Gisella Trincas: gruppi appartamento. Un modello che funziona

Vivere in una casa normale fa parte della restituzione del diritto di cittadinanza.

 

INTERVISTA A GISELLA TRINCAS PRESIDENTE UNASAM

Gisella Trincas, è presidente dell’Unasam, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale. Oggi è la più importante rete nazionale di Associazioni per la Salute Mentale e rappresenta 70 associazioni dei familiari che lottano per il pieno riconoscimento della dignità e del diritto alla guarigione per le persone con sofferenza mentale, impegnate in tutte le regioni d’Italia.

L’Assemblea dell’Unasam denuncia la violazione dei diritti umani delle persone con sofferenza mentale e cerca di sensibilizzare il mondo della politica a considerare la salute mentale come bene da tutelare.

L’Unasam non vuole nuove leggi ma l’applicazione delle buone leggi già realizzate in Italia, nello specifico quella riguardante la riforma psichiatrica.

Abbiamo intervistato Gisella Trincas sull’esperienza sperimentale dei gruppi appartamento, in particolare l’esperienza di Casa Matta a Cagliari, in Sardegna.

Gisella Trincas è convinta che gli appartamenti assistiti possano essere la giusta strada per un percorso di recovery, e che rappresentino un’offerta di residenzialità migliore rispetto a quella delle comunità terapeutiche “ma bisogna capire cosa intendiamo quando parliamo di gruppi appartamento, perchè ogni regione ne dà un significato differente. Quello che manca ad oggi, è una programmazione regionale. Di azienda sanitaria e di dipartimento, specifica sui gruppi appartamento.

La presidente dell’Unasam specifica che ogni regione ha un proprio modello di residenzialità assistita: “in Sardegna i gruppi appartamento offrono alle persone con esperienza di disagio mentale che necessitano di un sostegno, la possibilità di vivere in una casa normale e di intraprendere relazioni interpersonali all’interno della vita sociale quotidiana. L’offerta di questi appartamenti permette la costruzione di un progetto terapeutico riabilitativo personalizzato”.

Nell’evidenziare l’urgenza della diffusione di questo modello sperimentale, la Trincas ci offre l’esempio dei gruppi appartamento realizzati dalla regione Lazio, presso la Asl di RomaC, asserendo che portino benefici alla qualità della vita delle persone che li abitano. “Andrebbe diffusa – continua la Trincas – questa modalità dell’abitare, da soli o in piccoli gruppi. Fa parte della restituzione del diritto di cittadinanza”.

Per quanto riguarda l’esperienza di Casa Matta a Cagliari, la nostra intervistata la descrive come una comunità integrata di tipo socio-assistenziale (non sanitaria), nella quale vivono in un condominio, 7 persone (uomini e donne) con esperienza di disagio mentale, sostenuti da operatori che li aiutano e li accompagnano nella loro esperienza di vita. Casa Matta nasce vent’anni fa come un’esperienza innovativa e da allora, le persone che la abitano, “non hanno più subito un ricovero ospedaliero né interventi d’urgenza, facendo fra l’altro ridurre la spesa pubblica”.

L’esperienza innovativa di Casa Matta nasce dalla volontà dei familiari che fanno parte dell’associazione sarda per l’attivazione della riforma psichiatrica, per avere un percorso di vita normale ma sostenuto da operatori specializzati, anche nell’arco delle 24 ore.