“Abbraccialo per me” di Vittorio Sindoni

Martina Cancellieri

Scritto, diretto e autoprodotto da Vittorio Sindoni, Abbraccialo per me è la coinvolgente storia del rapporto tra una madre (Stefania Rocca) e suo figlio (Moisé Curia), il quale crescendo inizierà a presentare problemi di disabilità mentale. È parte della colonna sonora, firmata da Fabio Frizzi, anche la canzone Ti regalerò una rosa di Simone Cristicchi, con la quale il cantante si aggiudicò il primo posto al Festival di Sanremo 2007. Ma l’importanza della musica non si ferma allo strato superficiale della colonna sonora, bensì si immerge nella narrazione grazie alla passione del ragazzo per la batteria. Ambientata tra Roma e le terre siciliane, la pellicola fa riflettere sull’ignoranza e la noncuranza delle persone che solamente vedono dal di fuori il lato a volte aggressivo a volte strambo del disagio psichico, e non vivono una situazione familiare in cui una persona cara ne soffre. Inoltre il film denuncia l’indifferenza e la leggerezza che le strutture rivolgono a queste persone, a cui vengono assegnati dosi massicce di psicofarmaci o effettuati Trattamenti Sanitari Obbligatori senza pensarci due volte, spesso non prendendo in considerazione il singolo caso.

La famiglia del ragazzo, Francesco Gioffredi detto Ciccio, reagisce in modo diverso al suo problema, sia il padre Pietro (Vincenzo Amato) che la madre Caterina non vogliono accettarlo, ma mentre la madre è accecata dall’amore, il padre scambia il comportamento del figlio per indisciplinatezza e ribellione. L’unica che sembra comprendere e quindi accettare di più la sua condizione è la sorella Tania (Giulia Bertini) che inoltre lo sostiene nella sua passione per la musica.

Il percorso di Ciccio, rappresentante dei giovani di oggi con disagio psichico, è tortuoso ma non privo di speranza, in un film in cui si piange e ci si arrabbia perché si simpatizza per Ciccio e lo si sostiene in silenzio, per quel che si può fare, dall’altra parte dello schermo.