“Un compagno per un adulto”: un servizio innovativo per la salute mentale

Gianpaolo Parenti dell’associazione Collegamenti  e operatore nell’ambito del servizio “Un compagno per un adulto”, ci espone gli aspetti e dei benefici di questo intervento socio-sanitario, affermando come spesso “non sia facile da capire”. Ciò non toglie nulla, però, al gran valore che hanno le prestazioni di questo servizio di salute mentale in grado di sostenere i pazienti e di evitare ricoveri inutili in quanto “gli operatori sono presenti nei momenti di difficoltà” del paziente.

Gianpaolo spiega che ogni prestazione può essere diversa, sottolineando che “Un compagno per un adulto” è un servizio “eclettico” per la domiciliarità che si snoda in vari luoghi (casa del paziente, per strada, in macchina, al bar, ecc.). Il cuore del servizio, spiega, “è la vicinanza tra operatore e paziente” per un sostegno alla persona basato su un rapporto uno a uno.

Il peso di questo servizio è davvero importante, infatti, Gianpaolo spiega come l’operatore del “un compagno per un adulto” abbia bisogno di “una rete intorno” e di sostegno. Per le difficoltà che posso insorgere, svolgere questo servizio comporta un totale investimento di energie da parte dell’operatore: “si richiede tanto, devi essere presente con tutto te stesso per possibili difficoltà”.
Lavorare per offrire questo servizio innovativo sottintende anche un aspetto di supervisione formale costituito da uno psicologo estraneo alla relazione paziente-operatore.

A parte la supervisione formale, esiste anche un aspetto”informale” di coordinamento interno tra gli operatori dell’associazione. Non manca una parte formativa fatta di partecipazioni a convegni e gruppi teorici.

Collegamenti lavora in strettissima collaborazione con il servizio pubblico ed è un’associazione nata dieci anni fa. Una tappa della storia dell’associazione è rappresentata dall’unione con il Consorzio Zona 180. La rete di Collegamenti è in continua espansione per l’uso di un approccio innovativo, infatti, Gianpaolo afferma: “ cerchiamo di condividere il nostro approccio sempre di più.”

Alla domanda sul cambiamento dei  pazienti in termini di benessere psichico, Gianpaolo risponde che “non ci sono percorsi lineari che portano al cambiamento” e in particolare afferma che “ad un certo punto c’è un click nella persona che decide di prendere in mano la propria vita”. Per l’operatore può esserci  frustrazione perchè spesso “si ritrova a dare suggerimenti che non vengono seguiti” dal paziente.

Per fortuna che sei venuto“, “Senza di te, faccio fatica a varcare la soglia” sono espressioni che ben rappresentano l’aiuto che viene dato a persone, ‘pazienti’, che affrontano quotidianamente i pesanti sintomi legati al disagio mentale grave.
Ci facciamo raccontare una dimensione sommersa dell’assistenza, una dimensione decisiva eppur spesso ignorata dai servizi sanitari. La dimensione dell’aiuto ‘relazionale’, del supporto concreto di una persona che si prende cura di te attraverso il dialogo, la condivisione ed il supporto concreto.
L’operatore ‘sociale’ è una figura decisiva nell’assistenza e nella riabilitazione, un operatore che accompagna la persona dall’isolamento alla ‘voglia’ di trovare un lavoro e riprogettarsi una vita.