“Roma est in gioco”, il paradiso ludico di Roma est

Lo scorso 5 e 6 novembre si è tenuta a Roma una interessante realtà che ha preso ormai piede da cinque anni. Stiamo parlando di “Roma Est in Gioco”, una convention ludica ad ingresso gratuito che parte dalla periferia est di Roma per rivolgersi poi ad ogni tipo di realtà e di giocatore. Cuore della convention sono i tornei, che quest’anno hanno visto i giocatori sfidarsi senza pietà a giochi quali “7Wonders Duel”, “Carcassonne” e “Splendor”. Tuttavia il gioco più ambito è stato “Jewels”, prodotto recente dalla Cosplayou, un gioco che vede i partecipanti impersonare abili mercanti alla ricerca di pietre preziose da rivendere al miglior prezzo.

Insomma, al di la delle varie proposte, Roma Est in Gioco rappresenta una nuova opportunità, un nuovo spazio, una nuova “disponibilità” ad accedere al gioco da tavolo per capirne le potenzialità. Le potenzialità non del gioco, ma di chi li prova. Perché il gioco mette alla prova chi lo affronta, mette alla prova le nostre abilità. Incontro allora Leonardo Caviola, l’organizzatore della manifestazione.

Ciao Leonardo, cosa puoi dirci di questa Convention?

Questa Convention si chiama “Roma Est in Gioco”, e si chiama così perché si trova nella parte est di Roma, cioè sulla Casilina. Dura due giorni, quest’anno il 5 e 6 novembre. Questa è una Convention in cui si fanno attività di ludoteca, tornei, presentazioni di novità editoriali, giochi recenti che sono usciti a Lucca e ad Essen [la fiera di Essen è la più importante del settore a livello mondiale, ndr], insomma tanto divertimento.

Come ha risposto il pubblico a questa iniziativa?

Il pubblico ha risposto con entusiasmo, e soprattutto sta diventando matto per due cose: la finale spacca cervelli di “7Wonders”, e per un gioco molto divertente che sta in sala ludoteca, “Misantropia”, gioco della Cosplayou che sta spaccando veramente tutti quanti: è un gioco in cui è richiesto ai partecipanti di combattere le proprie fobie, fobie del tipo alzarsi presto la mattina, odiare le persone, ammazzare il capo-ufficio, suonare il clacson, girare intorno al tavolo ecc., praticamente lo sto candidando al gioco della Convention.

Da quanto tempo c’è “Roma Est in Gioco”? Quanto pubblico ha attirato?

Questa è la quinta edizione, la prima volta è stata nel 2012. Lo scorso anno facemmo un “record”, chiamiamolo così, di visitatori, attestati sulle circa 250 unità. Per quanto riguarda quest’anno devo ancora aspettare i dati. C’è una grande affluenza non solo di romani, ma anche di persone che vengono da altre città: ieri c’era un gruppo di persone che veniva da Terni, da Sabaudia, da Subiaco, da Napoli. Addirittura è venuto un ragazzo di Caserta che mi ha chiesto informazioni sulle realtà ludiche, su come funzionano i tornei ecc. insomma è stata una bellissima esperienza.

Ho visto che si vincono anche dei premi? Che premi sono?

La casa editrice Asterion mette a disposizione dei premi per la finale di “7Wonders”, ma i premi più ambiti sono senz’altro quelli della lotteria! Ciascun partecipante riceve un badge al momento in cui entra in Convention. La matrice del badge viene messa in un’urna e poi estratta. I giochi che si vincono sono offerti dalle case editrici, e tra questi giochi abbiamo ad esempio “Sugi”, un gioco che ha partecipato al premio “gioco dell’anno” a Lucca, anche se poi non è arrivato purtroppo in finale nonostante il mio tifo. Abbiamo poi C.O.A.L. della casa editrice Dast Work, ma anche il simpaticissimo “Hall of Fame” della Cosplayou. E poi abbiamo i totteri, che sembrano una specie di macchine volanti di cartone, delle cose veramente allucinanti, cioè vanno appese al soffitto e se hai un filo di aria condizionata cominciano a vorticare senza sosta.

Quindi il prossimo anno tutti a “Roma est in Gioco”?

Certo! E ti dico anche i motivi, anzi i motivi più importanti, ossia tanto divertimento, tante novità editoriali, si gioca nella ludoteca tutti e due i giorni dalle 9 di mattina di sabato fino alle 22 di domenica. Ieri sera [sabato, ndr] abbiamo fatto le 2 di notte. Siamo dei malati!

Nonostante la contagiosa allegria che Leonardo Caviola trasmetteva, era evidente che una realtà simile aveva (e ha) ancora molto da dire nel panorama romano e non solo, anzi è una realtà che non può e non deve rimanere isolata e fine a se stessa. Il problema è che “Roma est in Gioco” non può dire nulla perché non ha i mezzi per farlo. E se proprio volessimo andare a scovare questi mezzi, essi sono pochi, troppo pochi. È il triste destino degli eventi in gran parte autogestiti. Senza nulla togliere alla location, e alla gentilezza dei proprietari di associazioni e locali che hanno ospitato la manifestazione, è evidente che Torre Angela, il luogo dove si svolge “Roma Est in Gioco”, non è poi il posto più tranquillo del mondo, senza contare che non è neanche così semplice da raggiungere. Chi volesse passare una giornata in ludoteca avrebbe molta difficoltà a tornare a casa la sera tardi con i mezzi pubblici. Questi dettagli, che per molti potrebbero risultare sciocchi, in realtà fanno molta differenza. Organizzare un evento a Torre Angela non è la stessa cosa che organizzarne uno a san Giovanni o a Termini.

Questo però è quello che al momento offre la casa, anche perché come si prova ad entrare all’interno del Raccordo i costi per tali “raduni” diventano improvvisamente esosi, e non è sempre possibile sostenerli.

Diversi anni fa Valentina C., una ragazza di Milano famosa per essere un’abile organizzatrice di eventi, durante un’altra Convention ludica mi disse una frase che non ho mai dimenticato: “noi a Milano abbiamo le strutture, gli spazi, e i soldi, voi a Roma avete le associazioni, e quindi le persone”. Era una frase ovvia, ma in un contesto simile, quello ludico, assumeva un’importanza quasi disarmante. Ed è così, continua ancora oggi ad essere tristemente così.

Matteo Roberti