Pedalare in libertà con Peachy Riders

Nasce a Roma il gruppo bici tutto al femminile

“Una community ciclistica al femminile”: così si definisce Peachy Riders, il team nato a Roma meno di due mesi fa per organizzare uscite di gruppo in città e fuori porta, ma anche incontri e workshop sulla mobilità sostenibile e sul benessere fisico e mentale.

L’idea è di Nicole Marenghi, 29 anni, che da due vive a Roma dopo aver viaggiato e vissuto in diversi paesi. “Il ciclismo è stato il primo sport di gruppo che ho praticato – racconta – e poi, dopo averlo lasciato, ho continuato a utilizzare la bicicletta per spostarmi in città e fuori, ma avevo smesso di usarla quotidianamente”. Arrivata a Roma, dove si occupa di progetti di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità, ha deciso di comprarne una. “La donna che me l’ha venduta – continua Nicole- mi ha proposto di accompagnarmi a conoscere Roma in bicicletta. Da queste uscite è nata l’idea di creare un gruppo che vivesse la città in modo collettivo e sostenibile”. Quindi un profilo Instagram e una chat che in poche settimane conta più di cento partecipanti, con uno scopo duplice: far conoscere tra loro persone che vanno in bicicletta e avvicinare quelle che da sole non lo farebbero. “Solo in questi due mesi almeno una quindicina di persone hanno comprato la bici per uscire con noi” – spiega Marenghi – “e questo ci ha permesso di capire che si trattava di un bisogno più esteso”. Finora il gruppo ha organizzato giri in città, anche serali, uscite fuori Roma di una giornata e per fine novembre è prevista la prima escursione di più giorni. Nella chat intanto si costituiscono sottogruppi divisi per zone di Roma per organizzare tours di quartiere o spostarsi insieme per raggiungere il punto di partenza collettivo. E intanto la community attiva collaborazioni con altre realtà o si unisce ai tanti eventi già presenti in città.

Peachy Riders è uno spazio aperto a donne, persone trans e non binarie “perché sono le persone per cui spostarsi in uno spazio urbano richiede coraggio. In bici devi essere visibile – afferma – e il gruppo permette di prendersi lo spazio come forma di sicurezza e di alleanza. Sai che ci sono altre persone e quindi è meno complicato essere esposte”. Lo spazio urbano, secondo Marenghi, è “pensato per il maschile, per effettuare spostamenti diretti, da casa al luogo di lavoro. La cura invece, che è ancora prevalentemente affidata alle donne, prevede spostamenti spezzettati: accompagnare i figli a scuola, fare la spesa, andare al lavoro. Spostamenti che spesso non vengono fatti in bici per paura della strada: incroci pericolosi, macchine che sfrecciano, motorini, piste ciclabili che si interrompono”. Ed è quindi attraverso le uscite collettive che si acquisisce quella consapevolezza che si trasforma poi in sicurezza personale. “Io prima non mi spostavo con la mia bici da sola perché mi terrorizzava. – ricorda – Uscendo in gruppo con persone più esperte ho capito come muovermi nel traffico, ho scoperto tante piste ciclabili che non conoscevo, ho imparato cosa fare quando la pista si interrompe”.

Non c’è solo la pratica: Peachy Riders organizza incontri per condividere informazioni e indicazioni “da come cambiare la camera d’aria a cosa portarsi dietro per le uscite in bici di più giorni”. Ma anche specificamente rivolti alla salute femminile: “C’è un disagio fisico di cui si parla poco: il ciclismo è uno sport ancora molto maschile e questo rende difficile fare divulgazione sui temi del benessere femminile. Esistono pochi studi sulle differenze tra stare in sella da uomo e da donna e sono pochi anche i marchi che producono abbigliamento ciclistico femminile perché, anche in questo campo, le ricerche si basano su un corpo maschile. Ma si parla pochissimo anche di igiene, benessere e salute intima.” E allora, aggiunge, “rompere il tabù è un atto politico”. Affrontare queste tematiche in un gruppo misto sarebbe difficile, ci dice, e dunque l’esigenza di un gruppo femminile, anche perché sono spesso le donne o le persone trans e non binarie a provare disagio e insicurezza nei gruppi, a non sentirsi all’altezza. “Gli spazi separati, sicuri e non competitivi – spiega Marenghi – aiutano invece a sentirsi a proprio agio”.

Peachy Riders vuole prendere spazio nel contesto urbano e trasformarlo, ma non solo – conclude – “la bicicletta è un mezzo di trasporto ecologico, economico e che promuove un turismo lento e sostenibile. Per questo organizzeremo viaggi con itinerari che combinino treno e bicicletta, economicamente accessibili ed ecologicamente sostenibili”.