ARF FESTIVAL: riportare il fumetto al centro di Roma

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Questa settimana incontriamo Paolo Campana, uno degli organizzatori dell’Arf Festival, manifestazione del fumetto che si svolge a Roma (Macro Testaccio) dal 26 al 28 di maggio.

Paolo, quali sono le novità di questa terza edizione dell’Arf?

Oltre ad una bellissima mostra di Manara che durerà dal 26 maggio fino al 9 di luglio, la parte veramente interessante riguarda il fatto che per la prima volta avremo molti artisti internazionali, e molti artisti italiani che lavorano per l’estero (alcuni davvero all’estero, altri dall’Italia). C’è poi uno spazio dedicato ai bambini, perché è nostro interesse coltivare anche i lettori del futuro. Ci sono un sacco di laboratori per bambini dove si incontrano gli autori che faranno letture per l’infanzia. Alla fine tutte le categorie se vuoi hanno il loro “ramo” di riferimento. Tutti noi fondatori siamo genitori di bambini under 10, quindi siamo i primi attenti affinché leggano, anche perché se non leggono loro fra un po’ non leggerà più nessuno.

Essere giunti alla terza edizione significa che Arf è una manifestazione che comincia ad essere importante nel panorama fumettistico italiano. Ci sono alcune persone, ed alcuni autori, che evitano manifestazioni più grandi per dedicarsi a manifestazioni più “concentrate” e di qualità se vogliamo come appunto l’Arf.

Stiamo alla terza edizione, ma, per fare una battuta, ci dicono che stiamo ad una quinta. Battute a parte posso dirti la nostra idea fondante. A noi cinque fondatori mancava, da lettori di fumetto, un’iniziativa a Roma dove l’autore, l’editore, la mostra fossero davvero al centro. Noi volevamo riportare il fumetto al centro di Roma. Roma ci ha messo sempre qualche altra cosa nelle sue manifestazioni oltre ai fumetti. Te lo dico da lettore, ho sempre avuto come la sensazione che il fumetto non bastasse mai, allora ci si metteva insieme un po’ di cinema, un po’ di videogioco, un po’ di caramelle, un po’ di costumi da bagno, tutto insomma, mentre invece l’autore, il fumetto, l’editore, il libro, il volume, la mostra con gli originali, capire come si arriva a certe dinamiche è da noi ritenuto fondamentale. Tu puoi incontrare e puoi parlare con l’autore che disegna Ironman. Noi abbiamo la mostra di Sara Pichelli, il cui nome magari non dice molto, ma è lei che, oltre ad aver fatto il manifesto ufficiale di questa edizione, è l’autrice ufficiale del fumetto di Spiderman. Ed è un’autrice di Roma. E lavora a Roma, non va a New York. Spedisce i suoi lavori da qua.

Una domanda provocatoria. Se qualcuno arrivasse e dicesse: “ti porto 500 cosplay”, tu come reagiresti?

Beh, entrano. Entrano come entrerebbero in un qualsiasi festival del fumetto. Certo, il nostro non è un festival improntato in quella direzione. Noi abbiamo molti amici cosplayer. Suppongo che il fan dell’uomo ragno che si veste da uomo ragno, alla fine se gli diamo l’opportunità di vedere una mostra con le tavole originali, di conoscere l’autrice del suo fumetto preferito, magari gli può fare piacere. Poi se vuoi venire vestito da uomo ragno liberissimo di farlo, però se vieni sai che troverai le mostre.

Quanta gente viene di solito ad Arf? E che tipo di pubblico è? Principalmente romano suppongo

Siamo intorno ai 15-20mila ingressi. Chiaramente poi una mostra, ad esempio come quella di Manara farà il pienone. Siamo sommersi di richieste. Per quanto riguarda il pubblico posso dirti che piano piano stanno arrivando anche da fuori Roma. Ovviamente noi siamo partiti su Roma, perché mancava proprio una cosa simile a Roma, che è una città di quattro milioni di abitanti.

Ricordo che lo scorso anno c’era uno spazio dedicato alle autoproduzioni e al fumetto indipendente. Quest’anno ci sarà?

Quest’anno lo spazio dedicato in tal senso è molto più grande, cioè di fatto è raddoppiato. Abbiamo, vado a memoria, 28 autoproduzioni, una mostra sullo Studio Pilar che verrà inaugurata venerdì sera, sul lavoro di Inuit, che è questa piccola casa editrice di Bologna. L’abbassamento dei costi, insieme alla stampa digitale, facilita e incoraggia questo genere di realtà. Restando in un certo senso in tema ti dico che oltre 500 disegnatori ci hanno mandato il loro curriculum (partecipando alla Job Arf) i quali sono stati visionati dalle case editrici, e durante l’Arf questi autori avranno un incontro proprio con le case editrici. Ma già dalla Job Arf degli anni precedenti sono usciti volumi nati da queti incontri. Quindi è anche un’occasione di lavoro per i giovani.

Prima di Arf, qual era la tua fiera ideale? La fiera dove riuscivi a trovare quello che ora ritrovi ad Arf?

Per affetto ti dico Napoli e Treviso. A Lucca, che sicuramente non si può non citare, purtroppo faccio fatica a camminare. Mi sembra troppo dispersiva. Lo ammetto, 200mila persone in un giorno solo sono tante. Napoli invece ha il vantaggio di avere un posto enorme, e si riesce a camminare più tranquillamente tra gli stand, mentre i cosplayer si divertono all’aperto, hanno il loro spazio. Rappresenta un ottimo bilanciamento delle cose. Invece la manifestazione di Treviso è proprio il modello di fiera che vorrei riproporre a Roma. Se non l’avete visitata consiglio di farlo. Treviso ha il vantaggio che è piccolina, è piccola la città, e quindi riesci a concentrarla meglio. A Roma sarebbe tipo una goccia nell’oceano. Piano piano ci stiamo ampliando li al Macro Testaccio, un pezzetto alla volta, ma rimane comunque tutto un problema amministrativo. Dal nostro canto dobbiamo sostanzialmente dimostrare che c’è l’interesse della gente. Lo spazio ti viene dato quando c’è un interesse.

Ci puoi dare per finire delle info per quanto riguarda contatti, social, siti?

Il sito è www.arfestival.it. La pagina facebook sempre arf festival, ed anche l’account twitter è sempre arf festival. Siamo un po’ monotoni, ma così facendo siamo molto facili da trovare. Il tutto inizia venerdì 26 maggio alle 10 e finisce domenica alle 20.

Matteo Roberti