Lucca Comics and Games: verso la 51esima edizione

Foto di Alessio

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Anche quest’anno sono in viaggio verso il Lucca Comics and Games, la manifestazione italiana (anzi europea) più importante del settore fumetto/gioco da tavolo (ma diciamo anche di tutto il mondo “nerd” in generale). E non lo dico io, ma lo dicono i numeri (di cui ora parleremo). E se dopo più di 15 anni, nonostante sia cresciuto, nonostante gli impegni sempre più pressanti, mi ritrovo in visita nella cittadina toscana significa che ogni anno questa manifestazione mi lascia qualcosa dentro. Qualcosa che perdura per tutti i 12 mesi successivi. Difficile spiegare esattamente cosa possa essere, ma vi assicuro che qualcosa c’è. Tuttavia, invece di parlare di ciò che ci aspetta in fiera (che potete leggere qui), vi racconto cosa è successo lo scorso anno. E lo faccio partendo dalla cosa più importante, che come accennato prima sono i numeri. Nel farlo prendo in prestito i dati raccolti dalla Scuola IMT Alti Studi Lucca e da Vodafone Analytics, che in parallelo hanno svolto ricerche proprio in tal senso.

Si diceva quindi i numeri. Siamo davanti a qualcosa di impressionante: l’edizione 2016 ha visto oltre 447.000 visitatori “unici” totali (447.525 per l’esattezza) per un impatto economico di quasi 56 milioni di euro. Per “visitatori unici totali” intendiamo tutti coloro che in cinque giorni di fiera (che lo scorso anno si è svolta dal 28 ottobre al 1 novembre) hanno circolato per il centro storico (inteso come sopra e all’interno della cerchia muraria). Tuttavia, i visitatori “paganti” sono stati circa la metà (210.652, che in gergo vengono chiamati visitatori unici da ticketing). Tornando comunque al numero totale, la maggior parte (parliamo del 64,88%) si è intrattenuta tra le 3 e le 9 ore. E se prevedibilmente la maggior parte viene per un solo giorno (275.893 visitatori), sono ben 171.632 (40% circa) coloro che invece sono rimasti da un minimo di due ad un massimo di cinque giorni. La massima concentrazione si è verificata domenica 30 ottobre 2016 (con 80mila biglietti venduti, considerato tetto massimo vi ingressi). I visitatori unici (compresi quindi anche i residenti) che sono circolati in centro nell’arco della giornata sono stati 199.465. Il picco è stato raggiunto alle ore 16 con 51.715 visitatori presenti. Ciò dimostra che le soluzioni adottate in questi ultimi tre anni dall’organizzazione per garantire la massima sicurezza di tutti stanno raccogliendo i primi frutti. Per soluzioni adottate intendiamo non solo il tetto degli 80mila ingressi giornalieri, ma anche la distribuzione dei padiglioni su più aree del centro storico, l’allungamento degli orari di apertura dei padiglioni, la segnaletica all’interno dei padiglioni e la collaborazione con le autorità preposte alla sicurezza per il servizio di osservazione e controllo. Questo comporta, oltre alla sicurezza appena citata, anche una maggiore visibilità della manifestazione anche nelle ore di punta.

Dai soli visitatori unici da ticketing è arrivato un beneficio indotto di 55,8 milioni di euro, considerando le spese per acquisti in manifestazione, vitto e alloggio, e shopping esterno ai padiglioni della fiera (parliamo di quel “temporary shop” già analizzati nel nostro articolo dello scorso anno, consultabile qui). Ciò significa che a beneficiarne sono state più o meno tutte le realtà, in primis ovviamente la città di Lucca e le cittadine limitrofe, ma anche in generale la Toscana e in alcuni casi anche le regioni confinanti. Le ricerche ipotizzano che l’indotto totale comprensivo anche dei partecipanti non paganti (parliamo quindi degli addetti ai lavori, degli operatori, degli ospiti e dei semplici curiosi) potrebbe aggirarsi intorno agli 80 milioni di euro.

Grazie alle analisi di Vodafone possiamo risalire anche alla provenienza dei visitatori. Per quelli provenienti dall’estero l’informazione si ottiene considerando il momento in cui il cellulare aggancia una cella dei principali aeroporti intorno a Lucca (Pisa su tutti). Ben 23.674 visitatori unici (il 5,29% del totale) provengono dall’estero (per lo più dalla Francia, dalla Svizzera e dall’Olanda, ma anche dagli Stati Uniti, dal Giappone e dall’Australia). Per quel che riguarda invece la nostra penisola, la provenienza copre la maggior parte del territorio nazionale, con ovvia concentrazione nella provincia di Lucca. Tra i comuni di casa nostra troviamo le più grandi metropoli italiane come principale bacino di provenienza: Roma, Firenze, Genova, Milano. Dando uno sguardo più attento alle provenienze non fatichiamo a comprendere come il Lucca Comics sia una fiera “per il nord”. A confronto, sono pochi i visitatori del sud, che invece aspettano eventi come il Romics di Roma, il Comicon di Napoli, e l’Etna Comics di Catania.

In qualunque modo vogliate guardare e commentare questi numeri, chi esce davvero vincitrice da questi giorni è proprio la città di Lucca, città intesa non solo come “ospitante” di una manifestazione, ma come anche una città con la sua storia. Lucca è gradita da moltissimi visitatori, che non si fanno scappare l’occasione di visitare anche le bellezze che la città offre oltre alla manifestazione. I visitatori tornano a casa con una percezione migliore della città, proprio perché l’hanno visitata in uno dei suoi periodi dell’anno migliori. Eppure, nonostante questi numeri, nonostante l’incredibile forza che Lucca riesce a sprigionare, ciò che vuole offrire con questa fiera sembra ancora essere considerato un prodotto di nicchia, oppure, se vogliamo proprio sforzarci ed allargare i nostri orizzonti, agli occhi di chi non sa di cosa stiamo parlando sembra offrire (solo) prodotti per bambini, sembra voler creare in quelle poche ore un mondo parallelo che si interrompe con la sua “chiusura”. E non c’è niente di più sbagliato nel pensare ciò. Lucca non finisce con il suo ultimo giorno, quello che rappresenta non si smarrisce durante l’ultima ora o durante il viaggio di ritorno. Era ciò che scrivevo all’inizio di questo articolo: Lucca ci lascia qualcosa dentro che dura tutti e 12 i mesi successivi a quella “chiusura”. Abbiamo utilizzato il virgolettato perché, come detto, Lucca in realtà non “chiude” mai. E, ve lo posso garantire, entrare in contatto con questo mondo non preclude le nostre realtà più importanti, non ci fa ignorare la famiglia o il lavoro (che rimarranno per noi sempre al primo posto). E’ come per chi gioca a calcetto o per chi va al cinema il mercoledì sera: lo fa perché sa che se non lo facesse la propria esistenza sarebbe quasi “imprigionata” nella routine quotidiana. E non è tanto importante cosa si faccia, basta che però si faccia qualcosa. Lucca Comics ci offre un’alternativa, ci da un’idea originale che, se ben gestita, ci alimenta quello spazio tutto nostro, quel fantastico senza il quale sarebbe difficile valorizzare ciò che per noi è davvero importante.

Matteo Roberti