dei casi, questa figura è caratterizzata da grande carisma e autorevolezza, nonché da conoscenze specifiche in un ambito particolare. Nel mondo adolescenziale i giovani che iniziano a seguire un determinato profilo instaurano quindi un rapporto con la persona che lo gestisce, tanto da considerarla talvolta come un amico o un’amica di vecchia data.

Da qui possono nascere, però, delle problematiche giovanili, come la difficoltà di avere un pensiero proprio, originale e creativo. Molto attuale la frase del filosofo Arthur Schopenhauer: «Perdiamo tre quarti di noi stessi per diventare simili agli altri». Il punto è nell’usare bene la nostra intelligenza, nello scegliere cosa seguire e non far decidere a qualcun altro cosa pensare o comprare. I giovani sono una generazione cresciuta “nella rete” e l’uso dei social è al limite della dipendenza. Rivedersi in un modello non dà solo realizzazione, ma è un’occasione di profonde crisi evolutive che generano dolore senza sapere a chi rivolgersi per alleviarlo o superarlo.

Nell’ambito della moda il primato assoluto di influencer appartiene senza dubbio a Chiara Ferragni. Ha avviato da sola una propria linea di abbigliamento, creando una nuova immagine di sé. La sua quotidianità è tutta online: ci sono video girati nella propria casa, persino col cane. La famiglia, Fedez, i figli, gli amici sono conosciuti e apprezzati da tutti. Nel 2019 è uscita una serie TV interamente legata alla sua vita e a quella di suo marito.

Ma la società del nostro tempo prima o poi ci fa incontrare diversi nodi, la vita dell’influencer non è così liscia. Molti profili, infatti, raggiungono una notevole fama in un arco di tempo limitato, per poi subire un brusco arresto nel momento in cui la persona si stufa e lascia i suoi like altrove.

Il mercato dei like è spietato. Può catturare l’attenzione di chi naviga o lasciare del tutto indifferenti.

Ad ogni modo, la figura dell’influencer non è limitata esclusivamente all’ambito della moda o della bellezza, ma raggiunge anche campi come la famiglia o la cucina. Ovviamente il cibo è spesso oggetto di attenzione da parte degli utenti del web, seccati dai libri di cucina che non spiegano bene passo passo le ricette e che raffigurano piatti perfetti che poco hanno di reale. Allora perché non affidarsi alle mani dei propri influencer di fiducia? Un esempio potrebbe essere Chiara Maci, la regina dei food influencer.

Inoltre, c’è da dire che molte aziende interessate a pubblicizzare i loro prodotti scelgono infatti di far riferimento ai giovani influencer per ottenere maggiore visibilità, fornendo loro guadagni la cui entità varia a seconda dei casi.

Detto questo, non ci deve stupire se quella dell’influencer è divenuta una professione a tutti gli effetti nel senso che è nato un corso di laurea specifico per questo! A lanciarlo è stata Ecampus. Il corso è triennale, fa capo alla facoltà di Scienze della comunicazione.

Dobbiamo arrenderci all’idea che i social network stanno trovando sempre più spazio nella vita di tutti i giorni, cambiando le nostre abitudini e modificando il modo di interagire con gli altri attirando così l’attenzione dei grandi marchi e delle aziende. 

Il lavoro dell’influencer è più complicato di quello che sembra perché si fonda su precise strategie studiate a tavolino: non è sufficiente infatti selezionare gli argomenti da trattare o i prodotti da pubblicizzare, bensì è necessario creare il giusto contenuto, scegliendo la data e l’orario più adeguate alla pubblicizzazione, un vero e proprio piano editoriale basato sulle abitudini del target di riferimento. Lo scopo è sempre quello di raggiungere elevata visibilità e totalizzare un numero sempre maggiore di “mi piace”. Sono proprio gli apprezzamenti degli utenti a garantire il successo degli influencer, che senza i propri seguaci rischiano di rimanere fermi. L’influencer è un personaggio che ha grande influenza nella community, ma non deve essere idealizzato come fosse un mito, come accade tra i più piccoli che magari non hanno punti di riferimento, perché mai e poi mai potrà essere affidato a loro il difficile compito di guidare i teenager di oggi.

 

Foto di geralt da Pixabay – CC License