ARF! Festival! Al via alla quarta edizione della fiera del fumetto romana!

Questa settimana torniamo per un attimo a parlare di fumetto. Dal 25 al 27 maggio si svolge la quarta edizione di ARF!, la manifestazione romana dei fumetti (si svolte presso l’ex Mattatoio a Testaccio). Dopo il grande successo della scorsa edizione, gli organizzatori sono pronti a scommettere su una nuova edizione record. Per l’occasione abbiamo avuto modo di incontrare Daniele Bonomo, uno dei cinque fondatori ed organizzatori di questa giovane manifestazione.

Ciao Daniele, andiamo subito al sodo. Cosa puoi dirci in generale di questa quarta edizione di Arf!?

In questo momento stiamo allestendo le mostre, e l’area espositiva. Diciamo che l’Arf festival nasce come un festival che riporta al centro il fumetto, con gli autori, le case editrici e soprattutto i lettori, per dimostrare che un festival si può reggere anche soltanto sul fumetto, e che non ha bisogno di tanti fuochi d’artificio intorno. Siamo giunti alla quarta edizione, e la cosa particolare è che noi non siamo cinque imprenditori, ma siamo cinque tra fumettisti, sceneggiatori e grafici. Ad un certo punto abbiamo sentito questa “chiamata” dettata da questa passione, abbiamo avuto un’occasione e stiamo cercando di sfruttarla nel miglior modo possibile organizzando appunto un festival sul fumetto.

Quali sono gli appuntamenti da non perdere?

Quest’anno abbiamo degli assi interessanti. Il primo è sicuramente la mostra che verrà protratta fino al 15 luglio (quindi ben oltre la chiusura di Arf!) e che ha come protagonista Andrea Pazienza e le sue opere, dal titolo “Andrea Pazienza 30 anni senza” perché quest’anno ricorre il trentesimo anniversario dalla sua scomparsa, dove ci sarà un excursus abbastanza corposo sull’opera di Pazienza. Ricordiamo comunque che questa mostra va anche oltre la fiera, che invece ospita al suo interno altre mostre altrettanto interessanti (e che però si concludono con la fine di questa quarta edizione di Arf! e che quindi sarà possibile visitare solo durante questo lungo week end): tra queste c’è la mostra di Alessandro Barbucci, autore del manifesto di quest’anno di Arf!, ma soprattutto creatore delle W.I.T.C.H, di Sky Doll, di Monster Allergy, ma più in generale è riconosciuto come il padre dell’euro-manga; ci sarà poi una mostra di Jordi Bernet, maestro del bianco e nero; una mostra di Danijel Zezelj, anche lui particolarmente famoso per fumetti, illustrazioni e animazioni (sabato sera si esibirà in una performance dipingendo una parete).

Come scegliete le mostre (e dunque gli autori) da proporre al pubblico?

Guarda, noi ci sediamo ad un tavolo – cioè già adesso stiamo pensando a quelli per l’anno prossimo – e buttiamo sul piatto ognuno le proprie idee, le proprie sensazioni, e in linea di massima poi ci troviamo un po’ tutti d’accordo su quello che dovrà essere il percorso culturale del festival. E poi siamo cinque, quindi alla fine una maggioranza esce sempre fuori, e poi ci si adatta alla maggioranza! Scherzi a parte, cerchiamo sempre di proporre un panorama a 360 gradi di tutto il fumetto. Questo si vede sia dagli editori che partecipano con gli stand, che spaziano dalla microeditoria e dall’editoria indipendente della self-area fino ai grandi editori di prodotti seriali da edicola. Lo stesso discorso di può fare per le mostre, cioè cerchiamo di accontentare tutti i palati e tutti i gusti dei visitatori. Ad esempio nell’area Kids, che è l’area dedicata ai bambini, abbiamo la mostra della Pimpa. Lo stesso Altan verrà a fare una lectio magistralis il venerdì dalle 14.15, mentre il sabato avremo Bernet che farà un’altra lectio, ossia un’intervista di un’ora e mezza durante la quale il maestro avrà modo di disegnare su un foglio 100×70 e di rispondere alle domande sulla sua carriera e sulla sua arte, ma anche sulla sua vita. Domenica invece ci sarà Enrique Breccia, disegnatore e maestro del fumetto mondiale. Questa che ti ho fatto è una piccola anticipazione di quello che si troverà nella sala incontri, che è una sala nella quale evitiamo di fare presentazioni di libri (quelle classiche insomma, con le case editrici e gli autori che raccontano e presentano insieme le opere in uscita), ma in cui cerchiamo di trovare argomenti trasversali e che possano abbracciare dal mondo del fumetto fino alla società civile, passando per il cinema e la musica. Insomma cerchiamo sempre degli incastri un po’ particolari. E poi abbiamo due aree dedicate a chi vuole fare fumetti, cioè a chi vuole farlo come professione, ma anche per gli appassionati. Una di queste aree è la Masterclass, dove ci saranno 3 ore di lezione di un autore o di un editore (in questo caso abbiamo nomi come Mirka Andolfo, Michele Masiero, Alessandro Bilotta ed altri), e poi abbiamo la Job Arf! che è un’area importante per noi perché mette in relazione gli editori con gli aspiranti autori. Un paio di mesi prima del festival facciamo una chiamata alle case editrici che stanno cercando autori, e invitiamo tutti ad incontrarsi durante la nostra manifestazione. C’è da dire che esistono due selezioni da superare per gli aspiranti autori, selezione che avviene ad opera nostra, e coloro che risulteranno più “idonei” diciamo così faranno insieme agli editori una sorta di speed date, in cui in 10 minuti gli autori devono convincere gli editori a pubblicarli. Arrivati alla quarta edizione del nostro festival possiamo dire che ci sono già parecchi libri di tante case editrici nati grazie proprio alla Jobs Arf!

Mi sembra di capire che dal punto di vista degli addetti ai lavori c’è molto fermento. Cosa mi puoi dire invece del semplice visitatore o del semplice curioso? In una parola, del pubblico di ARF!?

È un pubblico bello! È un pubblico che ha la passione per il fumetto, ma anche la volontà di vedere da vicino sia le tavole originali, ma anche il desiderio di conoscere fisicamente gli autori che realizzano quelle opere. Possiamo dire che Arf! è un paradiso per chi ama i fumetti perché tu puoi prenderti una birra con il tuo amico e affianco a te avere il tuo idolo e il tuo mito che leggi da quando sei piccolo. Dal punto di vista dell’età posso dirti che abbiamo un pubblico che va dai 20 ai 50 anni più o meno, i quali naturalmente si portano dietro i figli e i nuovi lettori del futuro.

Vengono da voi anche i cosiddetti “nostalgici”?

Non saprei dirtelo con certezza, perché non abbiamo una parte di “antiquariato” vera e propria. Se invece intendiamo gente “delusa” in un certo senso da altre fiere allora ti dico che in quel senso si, di nostalgici ce ne sono molti. Quando vieni all’Arf! ti rendi conto che sei all’interno di un mondo dove c’è fermento, c’è vita, e tutto questo rende il nostro mondo interessante. Anche solo visitando la self-area, che è un’area gratuita fra l’altro (nel senso che non occorre pagare il biglietto per visitarla), ci sono più di 30 realtà di giovani che si autoproducono e tirano fuori delle storie pazzesche. Per dirti, nel corso di 3 anni abbiamo visto persone che prima stavano alla self-area e che ora invece collaborano con case editrici, pur mantenendo sempre un piede all’interno della sperimentazione e alla voglia di raccontare.

Per preparare e dare vita da ARF! vi siete ispirati a qualche fiera in giro per l’Italia, o è tutta farina del vostro sacco?

Noi abbiamo sempre detto che stiamo facendo un festival come quello a cui ci piacerebbe partecipare, per cui abbiamo preso dalla nostra esperienza che potrebbe essere quella del vecchio Expocartoon, oppure del Napoli Comicon, ma anche la stessa Lucca Comics, sempre e comunque relativo all’ambito del fumetto (ora che ci penso per certi versi abbiamo ripreso anche un po’ da Più Libri Più Liberi). Insomma da tutte realtà che partono dalla passione di chi le organizza, e questa cosa si vede, traspare dalle loro manifestazioni. Anche se poi ciò che conta, per noi, rimane sempre e solo il fumetto.

Matteo Roberti