“Ci sono anch’io”. Il lavoro è un diritto per tutti

La disabilità non è un ostacolo. Di queste tematiche si è discusso l’8 ottobre nelle “Linee guida del servizio sociale sull’integrazione socio-lavorativa e formazione nella Asl Rm2”: un’indagine a favore dell’utenza del Distretto di Salute Mentale. L’incontro si è tenuto presso il Centro dell’Impiego di Testaccio- Porta Futuro in via Galvani 108, davanti all’ingresso principale del Mattatoio. Erano presenti anche rappresentanti del Servizio Inserimento Lavoro Disabilità, l’organismo regionale che si occupa della gestione delle liste e delle procedure del collocamento e dei relativi fondi.

Si è trattato del primo convegno sugli strumenti ed i servizi per l’inclusione lavorativa e la crescita aziendale, rivolto alle imprese e ai professionisti del settore. L’incontro tra lavoro e salute mentale viene visto come un’opportunità per l’integrazione tra aziende e lavoratori con fragilità, a vantaggio di entrambe le parti. Gli strumenti a disposizione delle imprese, come il job coaching, il tutoraggio e la formazione del personale, vengono utilizzati per accompagnare gli utenti verso il mondo del lavoro. Il centro diurno di Roma San Paolo ha fortemente voluto e organizzato l’iniziativa per dare cura, assistenza e tutela alla salute mentale. L’evento che si inserisce nel festival RO.MENS, l’annuale appuntamento sulla salute mentale, promosso dalla ASL Roma 2 e dall’assessorato alle politiche sociali, è il fine di una concreta collaborazione negli anni. «La condivisione è fondamentale, e solo attraverso una fitta rete di collaborazioni- ha detto Ester Pace, assistente sociale del Centro Diurno- è possibile finalmente abbattere i vecchi muri del pregiudizio, offrendo reali possibilità di inclusione». Attraverso la coordinazione di gruppi di lavoro composti da assistenti sociali, seguiti dalla dottoressa Maria Pirisino, è stata avviata un’indagine sulle azioni rivolte all’utenza. Da tale indagine è emerso uno studio sulla crescita personale e sulla consapevolezza del lavoratore inserito in aziende private, cooperative, consorzi ed enti pubblici che si rendono disponibili a mettere a disposizione le proprie risorse in un progetto innovativo. A questo proposito Fondamentale risulta riuscire ad instaurare un dialogo socio-lavorativo reale e costruttivo nel territorio. «Grazie a queste collaborazioni – ha aggiunto Ester Pace- si è venuta a creare una sorta di “cultura della reciprocità” e quindi la persona fragile passa da essere passiva a risorsa attiva, posizionandosi al centro delle reali esigenze lavorative richieste».Tra le aziende e le associazioni che hanno aderito a questo progetto di inclusione ci sono la storica Gelateria Fassi all’Esquilino e l’Associazione Giulia Parla onlus, che si occupa di riabilitazione in ambito sociale e lavorativo, impiegando ragazzi/e con autismo al bar della Villetta social Lab di via Passino alla Garbatella.Non sono mancati i contributi video della Cooperativa sociale “Sorriso per tutti” sull’Osteria Strapazzato ad Albano Laziale, di Giulia Parla sui “Baristi autistici rivoluzionari”.