I film della memoria

Il 27 gennaio si ricorda il Giorno della Memoria, il genocidio nei campi di concentramento. In televisione da vari anni c’è la settimana della memoria, nella quale puntualmente diversi canali ricordano con film di registi e attori famosi, quel giorno. Molti nell’ambito artistico hanno raccontato questo triste periodo di metà Novecento, chi con ironia, come il bellissimo e premiatissimo La vita è bella diretto e interpretato da Roberto Benigni, con le musiche di Nicola Piovani, chi facendo una parodia che esalta la vittoria degli americani, come Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino. Altri, come Steven Spielberg con Schindler’s list e Brian Percival con Storia di una ladra di libri, hanno fatto capire, ognuno con un punto di vista diverso, la drammaticità dell’Olocausto, che ha ucciso molte minoranze senza un motivo, solo per discriminazione. 

Fortunatamente, la Germania nazista non è riuscita a cancellarle e, anche se sono rimasti pochi testimoni vivi, al giorno d’oggi hanno però tramandato i ricordi, con libri, documentari, interviste e appunto film. Voglio concludere questa lista con Charles Chaplin, un attore ebreo che fu tra i primi nel 1940 a girare un film sulla guerra: Il grande dittatore. 

Grazie a Benigni che, nei panni del personaggio Guido Orefice, racconta la favola al bambino che svolge la parte del figlio, fa sembrare che i tedeschi volessero giocare e non uccidere, anche se alla fine quando il padre muore, il bambino capisce (La vita è bella). 

In Bastardi senza gloria, Tarantino vuole dimostrare come gli americani andavano a caccia di nazisti per ucciderli. Spielberg racconta come veramente l’imprenditore Schindler salvava alcuni ebrei dai campi, purtroppo troppo pochi; il regista fa risaltare tra il bianco e nero del film la famosa bambina con il vestito rosso che Schindler sperava di avere salvato. Ma la bambina, che tornerà più avanti in un’immagine potente, è la dimostrazione della crudele realtà. Schindler è stato seppellito in Israele. 

Storia di una ladra di libri racconta di una bambina che ruba libri per condividerli con altre persone e che fa amicizia con un bambino ebreo, salvato dalla sua famiglia dai tedeschi, mentre fuori c’è un massacro. 

Spesso, come potete leggere in queste piccole recensioni, il cinema usa i bambini per far capire nel migliore dei modi il dramma (ne è un altro esempio il più recente Jojo Rabbit), perché sono le anime più innocenti in assoluto e non sempre possono scegliere il loro futuro, soprattutto non dipende da loro scegliere se averlo. 

Per finire c’è Il grande dittatore, nel quale un ebreo molto somigliante a Hitler ne passa di tutti i colori, per modo di dire, dato che il film è in bianco e nero! Anche Chaplin fa ironia, personalmente preferisco i film che raccontano la verità, perché se no poi alla fine c’è pure chi crede che non si tratti di Storia ma di fantasia cinematografica. Mentre ci sono molte testimonianze per non dimenticare la tragedia che ha ucciso milioni di persone. 

Noi della redazione di 180gradi siamo molto sensibili al Giorno della Memoria e gli abbiamo dedicato un numero apposito, per consultarlo qui il link! 

 

Foto di Daniel Dell’Ariccia: Tempio ebraico di Roma