Romics: 5-8 ottobre, al via la XXII edizione

foto di Sara Di Carlo

foto di Sara Di Carlo

Possiamo ormai affermare che una fiera come il Romics non ha più bisogno di presentazioni ufficiali. Eppure, nonostante i suoi successi e i suoi numeri, una parte dei visitatori è ancora perplesso, al punto da ritenerla poco “attraente”, poco “propositiva” e poco “specializzata”. Non è comunque detto che il Romics debba essere per forza tutte queste cose. È molto difficile, tra l’altro, criticare una gestione che da un po’ di tempo a questa parte riesce a strappare più di 200mila biglietti ad ogni edizione. Verrebbe quasi da dire “provateci voi!”. Comunque, se proprio volessimo rivolgerci in modo polemico al Romics dovremmo chiederci a cosa mira tale manifestazione: in effetti non si capisce del tutto quale sia la mission di tale festival, sembrerebbe riduttivo chiamarla “fiera del fumetto” ma, come sostenuto poco fa, non è neanche detto che sia importante. Romics è un carnevale, è una festa e come tale deve essere presa. C’è il fumetto, ma non solo quello (e quindi non in modo esclusivo); c’è il gioco da tavolo, ma non solo quello; c’è il cosplay, ma non solo quello; ci sono i videogiochi, ma non solo quelli; ci stanno gli youtubers, ma non solo loro… e così via. Romics è un “qualcosa”, ma non “solamente” quella cosa. Dobbiamo accettarlo, se vogliamo godere ed essere parte della festa.

Festa che quest’anno cade dal 5 all’8 ottobre, sempre alla Nuova Fiera di Roma (formazione che vince non si cambia). Le sue otto location offrono spettacoli in contemporanea, ai quali è impossibile sfuggire. Ma soprattutto offre talmente tanto che è impossibile non trovare qualcosa di veramente interessante per i nostri palati. Inoltre, il vecchio e il nuovo continuano inesorabilmente a fondersi. Troviamo il fumetto accanto al videogioco, il fantasy accanto al web, troviamo l’intrattenimento accanto alle nuove arti creative, insomma un turbinio di iniziative e colori che Romics permette senza indugi, visto che si presta perfettamente a questa trasversalità. A proposito di fumetto, segnaliamo la mostra “I Beatles a fumetti”, composta da una vasta selezione di tavole originali, oggetti e gadgettistica d’epoca e da collezione, manifesti, stampe, riproduzioni e filmati dedicati al quartetto di Liverpool (in occasione del cinquantenario dal disco Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band). Durante i 4 giorni della fiera, ai Beatles saranno anche dedicate musiche e concorsi di illustrazione.

Per gli amanti dell’animazione giapponese troviamo Evangelion Inpact, una mostra tributo dedicata all’opera cult Neon Genesis Evangelion (di Hideaki Anno). La mostra è composta da 32 illustrazioni realizzate da artisti professionisti italiani, che hanno voluto ricordare il cambiamento dell’immaginario dello stile mecha giapponese avvenuto ormai da 20 anni a questa parte. Per quanto riguarda, invece, il gioco da tavolo, troviamo la guest star Andrea Angiolino, ossia uno dei più grandi esperti italiani di giochi. Suo il Dizionario dei giochi, scritto a 4 mani assieme al collega Beniamino Sidoti. E poi ancora tanti appuntamenti, con la narrativa, il cinema, il cosplay (con nomi importanti del settore), i concorsi e le gare.

A proposito del Cosplay, a Romics si svolge l’unica e imperdibile selezione per partecipare al World Cosplay Summit (WCS), la gara mondiale del Cosplay che si tiene ogni anno in Giappone e al quale si partecipa in coppia. Come singolo invece si potrà aspirare a partecipare all’International Yamato Cosplay Cup, il campionato mondiale di San Paolo (Brasile), e alla selezione dell’Eurocosplay di Londra (ossia il campionato europeo di Cosplay).

Ma uno dei punti cui Romics tiene di più è forse il sociale. Ancora una volta la Regione Lazio è presente all’interno della manifestazione con i suoi numerosi workshop (all’interno di quello che è definito Comic Meeting&Lab). Tra le varie iniziative saranno presenti gli sportelli di Porta Futuro, Torno Subito, Lazio Creativo, FabLab, Garanzia Giovani, Lazio Europa, e Area GenerAzioni Il Lazio investe sul Futuro. Tutto questo, senza scordare gli incontri professionali b2b e il Wallab, dove giovani artisti si incontreranno per dare sfogo alla loro creatività.

Come visto, dunque, nel Romics si concentra un po’ di tutto. Di fatto, il Romics vuole dare l’opportunità, con un solo viaggio ed un solo biglietto (questa volta più economico rispetto alle scorse edizioni), di far conoscere e diffondere tutto questo mondo, e tutto in una sola volta. Chi si lamenta della “calca” sono poi le stesse persone che senza quella “calca” probabilmente neanche camperebbero. Il “caos” che avvolge la manifestazione è necessario anche per la sua stessa sopravvivenza: un mercato “saturo” come quello romano non potrà mai e poi mai arrivare a numeri importanti solamente con una sola delle realtà descritte in precedenza. Ne sono testimoni altre fiere del settore, come ad esempio l’ARF (ne parlammo qui), ottima perché rimette al centro il solo fumetto, ma lontana, lontanissima dai numeri di Romics; oppure come Roma Est in Gioco (ne parlammo qui, e torneremo a parlarne a breve), ottima anch’essa perché tratta esclusivamente il gioco da tavolo, ma che non riesce a superare neanche i 3-400 ingressi ad edizione (pur essendo addirittura gratuita).

A proposito di giochi da tavolo, e qui concludiamo, a Romics trovano ampio spazio ancora una volta i prototipi, ossia i giochi non ancora editi, bisognosi di playtest da parte degli autori (tempo fa parlammo con l’organizzatore di questo evento). Presso la Dal Tenda Games (leader indiscussa del Padiglione 9, quello appunto dei Games) una serie di autori tenteranno di attirare i curiosi “gamers” e chiederanno loro i consigli per migliorare il proprio prototipo. Chi proverà quei giochi lo farà in anteprima assoluta mondiale, ed alcuni di questi giochi potranno anche essere acquistati. Il playtest richiesto servirà proprio a capire se varrà la pena continuare ad investirci. E tra quei tavoli, lo scrivo con un certo orgoglio, vi aspetterà anche un prototipo dell’autore dell’articolo che avete appena letto.

Matteo Roberti